“La sirena”, libro di Camilla Läckberg: un passato di sofferenze ed un presente minaccioso

“Quando il dolore gli stordì tutti i sensi e il coltello si fermò, fu la volta dell’acqua. Il rollio di una barca. Poi sprofondò nel mare freddo e non sentì più nulla. L’ultimo ricordo fu quello dei capelli di lei. Lunghi, neri”.

Il thriller viene dal nord e ha la sua regina. La scrittrice svedese Camilla Läckberg, nata nel 1974, che con “La sirena”, pubblicata nel marzo 2014 da Marsilio, nella collana “Farfalle”, è giunta al suo sesto romanzo. Per l’esattezza, sei best seller tradotti in 55 paesi, con più di 10 milioni di copie vendute nel mondo e molto apprezzati anche in Italia.

Le opere della Läckberg trovano ambientazione in un ex villaggio di pescatori della Svezia, Fjallbacka, dove l’autrice ha vissuto la sua infanzia, diventato famoso grazie alle sue storie e attualmente meta di una fiction televisiva di successo. In quello che è concepito come un vero e proprio “microcosmo”, gli abitanti si conoscono tutti. Puntualmente però, il passato ritorna, e atroci segreti vengono a galla. Qui vivono i protagonisti che abbiamo imparato a conoscere.

La scrittrice Erica Falck, che ha dovuto abbandonare le sue attitudini investigative per motivi familiari, in seguito alla nascita della figlia Maya e ad una gravidanza gemellare in corso che rallenta non poco la sua dinamicità; e il marito Patrik Hedstrom, ispettore di polizia. Christian Thydell è uno scrittore emergente, che sta riscuotendo molto successo in seguito alla pubblicazione del suo romanzo d’esordio, “La sirena”, e al quale Erica ha dato alcuni consigli durante la stesura. Ma da tempo qualcuno lo minaccia di morte, e il pericolo si fa sempre più reale.

Quando il cadavere di un suo amico, scomparso tre mesi prima, viene ritrovato fra i ghiacci lungo la costa, appare palese che i due casi siano collegati. In parallelo alle indagini che si svolgono all’interno della centrale di polizia, che vede coinvolto lo storico team, si fanno strada le ricerche personali di Erica, dotata di un grande fiuto.

La donna è consapevole del fatto che chi scrive finisce sempre per mettere un po’ di sé nella sua opera. È nel passato di Christian dunque che si nasconde la chiave del mistero. Da lì deve essere partito tutto. Ma chi è questa misteriosa figura femminile che minaccia e colpisce le persone che hanno a che fare con il nuovo scrittore di Fjallbacka?

Le vittime pensano di conoscere l’identità del colpevole, ma non reagiscono, come se fossero in attesa che si compia una sorta di “giustizia divina”. La narrazione si sviluppa su due piani: un passato di sofferenze e un presente minaccioso. I personaggi della Läckberg, nascondono un vissuto di grandi sofferenze, ed è per questo che non sono mai totalmente negativi. Il male ha avuto sempre un’origine, è stato la logica conseguenza di qualcosa che lo ha causato.

Anche in quest’opera, ritroviamo l’attenzione dell’autrice per i problemi dell’infanzia e per l’incapacità, da parte dei genitori, di tutelare i propri figli. La buona caratterizzazione dei personaggi permette forse già nella prima parte di attribuire dei volti alla storia, ma sicuramente il finale è inaspettato. I tasselli che l’autrice ha disseminato nel corso dell’opera si ricongiungono solo alla fine e trovano un senso. Della Läckberg è apprezzabile lo stile semplice.

Anche i personaggi minori vengono descritti con dovizia di particolari, questo perché il lettore deve arrivare a distinguere, quasi fosse una sfida personale, ciò che è importante ai fini della risoluzione del mistero, da ciò che invece non lo è. Nonostante le storie truci che vi si svolgono, nel piccolo paese di Fjallbacka ci si sente in famiglia, e gli eventi appaiono meno aberranti.

La suspense è sempre “diluita” con episodi di vita quotidiana dei protagonisti per poi sfociare in un crescendo nella parte finale. Chi ama il genere e ha apprezzato le precedenti storie di questa autrice, non rimarrà deluso.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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