“Il sentiero dei profumi” di Cristina Caboni: quando il profumo diventa una filosofia di vita

“Il sentiero dei profumi” di Cristina Caboni: quando il profumo diventa una filosofia di vita

Giu 3, 2014

“La felicità non è altro che il profumo del nostro animo” diceva Coco Chanel. E Cristina Caboni, autrice de “Il sentiero dei profumi” edito da Garzanti nel maggio 2014, sembra avere preso questa frase alla lettera.

Un vero e proprio caso editoriale diventato fenomeno internazionale, poiché in Europa ne sono stati venduti i diritti prima ancora dell’uscita ufficiale. L’autrice, al suo esordio letterario, ha tratto spunto dalla sua quotidianità. Vive in provincia di Cagliari, circondata da piante e fiori e fa l’apicultrice.

Ha sempre amato i profumi, ma essi sono entrati in maniera preponderante nella sua vita da quando i fiori offrono il nettare alle api che alleva. La sua intera percezione della natura è cambiata; ha iniziato ad annusare con attenzione ogni cosa e a capire che, in realtà, quello del profumo è un vero e proprio linguaggio.

Qualcosa di innato, immediato, che non conosce filtri né finzioni. E non può mentire. La protagonista della storia è la ventiseienne Elena Rossini, erede di una vera e propria dinastia di donne “profumiere di nicchia”, che per generazioni hanno esercitato la loro arte in un antico palazzo di Firenze, dove nonna Lucia ha insegnato ad Elena tutti i segreti del mestiere.

Qui si trovano ancora vecchi alambicchi, distillatori, antiche formule ed essenze pregiate. Elena ha avuto un’infanzia difficile. Senza un padre, affidata alla nonna da una madre, Susanna, che ha preferito seguire le sue inclinazioni e girare il mondo; maltrattata da un patrigno che non l’ha mai voluta. Si è sentita una nullità, Elena, e ora non si fida più di nessuno. È felice solo quando crea i suoi profumi.

Le essenze personalizzate che lei sa confezionare con tanto intuito, agevolano le persone a risolvere i propri problemi, e presto capisce che soltanto affrontando il passato potrà aiutare se stessa. Per anni infatti ha rifiutato di assecondare il suo talento, fingendo che per lei i profumi non avessero importanza.

Per un lungo periodo ha negato di essere quello che in gergo viene definito un “naso”, perché ammetterlo avrebbe significato uguagliarsi alla madre e alle donne della sua famiglia, che sono vissute di sogni, alla ricerca del “Profumo Perfetto” perdendo di vista gli aspetti importanti della vita. Come se non bastasse, Elena viene tradita e poi abbandonata anche dall’egocentrico fidanzato Matteo.

Lascia quindi Firenze per recarsi a Parigi, la città dei profumi per eccellenza, dove l’amica d’infanzia Monique le mette a disposizione un vecchio appartamento di proprietà e l’aiuta a trovarsi un lavoro in una rinomata profumeria. Per Elena si tratta di cambiare vita, di accettare il suo destino. Ritornare a credere in quello che le diceva sua nonna: “Il profumo è il sentiero. Percorrerlo significa trovare la propria anima”.

A Parigi finalmente, dopo varie vicissitudini, riuscirà a ritrovare un equilibrio e un nuovo amore. Per chi ha letto “Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbauch, è inevitabile trovare delle analogie che penalizzano l’originalità della trama. Cail ed Elena sono senza dubbio due persone “non risolte” che cercano, insieme, di non commettere gli errori del passato.

Sono due eroi romantici che hanno un vissuto doloroso e si struggono per amore, in un romanzo sentimentale che potrebbe apparire senza tempo. Sicuramente è un desiderio legittimo di Cail quello di proteggere la donna, già messa a dura prova dalla vita, ma i suoi interventi sono troppo pressanti e ho trovato alcuni passaggi un po’ tediosi.

Quasi se Elena fosse una bambina, incapace di agire autonomamente. Il look delle due ragazze, Elena e Monique, descritto di volta in volta, si rivela inutile ai fini della storia, e le toglie spessore. Molto ben descritte invece sono le ambientazioni e le atmosfere del passato.

Una sfavillante Parigi che sembra essere lì, davanti ai nostri occhi. Una natura inebriante, della quale sembra davvero di avvertire gli “odori”. Un romanzo che insegna molte cose interessanti, a proposito dell’arte della profumeria, e che risulta, nel complesso, piacevole.

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

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