“Peperoni Difficili”, di Rosario Lisma, al teatro Franco Parenti sino al 2 aprile, Milano

“Peperoni Difficili”, di Rosario Lisma, al teatro Franco Parenti sino al 2 aprile, Milano

Mar 21, 2014

Grande successo, tanto da prorogare gli spettacoli sino al 2 aprile, Peperoni difficili, commedia brillante in due atti, di e con Rosario Lisma, prodotta dal Teatro Franco Parenti a Milano (dove va in scena) in collaborazione con Jacovacci e Busacca. Attori, oltre a Lisma, Anna Della Rosa, Ugo Giacomazzi e Andrea Narsi.

La storia va in scena nell’appartamento di don Giovanni (Lisma) la cui sorella, Maria (Della Rosa) torna a casa da una missione in Africa scombussolando la vita del fratello e di due suoi amici/parrocchiani, Filippo (Giacomazzi) e Pietro (Narsi).

Maria infatti ha due fissazioni: la santità (vuole essere santa, in Africa non c’è riuscita e invidia chi ce l’ha fatta) e la verità (non vuole mentire mai, non crede neanche alle bugie bianche, quelle dette agli altri per farli stare meglio). Quindi Maria dirà a Filippo, depresso e distrutto dai sensi di colpa perché lasciato dalla moglie, cose che lo faranno stare male, e a Pietro, che è spastico (ma crede non si veda, perché tutti lo trattano da persona normale), che è malato, appunto, rifiutando le sue avances, che lei ha in qualche modo incoraggiato, perché lui è malato.

Da parte sua, Giovanni rappresenta l’amore. Si sente povero di fronte all’intelligenza e alla cultura di Pietro e al carisma di Maria, anche lui è invidioso, si sente in colpa per questo.  Alla fine, alla prova dei fatti, lo spettatore dovrà decidere se è meglio l’amore (che porta con sè qualche bugia) o la verità, che spesso per essere tale deve essere senza amore.

Peperoni difficili è un’opera in due atti assai lunga, che però scorre via grazie a una sceneggiatura molto naturale, dialoghi veri, credibili (anche nella disputa teologica tra Giovanni e Pietro), un ambiente (l’estate in un paese di provincia) che diventa reale grazie a poche semplici pennellate (i bambini che giocano a pallone in strada, le luci attraverso il balcone ornato di fiori).

Si affrontano temi importanti: oltre alla già citata verità, anche al Fede, la giustizia, il senso di colpa. Ma lo si fa sempre con il sorriso, portato in scena soprattutto dalle sardoniche battute di Pietro e dalla disarmante semplicità di don Giovanni e di Filippo, ma anche a tempi comici azzeccatissimi e a una fortissima complicità tra gli interpreti. Il fatto che il pubblico sia seduto praticamente in scena (non c’è il palco) aiuta a vivere la storia in una dimensione molto intima. E l’ospitalità di Giovanni, che apre le porte della canonica a chiunque e ad ogni ora, fa sentire il pubblico parte della sua cucina e della piccola irreale comunità che vi è rappresentata.

Si prova affetto per i personaggi maschili (Maria è invece talmente irritante e con un testo recitato così fasullo da risultare quasi impossibile stare dalla sua parte e, quindi, con la verità), alle prese con le loro debolezze: Giovanni che sente di non avere parole per testimoniare la sua Fede, che si sente schiacciato dall’eloquio dei compagni, senza capire che la sua forza non è nella parola, ma nei gesti; Pietro, che sino alla rivelazione è un uomo felice e completo, che poi cade sulla sua malattia: “Si vede che ho dei problemi? Si vede?”, chiede piangendo; Filippo, che ha paura del futuro, di non essere più un uomo, di non meritare più nulla.

Tutti alle prese con la verità di Maria, che non sa mai nascondere mai il suo disappunto, che se il piatto che ha cucinato per la cena cade a terra sottolinea che non lo si può più mangiare, che specifica che non pouò provare attrazione fisica per un malato, che voleva morire in Africa per essere santa.

Ottime prove d’attori, soprattutto dei due fratelli: lo spastico Pietro (meraviglioso, convincente, convincente tanto da sembrare veramente malato) e il debole Filippo (ossessivo e allucinato). Rilevante la parentesi in cui due sacerdoti si recano in visita da don Giovanni (una scena grottesca e spaventosa) in cui Giacomazzi e Narsi danno prova delle loro capacità istrioniche e della sintonia tra loro, in una scena veloce ma intensa.

 

Written by Silvia Tozzi

 

Produzione Teatro Franco Parenti in collaborazione con Jacovacci e Busacca presenta

“Peperoni Difficili”

(la verità chiede di essere conosciuta)

Regia di Rosario Lisma

con Anna Della Rosa, Ugo Giacomazzi, Rosario Lisma e Andrea Narsi

Scene e costumi Eleonora Rossi

Luci Paola Tintinelli e Luigi Biondi

Musiche Gipo Gurrado

Regia Rosario Lisma

Assistente alla regia Sofia Sironi

Assistente scene e costumi Chiara Luna Mauri

 

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