“Nata viva” di Zoe Rondini: resoconti di una ragazza che della disabilità ha fatto la propria forza

“Nata viva” di Zoe Rondini: resoconti di una ragazza che della disabilità ha fatto la propria forza

Giu 1, 2014

“Anche se forse è il concetto di vita stesso che non sposerà mai l’idea della normalità e di banalità, perché, fortunatamente, a mio avviso la vita di ognuno di noi è unica, irripetibile e deve essere vissuta anche in tutti gli equilibri mancanti.”

Zoe (nome d’arte della scrittrice) è una ragazza come tante altre la cui unica differenza sta nel fatto che quando uscì dalla pancia della mamma non pianse subito come tutti i bambini ma per alcuni minuti addirittura non respirò e questo fatto le provocò dei danni cerebrali le cui conseguenze sono per lei ancora visibili oggi.

Nonostante ciò Zoe non si è mai lasciata demoralizzare da niente e nessuno ed intorno ai tredici anni ha cominciato a dedicarsi alla scrittura scoprendo in ciò una grande passione e facendolo divenire una sorta di sfogo o comunque un metodo per non scordare tutti i momenti, belli o brutti, che hanno permesso che lei fosse come oggi è.

Nata viva” (Gruppo Albatros Il Filo, 2011) nasce come una sorta di diario composto non da annotazioni giornaliere bensì da pensieri e riflessioni che ricoprono degli ampi archi temporali.

Un libro dal titolo evocativo il quale rivela come, nonostante i suoi primi problematici minuti di vita, lei sia viva e come questa vita voglia godersela fino in fondo, nel modo in cui preferisce e senza badare a chi avrebbe voluto impedirle di svolgere un’esistenza come chiunque altro.

In circa duecento pagine Zoe Rondini rievoca in modo piuttosto intimo la sua vita dalla nascita ad oggi, permettendo al lettore di conoscere la sua famiglia e le persone che per lei sono state e sono ancora oggi importanti: la madre, i nonni, Rickie, le sorelle Georgia e Fiore, i medici, i fisioterapisti e tanti altri. Ognuno di loro ha contribuito alla sua crescita e alla sua consapevolezza delle gioie e dei dolori dell’esistenza.

Ma in questo libro si discorre anche delle percezione degli altri, di coloro i quali si definiscono “normali”, nei confronti della sua disabilità. Vittima troppo spesso di un sistema sociale e scolastico errati che non considerano le reali esigenze dell’individuo, Zoe denuncia comportamenti talora assurdi che altro non fanno se non rendere ogni situazione più complicata.

Raramente si riflette sulla percezione che di noi potrebbero avere gli altri e in pochi si rendono conto che chi possiede un handicap potrebbe non trovarsi bene con noi per via delle differenti esigenze, la difficoltà può essere reciproca.

Le persone dovrebbero essere maggiormente disposte a comprendere gli altri tralasciando l’onnipresente egoismo. Se la società si ponesse in modo differente nei confronti di chi ha differenti necessità allora tutti mostrerebbero modi di agire dissimili. Sarebbe sufficiente solamente un po’ più di sensibilità ed è certamente questo l’insegnamento finale delle sentite e alle volte commoventi parole di Zoe.

 

Written by Rebecca Mais

 

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4 comments

  1. Ottimo articolo, Rebi!!! :)
    Pienamente d’accordo con quanto hai scritto sulla percezione della disabilità.

  2. Grazie Dani!!! E sai, tu e Zoe avete in comune la forza con la quale affrontate la vita!

  3. Zoe Rondi /

    Ciao Rebecca,
    cm stai? Ti scrivo in quanto Nata viva ha cambiato editore e copertina. Potresti cortesemente aggiornare le info nell’articolo (o farne uno nuovo se ti va…;)) che le avevi dedicato? trovi tt al seguente link: http://www.piccologenio.it/2015/12/11/e-tornata-nata-viva/
    Per qualsiasi dubbio o chiarimento la mia mail è:
    info@piccologenio.it
    Grazie infinite
    Zoe

    • Salve Zoe,
      ci congratuliamo per la pubblicazione del suo libro con un’altra casa editrice.
      Ma ci spiace informare che l’immagine presente resterà quella della sua vecchia casa editrice per rispettare il tempo in cui è stata scritta la recensione.

      Buona giornata

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