Cracking Art: “Il sesto continente” in mostra con l’invasione degli animali di plastica colorati, fino a novembre a Bergamo

Cracking Art: “Il sesto continente” in mostra con l’invasione degli animali di plastica colorati, fino a novembre a Bergamo

Lug 7, 2014

Arte, natura, ecologia, riciclo, innovazione, colore sono le parole che meglio identificano la cracking art, ospitata in diverse zone d’Italia ed in particolare in questi mesi in pianta stabile all’interno del centro commerciale Orio Center di Bergamo.

Il sesto continente, la più grande mostra-evento mai vista in un Centro Commerciale, ha un effetto visivo davvero forte: oltre settemila animali di differenti colori e dimensioni sono disseminati all’interno e all’esterno della struttura illuminandola e rallegrandola.

Un viaggio tra arte e ecologia per sensibilizzare il pubblico nei confronti di argomenti che non sempre sono trattati a sufficienza. Gli animali ospitati sono la chiocciola, la rondine, le rane, i lupi, i pesci angelo, i suricati e le stelle marine. Ognuno di loro rappresenta un diverso luogo del mondo ed un diverso ecosistema e tramite loro viene mostrato come questi siano quotidianamente in pericolo.

Tutto ciò fa parte del Movimento Cracking Art, un movimento artistico nato nel 1993 composto attualmente da Renzo Nucara (1955, Cream), Marco Veronese (1962, Biella), Alex Angi (1965, Cannes), Carlo Rizzetti (1969, Bruxelles), Kicco (1969, Biella) e William Sweetlove (1948, Ostenda).

Il nome Cracking deriva dal processo tramite il quale il petrolio viene trasformato in plastica, il cracking catalitico appunto. Il significato esatto del verbo inglese ‘to crack’ è scricchiolare, spezzarsi, incrinarsi ed è proprio a questo concetto che il gruppo artistico fa riferimento: l’uomo contemporaneo si divide tra le origini legati alla natura e il futuro sempre più artificiale ed irrispettoso dell’ambiente che lo circonda e che fa sì che egli possa trovarsi sulla Terra.

L’utilizzo dei materiali plastici vuol fornire un nuovo modo di riciclare ed adoperare la plastica da una parte e dall’altra ricordare quanto gli elementi artificiali facciano parte ormai della vita di ognuno di noi. Da qui deve nascere la consapevolezza dell’importanza di tutto ciò che è naturale, il rispetto per il grande ecosistema terrestre.

La mostra si rivolge così non solamente agli adulti ma anche e soprattutto ai bambini che fin da piccoli vanno educati al rispetto degli animali e della natura e di ogni essere ed elemento vitale.

Per ogni animale vi sono delle didascalie che mostrano il loro luogo d’origine, la diffusione, l’habitat, il peso, il colore, l’alimentazione e i rischi nei quali incorre ogni specie.

Una mostra originale che sta girando il mondo riscuotendo consenso e contribuendo in modo rilevante alla salvaguardia dell’universo inteso in senso lato.

Un’iniziativa molto particolare è poi la raccolta di firme che ha come intento quello di ospitare per un periodo aggiuntivo a quello previsto inizialmente gli animali in galleria, con una lettera che così recita:

Caro Oriocenter, siamo i tuoi clienti e ci rivolgiamo a te perché vogliamo salvare gli animali in fuga che hanno trovato riparo in Galleria. Loro si sono rifugiati a Oriocenter perché si sentono minacciati da vari fattori causati dall’azione dell’uomo, tra cui l’inquinamento, le mutazioni climatiche, i cambiamenti nell’ecosistema, le alterazioni nella catena alimentare. Noi ti chiediamo che tutti gli animali possano restare in Galleria per spiegare agli adulti e ai bambini quali sono i pericoli che ci attendono se continueremo a sfruttare il nostro pianeta senza rispettarlo.

Una mostra che si auspica possa coinvolgere e sensibilizzare sempre maggiormente tutti coloro i quali di rado si ricordano che la vita su questo pianeta dipende dall’uso che facciamo del nostro delicatissimo ecosistema.

 

Written and photo by Rebecca Mais

 

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Cracking Art

Cracking Art Group

Il sesto continente

 

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