Intervista di Sarah Mataloni all’autrice, regista ed attrice Angela Calefato

Angela Calefato è un’attrice, autrice e regista teatrale pugliese che vive a Roma.

 

Artista poliedrica e carismatica, Angela ha ottenuto diversi riconoscimenti in veste di attrice e autrice, tra i quali ricordiamo il Premio Artelesia Festival 2010 come Migliore Attrice con “Regalo di compleanno”, opera dalla quale è stato tratto lo spettacolo “Tanti auguri, mon amour” (scritto da A. Calefato in collaborazione con E. Barresi) e finalista Premio Drammaturgia Oltreparola Ctas 2010 con “Bossoli e Boss” (da cui è tratto lo spettacolo brillante “Io sono Wonderwoman …ma anche no”.

Incontriamo Angela in occasione del suo ultimo spettacolo, Le Monologhe, tre monologhi e tre differenti storie di tre “celebrità” un po’ dimenticate che fremono per salire sul palco e tornare alla ribalta: Lory, Concetta e Trudy, interpretate abilmente dalla stessa Angela, capace di dare   vita a personaggi completamente diversi tra di loro, tutti e tre bizzarri e inusuali.

 

S.M.: Leggendo la tua biografia, il tuo “percorso di attrice” ha inizio nel 1991, con l’interpretazione del ruolo di protagonista in “Così è se vi pare” a soli 17 anni in occasione di un laboratorio del Fermi.. Ci parli delle tappe fondamentali del tuo percorso artistico?

Angela Calefato: Ho debuttato nel 2010 come autrice e regista con lo spettacolo “Io non sono wonder woman”, quattro corti dedicati alla questione femminile dai  quali ho elaborato i tre atti unici: “Io sono wonder woman… ma anche no” (2012), una commedia tragicomica sul mobbing rosa in ufficio a danno di una donna incinta da parte del suo capo donna. Sempre nel filone del teatro sociale, ho messo in scena gli spettacoli Let’s stalking about, Tanti auguri mon amour, e la Storia di Sarah (spettacolo per donna sola). Nel 2013 con “Il tempo di una lavatrice” (ultima commedia brillante scritta recentemente), mi sono staccata temporaneamente dal filone di teatro sociale, per affrontare con ironia il tema della coppia che scoppia. L’ incomunicabilità di un uomo e una donna dei nostri giorni che litigano e si riappacificano continuamente nel tentativo di salvare i valori dell’unione minati da una continua crisi dei ruoli. Con le Monologhe, un divertente spettacolo tra teatro e cabaret, (è andato in scena all’Agorà dal 20 al 25 maggio), interpreto tre personaggi deliranti: Lory, Trudy e Concetta, tre donne inusuali  che hanno in comune la voglia di salire sul palco raccontandosi.

 

S.M.: Torniamo agli spettacoli che seguono il filone sociale. L’impegno artistico autoriale, in ambito sociale, si manifesta con la scrittura e la messinscena di alcuni lavori, come (tra gli altri) “La storia di Sarah” (spettacolo per donna sola), “Let’s stalking about”, “Tanti auguri mon amour”. Che storie raccontano questi spettacoli? 

Angela Calefato: Dal 2010, ho scritto e portato in scena diversi lavori attenti alle tematiche sociali. “Let’s stalking about” (2012), è un thriller di denuncia sul fallimento del decreto di legge anti stalking introdotto in Italia nel 2010. “Tanti auguri, mon amour” (2013), una  commedia tragicomica sul percorso di una donna e madre che passa dall’iniziale accettazione della dominante cultura maschilista, di cui è vittima compiacente, al graduale perfezionamento di un comportamento vetero femminista esasperato ed estremo. “La storia di Sarah” (2011) narra lo straordinario e incredibile viaggio della speranza di Sarah, una forte donna somala in fuga da Mogadiscio verso l’Italia dopo lo sterminio di tutta la sua famiglia ad  opera dei Signori della guerra.

 

S.M.: Autrice, attrice e regista. Come riesci ad amalgamare armonicamente questi ruoli? C’è un ruolo che senti più tuo?

