“Io ti ho già visto nelle mie parole”, libro di Smeralda Fagnani: un’autrice che adora il caos e l’imperfezione

“Io ti ho già visto nelle mie parole”, libro di Smeralda Fagnani: un’autrice che adora il caos e l’imperfezione

Apr 23, 2014

“E annusando/ un barlume/ d’oriente/ ti ritrovai lì./ Il tempo,/ sai, è un guerriero macedone./ Trascina via ogni/ mondo inutile,/ lasciando inermi”. Cit. “Oriente”

Concordo con Monica Pasero, colei che ha curato la prefazione di questa silloge, che Smeralda Fagnani sia un’anima impetuosa, desiderosa di vivere e donare emozioni. È quanto si evince leggendo “Io ti ho già visto nelle mie parole”, la sua prima raccolta poetica pubblicata nel febbraio 2014 da Rupe Mutevole nella collana “Poesia”.

L’opera è dedicata a Massimo e Marco, i suoi figli. La poetica della Fagnani è ben caratterizzata, con tratti salienti chela identificano. Indubbiamenteha una sua impronta personale.

La poetessa avverte il rimpianto di un tempo passato, ma nonostante questo non intende perdersi né inaridirsi. La sua poesia rappresenta la sua voce; parole non trattenute, al fine di non ridursi col “cuore di canapa”, essiccato ed indurito dalla vita. L’inchiostro riesce a liberare ruvidi ed improvvisi palpiti, e lei sembra alla continua ricerca di quella “scossa” che la riporta a percepire un brivido, che contrasta con l’indifferenza e che viene identificata come un’”onda”.

Il senso delle cose appare misterioso, non si possono “recitare” certezze, perché vengono subito paragonate a cartapesta. Ella si muove “nuotando” in un mondo confuso, ignorando futili déjà vu. Spesso il dolore viene paragonato all’incontenibile, al mare. Sovente è la congiunzione ad aprire il verso “E osservi il mare…”, per dare proprio quell’idea di una “non sospensione” dal tempo, di pascoliana memoria, intesa come continuità ed immediatezza.

Si riscopre in queste liriche l’importanza del silenzio. Una quiete “assordante” che fa conoscere alla Fagnani nuove dimensioni. Perché è tacendo che ella si astiene dal fastidioso ricordare. Il pensiero della poetessa è nomade, il suo volto è simile ad una pagina che non si può sfogliare. Con gli occhi sembra trattenere il mistero delle cose.

E ti ho già visto,/ oltre la limpidezza/ di un tramonto…”, sono i versi di “Tra parole di seta”, dove sembra esserci anche un sunto del titolo. In queste pagine conosciamo una donna che si lascia andare all’amore, perché lo riconosce come unico modo per non perdersi.

In “Spirali” la Fagnani afferma: “I pensieri più belli/ sono quelli che non scrivo,/ perché non riesco a trattenerli”. E qui si evince il desiderio di Smeralda, di trovare nuove “linee” che la possano nutrire; la voglia di guardare oltre di una donna che non sa “addomesticare l’istinto”. Un’autrice che adora il caos, l’imperfezione e che dà una libera lettura alle cose, senza timore di peccare.

Ancora una volta do ragione alla Pasero, perché quelle della Fagnani sono liriche eleganti, ricche di suggestione. I pensieri di una donna che “in ogni tetra notte sa ancora immaginare quell’amore che non c’è”.

 

Written by Cristina Biolcati

 

Info

Intervista Smeralda Fagnani

Sito Rupe Mutevole

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2 comments

  1. Smeralda Fagnani /

    Ringrazio per questa splendida recensione che mi riempie di gioia.

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