Intervista di Cristina Biolcati a Roberto Ricci, autore de “Il cappotto” e “Guanti neri”

Intervista di Cristina Biolcati a Roberto Ricci, autore de “Il cappotto” e “Guanti neri”

Lug 7, 2014

Roberto Ricci vive ad Ancona dove, da oltre 20 anni, svolge la professione di parrucchiere.

 

Nel privato, invece, è uno scrittore di racconti thriller, che si trasformano in cortometraggi di grande successo e rendono omaggio al cosiddetto genere del “giallo all’italiana”.

Dopo “Respiro Tagliente”, la sua opera d’esordio composta da 4 racconti, ora si appresta a tornare con una nuova raccolta.

Noi di Oubliette Magazine avevamo già recensito il suo corto “Il cappotto”, e lo avevamo molto apprezzato.

Desideravamo quindi essere fra i primi a darvi la notizia dei movimentati “lavori in corso” che si stanno svolgendo proprio in questi giorni. Ma lasciamo che sia lui a spiegarci tutto.

 

C.B.: Benvenuto Roberto. È vero che il “parrucchiere del brivido” sta per tornare?

Roberto Ricci: Sì. Finalmente ritorno con “Buio Rosso”, la mia seconda raccolta di racconti thriller- horror. Sei inediti: “La ballerina”, “Guanti neri”, “Campo Santo e la sua valigia”, “Il male ha il sonno leggero”, “La goccia” e “Specchi infranti”. Più i quattro della precedente: “L’accendino insanguinato”, “Il cappotto”, “L’inquietante nottambulo” e “Il leader”, che spero possano raggiungere un pubblico più vasto e trovare nuovo smalto. Specialmente “Il cappotto”, che oltre aver vinto nel 2012 il Premio racconti nella rete è un cortometraggio ancora molto visionato su Youtube.

 

C.B.: Dopo “Il cappotto”, vincitore nel 2012 del premio racconti per corti e divenuto un cortometraggio di successo, anche uno dei tuoi nuovi racconti è diventato un corto. Ce ne puoi parlare?

Roberto Ricci: Si tratta di “Guanti neri”. Una bella soddisfazione vedere realizzato nuovamente un cortometraggio da uno dei nuovi racconti. Non capita spesso. Ho trovato una buona sintonia con il giovane regista Federico Tadolini. Già noto fra gli appassionati del genere horror per piccoli cult come “Orgia di sangue”, “Il collezionista” e il lungometraggio a episodi “17 aMezzanotte”, ha saputo ben trasferire in immagini il mio incubo thriller. Il lavoro è un sentito omaggio al cinema Italiano della paura degli anni 70-80. Sarà presentato la notte di Halloween in Toscana, regione in cui è stato girato, poi verrà distribuito direttamente in dvd. Spero possa partecipare anche a vari Festival del settore. Le musiche sono di Marco Rosati. Tra gli interpreti Raffaele Borreca, Andrea Quintavalle, Raffaele Totaro, Valentina Vannelli, Leandro Lolli e lo stesso regista.

 

C.B.: Vuoi dare ai lettori del nostro magazine la vera, assoluta anteprima? So addirittura di una singolare iniziativa della casa editrice Inkiostro…

Roberto Ricci: Altra grande soddisfazione. La casa editrice Inkiostro, ha scelto due storie del libro, (L’inquietante nottambulo e La ballerina), per trasferirle in un albo a fumetti che sarà presentato al prossimo LuccaComics. Le disegnatrici di queste bellissime tavole che ho visto in anteprima, sono  Elisabetta Gentilini Raffioni e Cinzia Luchetti. La prima, anche autrice della copertina di “Buio Rosso”.

 

C.B.: Stai avendo un vero e proprio successo su vari fronti. Come si è evoluto il tuo modo di scrivere, Roberto? Quale valore aggiunto troveranno i tuoi lettori, in questi nuovi racconti, rispetto a quelli della prima raccolta di “Respiro tagliente”?

Roberto Ricci: Valore aggiunto non saprei. Sicuramente tanto impegno in questi due anni di lavoro, per cercare di scrivere buone storie.

 

C.B.: A quale pubblico ti rivolgi? Chi speri possa interessarsi di più alle tue opere?

Roberto Ricci: Agli amanti delle emozioni forti e dei gialli che ti sorprendono fino all’ultima pagina. Almeno queste le mie intenzioni.

 

C.B.: Nei tuoi lavori si avverte un forte richiamo ai primi film di Dario Argento. Che cosa ami di più dello stile di questo grande maestro?

Roberto Ricci: Di Argento apprezzo tutto. Il suo modo particolare di fare le inquadrature. La cura per il dettaglio.La visionarietà. Lesue macabre e sanguinarie coreografie. Soprattutto il suo non essere mai stato uguale a se stesso in quarant’anni di cinema. I tanti detrattori dicono sia finito da anni. Ancora aspettano un nuovo “Profondo Rosso” o “Suspiria”, senza capire che quei film e quel cinema non potranno più tornare. Il mondo è cambiato e Argento si è dovuto adeguare ai tempi e alle esigenze. Ringraziamo invece che ancora continua solo e contro tutti a lottare contro i mulini a vento… la pessima distribuzione, l’elevata censura, i pochi soldi.

 

C.B.: Se questa sera tu dovessi andare al cinema, quale film, del presente o del passato, vorresti vedere?

Roberto Ricci: Sarò monotono, ma del passato “Profondo Rosso”. Gialli così, non se ne fanno più, purtroppo. Del presente ti dico “Tulpa” di Zampaglione, per restare nel genere da me amato. Per carità, qualitativamente nulla a che vedere con l’altro appena citato, ma ce ne fossero oggi di film così al cinema!

 

C.B.: Ringraziamo Roberto Ricci per la sua disponibilità e per questo elegante “tuffo” nel cinema thriller del passato. Attendiamo con ansia l’uscita delle sue opere e speriamo di riaverlo presto nostro ospite.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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