Angela Calefato: Non è facile essere trine. Come regista e attrice delle cose che scrivo per il teatro sono agevolata nella preparazione di ogni spettacolo: quando butto giu’ le idee contemporaneamente immagino i movimenti registici sul palco. Quando dirigo altri attori ci metto più fatica specie se anche io faccio parte del cast: in quel caso è necessario anche avere la visione di insieme che possa coordinare il tutto.

 

S.M.: Da poco hai portato in scena “ Io sono wonder woman..ma anche no” uno spettacolo sul mobbing rosa, che è andato in scena al Teatro Agorà il 12-13-14-15-16- marzo 2014…Come è nata l’idea di questo lavoro? “Io sono wonder woman..ma anche no” è uno spettacolo brillante, ironico, divertente, con una tematica attuale molto impegnativa. Come ha reagito il pubblico e cosa hai tratto da quest’esperienza?

Angela Calefato: la storia di mobbing rosa in teatro è stata accolta molto favorevolmente dal pubblico; come già detto, ho scritto molte cose legate al sociale. Ogni tema puo’ avere successo… Dipende dalla penna, dalla qualità di chi interpreta e dalla reale necessità di rappresentare qualcosa. Quanti spettacoli scritti nel nulla e senza senso circolano!

 

S.M.: Dal 20 al 25 maggio sei stata nuovamente in scena con lo spettacolo “Le monologhe, tre monologhi per tre diverse celebrità, tutte al femminile. Cosa hanno in comune Lory, Trudy e Concetta e perché hanno la necessità di raccontarsi davanti ad un pubblico?

Angela Calefato: “Le monologhe” è uno degli spettacoli che amo di più. Sono sola e mi diverto con un’operazione tra teatro e cabaret. prendo in giro lo show business e porto in scena personaggi famosi che vogliono dare una rinfrescata alla loro popolarità… in tanti modi bislacchi… restare sull’onda del successo è impresa ancor più ardua di arrivare in cima.

 

S.M.: Un’esperienza artistica che ti ha divertito e una che ti ha lasciato l’amaro in bocca.

Angela Calefato: Personalmente non ho mai sofferto in teatro. Le esperienze più dure e sconcertanti per gli attori sono le fasi dei provini, le attese. Racconto un anedotto che puo’ essere interessante e dare incoraggiamento. Tanti anni fa mi preparai a un provino per una commedia teatrale, era una commedia di Neil Simon. Ero sicura di aver studiato bene e di essere perfettamente nel ruolo; finito il provino pero’ ebbi la sensazione di non essere stata un granchè. Non ero stata spontanea: ero stata, a mio avviso, completamente artefatta. Tornai a casa, piansi molto, e dopo mezzora di lacrime presi un testo drammatico. Medea. Iniziai a declamarlo col dolore in corpo e mi liberai; qualche giorno dopo il grande Vasilico’ mi provino’ per un ruolo drammatico e mi fece un applauso dicendomi “Tu sei Medea”. Ho capito che solo ascoltando le nostre emozioni più autentiche si puo’ fare il mestiere dell’attore.

 

S.M.:Prossime date, appuntamenti, progetti?

Angela Calefato: “Le monologhe”  si presta a intrattenere qualsiasi pubblico raffinato, si ride senza volgarità ed la situazione ideale è gustando un fresco aperitivo estivo quindi sono pronta a portare nei migliori locali di Roma questa performance esilarante dove recito e canto. Prossimamente dal 23 giugno inizio un interessantissimo progetto di laboratorio con chi si appresta al mondo attoriale e vuole davvero esplorare l’affascinante psiche delle menti più diaboliche e inquietanti dal serial killer al narcisista estremo… Una sorta di ricostruzione del personaggio di scena attraverso un’identikit che solo un bravo profiler puo’ osare, per questo laboratorio mi affianco al bravissimo Marco Giannini, psicologo e psicoterapeuta.

 

S.M.: Grazie Angela!!!

 

Written by Sarah Mataloni

 

 

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