Alexandra David Néel e Gertrude Bell: due donne anticonformiste, spiriti ribelli alla conquista del mondo

Alexandra David Néel e Gertrude Bell: due donne anticonformiste, spiriti ribelli alla conquista del mondo

Giu 26, 2014

La Storia ha conosciuto donne intrepide e colte che, a dispetto della morale dell’epoca in cui sono nate, hanno deciso di intraprendere lunghi viaggi, a volte anche rischiosi, da sole, per scoprire e conoscere il mondo ma, soprattutto per conoscere se stesse.

Di viaggiatrici indomite, la cui vita è diventata una vera e propria eredità per i posteri, tramandata attraverso libri e diari, ve ne sono molte, ma vorrei raccontarvi di due in particolare: Alexandra David Néel e Gertrude Bell.

Alexandra David Néel (1868-1969), francese, è una delle esploratrici più famose del mondo per il suo viaggio a Lhasa nel 1924 e i numerosi scritti sul buddhismo.

Iniziò a viaggiare nel 1886, quando aveva soltanto diciotto anni, raggiungendo la Spagna in bicicletta. Da quel momento non si fermò più, attraversando l’Europa e documentandosi sulle culture e le filosofie orientali grazie ai documenti redatti dagli orientalisti.

Frequentò la facoltà di Lingue Orientali della Sorbona aderendo, nel 1892 alla Società Teosofica e, sempre in quegli anni, a diversi movimenti femministi.

Il carattere ribelle alle convenzioni portò Alexandra ad abbracciare anche le idee anarchiche; a fine Ottocento, scrisse perfino un saggio sull’anarchia che non trovò alcun editore ufficiale, ma ebbe un certo successo negli ambienti anarchici.

Affamata d’avventura e nuove scoperte, la viaggiatrice visitò l’India e l’Africa, apprendendo le principali correnti filosofiche, le tecniche di meditazione e dedicandosi allo studio della religione islamica.

Si sposò con Philippe Néel a Tunisi nel 1904, ma il matrimonio non modificò di certo la sua personalità eclettica e incapace di stare troppo a lungo nello stesso luogo.

Alexandra si recò di nuovo in India dove, tra il 1914 e il 1916 visse da eremita. Pian piano maturò in lei il desiderio di visitare Lhasa, la “città proibita”. Per riuscirvi dovette attraversare, a piedi e travestita da mendicante, la Cina sull’orlo della guerra civile.

Tra tutti i libri da lei scritti “Viaggio di una pargina a Lhasa” (Voland, 2003) è senz’altro il più famoso e quello che restituisce nella sua completezza il ritratto di una donna libera, fiera e assetata di conoscenza.

Alexandra David Néel ha molto da insegnare agli uomini e alle donne di oggi con quella sua indole incapace di accettare pregiudizi cristallizzati in dogmi, la sua instancabilità e l’amore per la vita.

Gertrude Bell (1868-1926) non è certo da meno. Scrittrice, archeologa e spia inglese, sostenne la rivolta araba (1916-1918), benché la Storia tenda a ricordare solo il celebre Lawrence d’Arabia.

Nata in una famiglia inglese benestante, Getrude viaggiò moltissimo fin da giovane, arrivando a parlare perfettamente italiano, francese, tedesco, arabo, persiano e turco e ad approfondire sul campo lo studio dell’archeologia, sua grande passione.

Si stabilì a Gerusalemme, adottando lo stile di vita del luogo e si avvicinò ai Drusi, incontrando personalmente il loro capo. Tra i luoghi che visitò possiamo ricordare la Palestina, la Siria e l’Iraq. Nel 1916 gli inglesi la chiamarono a Bassora per la sua dettagliata conoscenza del luogo; fu lei, infatti, a indicare ai capi del’esercito britannico come raggiungere Baghdad senza correre alcun rischio.

Divenne, cosa mai accaduta prima, “Ufficiale di collegamento, Corrispondente a Il Cairo” e, nel 1921, venne convocata da Churchill, insieme a Lawrence (i due si conoscevano già proprio grazie al loro impegno nell’area mediorientale) alla Conferenza del Cairo.

Lawrence e Bell ebbero un ruolo fondamentale nella nascita della Transgiordania e dell’Iraq e la stessa Gertrude divenne una sorta di “consigliere” del re Faysal.

Scrisse una mole incredibile di libri e si impegnò per la fondazione del Museo d’archeologia iracheno. Morì, a quanto pare suicida a causa di overdose da sonniferi, nel 1926.

Molti dei suoi suoi scritti sono tuttora in commercio in inglese, mentre in italiano è disponibile l’eccellente biografia “Desert Queen. La vita straordinaria di Gertrude Bell, consigliera di re, alleata di Lawrence d’Arabia” di Janet Wallach (Greco e Greco, 2006) e “Viaggio in Siria” della stessa Bell (Polaris, 2014).

Alexandra e Getrude, due donne anticonformiste e capaci di vivere e osservare il mondo da nuovi punti di vista, “armate” solo della loro intelligenza e di un incredibile spirito d’avventura.

 

Written by Francesca Rossi  

 

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