“La Memoria del Corpo” e “L’Arte di dimenticare”: romanzi della scrittrice algerina Ahlam Mosteghanemi

“La Memoria del Corpo” e “L’Arte di dimenticare”: romanzi della scrittrice algerina Ahlam Mosteghanemi

Mag 1, 2014

Voci “letterarie” come quella di Ahlam Mosteghanemi catturano il lettore per condurlo fino alla vera essenza del mondo arabo-islamico.

 

Autrici di così grande capacità narrativa e intensità non sono rare al di là del Mediterraneo, ma la Mosteghanemi riesce come poche e con grande originalità a parlare al cuore delle donne. Di origine algerina, è nata in Tunisia, dove la sua famiglia era stata esiliata a causa dell’attività politica del padre.

Solo nel 1962 la scrittrice e i suoi congiunti sono riusciti a tornare nella terra natia, proprio al termine della Rivoluzione algerina. Ha iniziato la sua carriera letteraria giovanissima, pubblicando un libro di poesie in arabo, partecipando e curando in prima persona programmi radiofonici dedicati proprio alla poesia. La sua vita, però, non è stata semplice.

Ahlam Mosteghanemi, infatti, appartiene alla generazione di algerini che, subito dopo l’indipendenza dai francesi e la morte di più di un milione di combattenti per la libertà, si sono ritrovati con una nazione in ginocchio, tutta da ricostruire insieme alla loro identità.

Tale identità, come è facile intuire, doveva essere rimodellata anche attraverso la lingua; per l’Algeria indipendente, dunque, uno dei primi passi da compiere è stato proprio quello di riappropriarsi dell’arabo, quasi totalmente soppiantato dal francese.

Si entra, qui, in un argomento molto complesso, quello della scissione tra l’identità arabofona e quella francofona, con tutte le sue conseguenze visibili ancora oggi, su cui servirebbe un articolo a parte solo per definire il discorso nelle sue linee generali.

Ahlam Mosteghanemi è proprio uno dei simboli di questa “rinascita” algerina. Lei stessa ha sempre, giustamente, sostenuto che non solo gli uomini hanno combattuto per l’indipendenza e rischiato la vita, ma anche le donne. Eroi ed eroine, peccato che la Storia, come spesso accade, si ricordi solo dei primi.

L’autrice lotta per i diritti delle donne, parlando d’amore e di problematiche inerenti proprio alle libertà fondamentali ma negate all’altra metà del cielo. Tutto ciò scrivendo in arabo, senza la “mediazione” di alcuna lingua europea.

Forse la nuova Algeria non era del tutto pronta ad assimilare la presenza di una donna forte come Ahlam Mosteghanemi, arabofona e diretta, capace di affrontare temi scottanti a tu per tu con le sue lettrici.

Per questa ragione è stata espulsa dall’Unione degli Scrittori Algerini, in quanto la sua scrittura non si uniformava alla politica dell’associazione. Nonostante questo l’attività letteraria di Ahlam continua e oggi non solo la scrittrice ha più di tre milioni di followers sui social networks, ma i suoi lavori sono stati tradotti in diverse lingue e, secondo Forbes è l’autrice araba più famosa al mondo.

In Italia sono state tradotte due sue opere: “La Memoria del Corpo” (Jouvence, 2000) e “L’Arte di dimenticare. Amalo come sai fare tu, dimenticalo come farebbe lui” (Sonzogno, 2013).

Il primo libro è un romanzo toccante, di grande bellezza stilistica e originalità, in cui la vera protagonista è l’Algeria libera, in particolare la città di Costantina.

La nazione tenta di risollevarsi, ma la corruzione e la speculazione rischiano di soffocarla. “La Memoria del Corpo” è il primo romanzo scritto in arabo da una donna algerina e diventato un bestseller a livello mondiale.

L’Arte di dimenticare”, invece, è una sorta di manuale un po’ particolare; la Mosteghanemi, partendo dalla sua esperienza di vita e da quella di sue amiche, cerca di far aprire gli occhi alle donne, di “scrollarle” da un insano “torpore amoroso” che le porta ad attendere, anche all’infinito e troppo spesso invano, uomini che le hanno lasciate e che mai torneranno indietro.

Lo stile di questo saggio è fluido, cadenzato dal ritmo della spensieratezza di vivere che, però, non indugia mai nella superficialità, rinnovandosi, invece, negli insegnamenti che vengono dall’esperienza, dai fallimenti che non devono scoraggiare bensì far diventare più forti.

Un libro alle donne e sulle donne, un modo ironico per riflettere su certe debolezze tutte femminili e certe mancanze tutte maschili.

 

Written by Francesca Rossi

 

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