Intervista di Irma Silletti a Cecilia Pagliarani: regista e fondatrice del Festival “Il gusto della memoria di Roma”

Intervista di Irma Silletti a Cecilia Pagliarani: regista e fondatrice del Festival “Il gusto della memoria di Roma”

Apr 7, 2014

Giunge alla terza edizione il Festival “Il gusto della memoria”, rassegna di film ispirati a immagini di archivio. Il Festival si terrà a Roma il 27 e 28 settembre 2014, presso la Sala Cinema Trevi e su un battello sul Lago di Bracciano.

Le iscrizioni saranno aperte fino al 15 agosto e la rassegna offrirà, nell’edizione di quest’anno, importanti novità.

Per l’occasione abbiamo il piacere di conoscerne maggiori dettagli dalla fondatrice del Festival Cecilia Pagliarani, regista e montatrice impegnata nel montaggio del documentario di recente uscita di Gianni Amelio, Felice chi è diverso.

Obiettivo del Festival è quello di salvaguardare la memoria di immagini storiche contenute nell’archivio nosarchives.com, portale che consente di navigare nella storia del XX secolo e che costituisce il primo archivio mondiale di video e immagini amatoriali.

 

I.S.: Il Festival, alla terza edizione, è una rassegna di film ispirati alle immagini di archivio. Su cosa sono chiamati a lavorare coloro che volessero partecipare e iscriversi al Festival?

Cecilia Pagliarani: I partecipanti vengono muniti di un codice per scaricare gli spezzoni che preferiscono dal sito nosarchives.com, l’archivio di film e foto amatoriali, che conta 18.000 film dal 1922 al 1984 e 7000 foto, dal 1895. L’unica regola del concorso è quella di utilizzare, per le proprie creazioni, almeno il 60% proveniente dall’archivio nosarchives.com.

 

I.S.: All’interno del Festival verrà proposto, per il secondo anno, il Contest per registi appassionati di immagini di archivio. Qual è il tema di quest’anno?

Cecilia Pagliarani: Il tema da affrontare in questa edizione è il cambiamento, ed è esattamente “Ero quello che non sono più”.  I partecipanti avranno a disposizione molti tags per orientarsi e potranno scegliere ad esempio, tra gli argomenti “ero carnivoro e non lo sono più”, “ero religioso e non lo sono più”, “ero razzista e non lo sono più”…

 

I.S.: Una delle novità di quest’anno è il Contest Junior, sezione dedicata a studenti under 18. Quali sono le informazioni necessarie ai giovanissimi in procinto di preparare i loro lavori?

Cecilia Pagliarani: Il tema che dovranno affrontare i ragazzi quest’anno è “Questo sono io”. Chi volesse partecipare, quindi, potrà farlo con film biografici, ritratti veri o inventati. Anche per questa sezione vale lo stesso procedimento: maestre o genitori potranno richiedere per i ragazzi il codice via email, per poter scaricare il materiale utile alle creazioni che verranno proposte.

 

I.S.: La giuria è composta da tecnici ed esperti del settore: registi, giornalisti, sceneggiatori ed esperti di Visual Communication sono chiamati a valutare i partecipanti. Ci sono delle caratteristiche ideali che ci si aspetta di trovare nei cortometraggi, nei documentari e negli spot pubblicitari con cui si potrà partecipare al Festival?

Cecilia Pagliarani: Già nell’edizione dello scorso anno i film erano di qualità, tutti i partecipanti hanno saputo utilizzare coerentemente alla loro opera i materiali disponibili. Mi auguro, per l’anno in corso, di vedere film coraggiosi, pur essendo sicura che la qualità rimarrà alta, perchè chi si avventura nella costruzione di un film a base di immagini d’archivio, deve necessariamente avere le idee chiare.

 

I.S.: In base alla sua esperienza nel settore, ritiene che rassegne come questa possano, soprattutto per i giovanissimi aspiranti registi, essere una buona occasione di confronto? A questo proposito, c’è qualcosa che vorrebbe suggerire a chi cerca uno sbocco professionale nel settore cinematografico?

Cecilia Pagliarani: Penso che tutti gli ambienti e, dunque, anche quello cinematografico, debbano basarsi sulla meritocrazia. Pertanto i concorsi rimangono l’unica possibilità in grado di far emergere talenti e offrire ai filmaker non affermati di spingersi nella creazione e di mostrarsi a un pubblico internazionale. Non sento di essere una figura di riferimento, quindi è un po’ imbarazzante dare consigli, posso solo raccontare di aver preferito un mestiere che mi appassionava e che oggi rifarei la medesima scelta. Chi svolge questa professione non guadagna tanto e non riceve riconoscimenti sociali particolari, posso quindi consigliare di valutare con rigore la passione da seguire e di lanciarsi poi con determinazione.

 

Written by Irma Silletti

 

 

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