Neil Harbisson: il primo uomo cyborg ascolta i colori grazie all’eyeborg

Neil Harbisson: il primo uomo cyborg ascolta i colori grazie all’eyeborg

Mar 27, 2014

Vi racconterò la storia di Neil Harbisson, un artista che ha fatto del suo handicap un punto di forza. Un mezzo attraverso i quale percepire in maniera alternativa la realtà.

Si tratta di un giovane pittore e fotografo inglese di 31 anni affetto, fin da bambino, da una malattia chiamata acromatopsia, ovvero l’incapacità di percepire i colori. In pratica, vede solo in bianco e nero.

Harbisson è considerato il primo uomo “cyborg, poiché dotato di una webcam collegata al cervello che gli permette di trasformare i colori in suoni. Tale apparecchio viene chiamato “eyeborg”.

Principalmente coglie le frequenze della luce davanti a me- ha detto Neil, per spiegarne il funzionamento- e le manda ad un chip che le trasforma in frequenze sonore. Così io ascolto i colori via conduzione ossea. Invece di adoperare l’udito per ascoltare, ascolto i colori attraverso le ossa, sviluppando una sensibilità sonora al colore”. E ancora: “Pertanto quando osservo un’opera d’arte, praticamente trasformo il pittore in un compositore musicale, così ascolto Picasso o Andy Warhol che diventano note diverse perché risuonano in toni più alti”.

Tutto per lui diventa una sinfonia musicale, mentre il nero è il colore del silenzio. Recentemente l’artista è riuscito a realizzare il suo sogno e a trasformarsi in un direttore d’orchestra. A Barcellona, il 10 febbraio scorso, grazie a questo “occhio bionico” che si presenta come un’antenna collocata sulla sua testa, ha tenuto il suo primo concerto al Palazzo della Musica.

In quest’occasione gli spartiti sono stati sostituiti da schermi, e Neil ha insegnato ai 42 membri del coro e dell’orchestra a cantare e suonare le note in base ai colori con cui apparivano.

Abituato a vincere le sue battaglie, Harbisson nel 2004 è stato il primo uomo a esibire sulla foto del passaporto la sua protesi artificiale, che allora era molto più ingombrante. In questi anni infatti, il casco audio che gli copriva la testa, è stato sostituito da un piccolo sensore collegato a un chip sulla nuca.

E la trasformazione non è ancora conclusa. È previsto un nuovo intervento per rendere il dispositivo ancora più confortevole.

Per liberarmi dalla forte pressione cranica del chip cutaneo, l’occhio virtuale sarà arricchito da un microfono che mi permetterà di regolare meglio il volume delle piste sonore. Il dispositivo sarà poi equipaggiato con una connessione internet osteo- integrata, attraverso la quale “sentirò” meglio colori e suoni”, ha spiegato l’artista.

La sua Fondazione ha come obiettivo quello di applicare la tecnologia al corpo umano, al fine di ricreare la funzione di quei sensi che sono andati perduti. Tra i vari progetti della “Cyborg Foundation” vi è il “fingerborg”, ovvero una protesi destinata ad uno studente che ha perso un dito, che gli consentirà di “sentire” attraverso una mini fotocamera integrata; e lo “speedborg”, ovvero un radar da applicare a mani o lobi, che percepisce la velocità degli oggetti in movimento, tramite le vibrazioni.

A volte la troppa tecnologia priva il mondo dell’arte di ingegnarsi, ma in questo caso ha restituito a quest’uomo la possibilità di superare limiti umani e di acquistare una rinnovata dignità.

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

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