“Maddalena in estasi” di Artemisia Gentileschi: il prossimo 26 giugno all’asta alla Sotheby’s di Parigi

“Maddalena in estasi” di Artemisia Gentileschi: il prossimo 26 giugno all’asta alla Sotheby’s di Parigi

Mar 28, 2014

Un capolavoro di Artemisia Gentileschi (1593- 1653), finora conosciuto solo attraverso una foto dei primi del Novecento, sarà messo all’asta da Sotheby’s a Parigi il prossimo 26 giugno.

Si tratta di una “Maddalena in estasi” che la pittrice italiana, seguace di Caravaggio, ha dipinto intorno al 1620. L’opera è conservata in maniera eccellente e, in base ad una stima fatta, sembrerebbe valere intorno ai 200/300 mila euro.

L’olio su tela delle dimensioni di 81 x 105 cm era noto sinora solamente da una vecchia fotografia in bianco e nero dei primi del Novecento, anni in cui fu acquistato dagli attuali proprietari francesi, conservata nella biblioteca di un antiquario italiano.

La sensazionale scoperta è avvenuta durante i lavori di catalogazione di una raccolta privata nel sud della Francia, ad opera di uno specialista del dipartimento di pittura della sede Sotheby’s di Parigi.

Mi reputo fortunato, come esperto di pittura antica, di aver riscoperto un dipinto di così alta qualità- ha affermato Pierre Etienne- è una magnifica Artemisia. È davvero un’opera di grande impatto teatrale! È una Maria Maddalena umanissima e di grande potenza”.

L’iconografia presente nel dipinto è molto popolare nella prima metà del Seicento. La natura religiosa del soggetto è evocata dalla luce divina che si irradia dalla parte in alto, a sinistra della tela. La Gentileschi ha dipinto un volto di donna, realistico e carnale, che appare rapito in una meditazione estatica.

La sua pittura caricata di forti effetti teatrali, ha privilegiato la resa delle carni sode e dorate, attraverso lo studio naturalistico delle ombre e delle luci. L’artista è così riuscita a raggiungere risultati straordinariamente suggestivi, interpretando i temi religiosi con carica drammatica e privilegiandone gli aspetti cruenti.

Le sue opere superano in efferatezza le più ardite interpretazioni del suo maestro, Caravaggio. Figlia del pittore Orazio Gentileschi, come la maggior parte delle pittrici antiche, Artemisia aveva iniziato nella bottega del padre, artista tra i più quotati del suo tempo che l’aveva introdotta non solo al disegno anatomico e all’ uso del colore, ma anche al realismo drammatico di Caravaggio.

Nel 1611 a diciotto anni aveva un’esperienza almeno triennale nel mestiere di pittore. Ma in quello stesso anno la vita di Artemisia veniva sconvolta. Violentata da Agostino Tassi, amico e collega del padre, la giovane artista diventava protagonista di un pubblico processo che fu tra i più seguiti dell’ epoca.

Oltre alla reputazione di donna licenziosa che l’avrebbe accompagnata per il resto della vita, il fattaccio procurava ad Artemisia un indesiderato marito, Pierantonio Stiattesi, col quale dovette trasferirsi a Firenze.

È forse proprio dall’aver vissuto questa vicenda sfortunata che si attribuisce la causa della sua preferenza per i soggetti aggressivi e violenti, sentimenti riversati sulle tenere Maddalene, eroine nelle quali Artemisia sicuramente si identificava.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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