Intervista di Michela Zanarella ad Ana Caliyuri ed al suo libro “Palabras”

Intervista di Michela Zanarella ad Ana Caliyuri ed al suo libro “Palabras”

Mag 2, 2014

Ana María Caliyuri, nasce il 23 luglio del 1955, ad Ayacucho, nella provincia di Buenos Aires, in Argentina. Attualmente risiede a Tandil, Buenos Aires, Argentina.

È docente in pensione, produttrice di programmi radiofonici e televisivi, e scrittrice.

È membro delle associazioni SADE, CEDRO, REMES. Ha al suo attivo moltissime pubblicazioni e riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale e collaborazioni varie tra Argentina Spagna e Italia.

Numerose anche le traduzioni per vari poeti italiani.

Michela Zanarella la incontra per Oubliette Magazine.

 

M.Z. : Parole, parole. Cosa rappresenta per te la comunicazioni non solo vocale?

Ana Caliyuri: Le parole sono il mondo che mi permette di stabilire una strada tra l’astratto e il tangibile. In loro trovo la purezza della quale mi servo per esprimere gli stati dell’animo e del pensiero. Sono i pilastri che ci costruiscono, ergo, bado al loro uso perché in qualche modo esse ci rappresentano.

 

M.Z. : Come definiresti il tuo libro Parole? Cosa ti ha spinto a diffondere la tua opera gratuitamente?

Ana Caliyuri: Palabras/Parole è un libro composto da vari libri in uno: Gelsomino bianco, Agonia della terra, Ululato nel nulla, Simbiosi e Mari. Lo definisco come voli che cantano alla terra, al mare, la storia ai tempi della dittatura, etc. Sono passati già 5 anni dalla sua pubblicazione, è stato il mio secondo libro bilingue grazie all’inpareggiabile traduzione e sostegno dello scrittore Prof. Raffaele Serafino Caligiuri che ha tradotto le mie opere; ho deciso di sciogliere gli ormeggi del libro Parole affinché navigasse con la sua fortuna. Io credo che l’arte viva quando è condivisa, mi piace condividere, ho prova di ciò ogni giorno nel mio facebook o nel mio blog: Fino all’infinito.  Dalla mia relativa visione: L’arte è quel sublime spazio dove ha luogo l’ illimitato.

 

M.Z. : So che hai pubblicato anche un romanzo “Avis cuore di cristallo”. Ci racconti brevemente di cosa tratta?

Ana Caliyuri: “Avis cuore di cristallo” è un romanzo nato dalla congiunzione di anime ed arte, è stata la mia penna che ha parlato, ma anche lei si è nutrita, come ogni sogno condiviso, della collaborazione e scambio con un artista plastico, Hugo Saldívar, e col disegnatore Nicolás Cruz. Nell’anima della protagonista in “Avis” nei vincoli che promuove coi personaggi si annidano i filamenti di quelle virtù umane che facilitano un mondo migliore. La cosa misteriosa di Avis è che lei non ha un cuore come qualunque umano, ma possiede un cuore di vetro. Suo unico parente sulla Terra è una sorella gemella chiamata Abnis; i suoi genitori le avevano lasciate su questo pianeta, a riparo. Entrambe le sorelle contano su poche amicizie nel paese, tra essi, Lenab di Alessandria, un ragazzo la cui caratteristica è nascondere le sue emozioni dietro a delle maschere. Un giorno però, nella parete della stanza di Avis appare un’iscrizione enigmatica che lei percepisce come una chiamata o un segno. Tenterà di decifrarla, perciò sollecita l’aiuto di vari amici; quella sfida l’attraverserà con innumerevoli avventure con personaggi malvagi, lupi, cavalli alati, tormenti, etc. ma soprattutto lascerà scoperto il valore del più sublime dei sentimenti: l’amicizia.

 

M.Z. : Poesia e narrativa, una tua definizione.

Ana Caliyuri: La poesia è il canto dell’anima e del pensiero, è una forma diversa di vedere e sentire il mondo. La narrativa è un’altra dimensione della penna che non necessariamente richiede l’opinione dell’anima. Entrambi i generi decifrano i distinti aspetti di uno scrittore: differenti gorgheggi di uno stesso uccello.

 

M.Z. : Quali sono gli autori di riferimento per il tuo percorso di scrittura?

Ana Caliyuri: Tutto quello che leggiamo ci nutre ed in qualche modo tutto quello che siamo capaci di fare ci definisce. Il riferimento è tutto ed uno solo, fatta questa eccezione dico che in poesia ammiro Giuseppe Ungaretti, padrone della brevità poetica, la mia anima ermetica si sente circondata con la sua. Anche altri fanno parte del mio bagaglio culturale come Dante, Virgilio, Mario Benedetti, Juan Gelman, Cortázar, Vargas Llosa, Stephen King, ed i classici ovviamente. Ogni volta che uno nomina autori commette l’errore di omissione…

 

M.Z. : Tra l’Italia e l’Argentina noti delle differenze per ciò che riguarda il fermento letterario?

Ana Caliyuri: Dalla mia visione relativa al fatto letterario in sé, credo che l’arte con la  a maiuscola non appartenga a nessun paese perché appartiene all’umanità. Vivere qui o lì è una circostanza: tutto è ciclico. L’evoluzione del senso artistico è legata all’evoluzione che ogni essere umano desidera affrontare.

 

M.Z. : Progetti per il futuro.

Ana Caliyuri: I miei progetti sono sempre legati alle mie convinzioni: mi piace unire distinte forme di espressione artistica, come mi sento bene quando è possibile gestire sogni comuni con altri scrittori ed artisti. Il prossimo libro che sta già in edizione si intitola “Nel bar dell’esquina” Il bar dell’angolo, è un libro di microfinzioni che ho realizzato con lo scrittore argentino Cristian Cano e che è stato tradotto in italiano dal Prof. Raffaele Caligiuri. Stiamo gestendo anche un altro libro in prosa poetica ed inoltre sto scrivendo la seconda parte della saga Avis cuore di cristallo. Forse Avis cuore di cristallo potrà essere quest’ anno edito in Italia. Sempre più questa è la strada: sognare e lavorare con i sogni.

 

Written by Michela Zanarella

 

 

Info

Blog Ana Caliyuri

 

One comment

  1. Sabrina Polino /

    Venerdì non posso perdermi la puntata di Sold Out con Malika Ayane alle 13.40 su Radio2. Non vedo l’ora! http://www.soldout.rai.it/

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