“La scampagnata”, libro di Andrea Campucci: una lotta contro il tempo dove paura e ansia diventano compagni di viaggio

“La scampagnata”, libro di Andrea Campucci: una lotta contro il tempo dove paura e ansia diventano compagni di viaggio

Mar 31, 2014

Le difficoltà di chi intraprende un viaggio letterario sono molte e ancora di più se il viaggio in questione è scrivere un libro giallo, noir, fantasy.

Per fare questo è necessario in primis una fervida fantasia e una logica che mantenga razionalità, criterio dello spazio/tempo, coordinazione dei fatti e una buona fetta di mistero da accompagnare quello che vorremmo narrare, poi, indispensabile, creare un argomento che sappia incuriosire il lettore e che soprattutto non risulti troppo induttivo a quello che sarà l’evolversi della storia.

Così come non è semplice costruire una trama che per tutto il libro non cada in retoriche o in sorpassati e rivisitati percorsi e dove spesso si rischia di cadere in una continua contraddizione o peggio, dove la cronologia dei fatti non abbia criterio e coerenza .

Ecco, il libro “La scampagnata” di Andrea Campucci è l’ esempio di un ottimo lavoro creativo e di grande impatto sul lettore. Egli infatti ha costruito una storia con pochi personaggi, una trama avvincente, un linguaggio “veloce”, diretto, evocativo e magistralmente descrittivo.

Una storia apparentemente semplice ma che passo dopo passo si riempie di imprevisti e di intrecci ben elaborati dallo scrittore, tanto da tenere il lettore in continua attesa all’evolversi della storia.

Tutto inizia per un banale incidente accaduto a Gianni che involontariamente uccide Milly, una ragazza con la quale ha trascorso una notte qualche giorno prima di sposarsi con Marta. Gianni disperato, cerca aiuto in Loris, un amico di vecchia data, ma il cadavere della giovane scompare e inizia così un’avventura ricca di colpi di scena.

Una corsa senza fiato, una ricerca spasmodica, una lotta contro il tempo dove timore, paura e ansia diventano compagni di viaggio. Gianni deve sposare Marta ma deve prima trovare il cadavere di Milly, ogni secondo è importante, ogni passo avanti riporta indietro fino alla capitolazione di tutto dove…

Quello che colpisce principalmente è la modalità di scrittura di Campucci, egli riesce perfettamente a dare un carattere ai suoi personaggi, li rende visivi e vivi, tanto da dare loro una figura immaginaria che il lettore non perde di vista fino alla conclusione del libro.

Altra particolarità di questo giovane scrittore è la facilità che ha nell’intersecare l’onirico alla realtà, Campucci infatti sa regolare all’interno del plot narrativo questi due elementi senza che stridano mai fra di loro, anzi, riesce a dare ampio respiro all’attenzione di chi legge riuscendo così a spaziare in situazioni che fluttuano fra l’accaduto e il non.

Un mistery che incanta, personaggi che parlano e che si muovono perdendo quella stasi che spesso penalizza certi libri, un modo nuovo e particolare di proporre una narrativa ben descritta e da sembrare a mio parere quasi una sceneggiatura di un film. Un preciso equilibrio fra l’avvincente trama, l’ironia del linguaggio, le perfette descrizioni dei personaggi, dei luoghi e degli stati d’animo.

Uno scrittore che riesce a portare il lettore dove vuole, in una stanza, una macchina, un ospedale, in un bosco o a fare una scampagnata  dove tutto può diventare incubo e dove si può incontrare di tutto!

Written by Marzia Carocci

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