“Il giardino delle Delizie”, dipinto di Hieronymus Bosch: sui glutei di un uomo torturato è raffigurato uno spartito

“Il giardino delle Delizie”, dipinto di Hieronymus Bosch: sui glutei di un uomo torturato è raffigurato uno spartito

Mar 19, 2014

Secondo la leggenda vi è una canzone che apre le porte dell’Inferno, suonata in questi giorni per la prima volta dopo 500 anni. È raffigurata sui glutei di un uomo sottoposto a tortura, comparso in un dipinto del pittore olandese Hieronymus Bosch (1450- 1516), intitolato “Il giardino delle Delizie”.

Amelia, blogger americana e studentessa dell’Oklahoma Christian University, ha provato a suonare, per la prima volta nella storia, la melodia riportata sulle natiche del dannato. Del tutto incurante di ogni forma di superstizione, la ragazza spiega che non è stato difficile suonare la melodia che, come avveniva per i canti composti nel XVI secolo, era stata concepita in chiave di Do.

Lo scopo era quello di mettere in evidenza che ci sono effettivamente degli errori nella trascrizione delle note sul dipinto. In collaborazione con il dipartimento di musica del mio college stiamo cercando di ottenere una trascrizione più accurata”, scrive Amelia sul suo blog.

Le opere di Hieronymus Bosch sono ricche di significati complessi. In particolare, il dipinto in questione, è forse la sua opera più famosa, ma anche la più “intricata”. Il dipinto è conservato al Prado di Madrid, ed è un trittico ad olio su tavola, le cui misure sono 220 x 389 cm.

L’artista lo ha dipinto a cavallo tra la fine del Quattrocento e i primi del Cinquecento. È costellato di piccole figure, fanciulle danzanti, animali fantastici; ma anche vittime torturate, destinate nel più scuro dei pannelli laterali ai tormenti e alla dannazione.

È l’opera più ambiziosa di Bosch, poiché egli in nessun altro lavoro ha raggiunto un tale livello di complessità, sia per i significati simbolici che per l’immaginazione espositiva. Fra tutte queste figure, il pittore olandese ritrae un personaggio dalle caratteristiche insolite: sul suo corpo, precisamente sul “lato b”, è raffigurato uno spartito.

Tali note non sono sfuggite ad Amelia, che per divertimento ha trascritto il testo. Il risultato, interpretato con l’aiuto di un pianoforte, è stato pubblicato sulla sua pagina di Tumblr, riscuotendo un grande successo, che l’ha portata a guadagnarsi l’attenzione del noto quotidiano Guardian.

L’opera è nota anche come “Il Millennio”, ed è a dir poco inquietante. Le scene del trittico sono da analizzare in ordine cronologico da sinistra verso destra. Il pannello di sinistra rappresenta Dio, quale perno dell’incontro fra Adamo ed Eva; quello centrale è una vasta veduta fantastica di figure nude, animali e formazioni rocciose; quello di destra è invece una visione dell’Inferno e rappresenta i tormenti e la dannazione.

L’inferno è uno dei soggetti preferiti di Bosch, il quale vi ha dedicato una serie di pitture. Gli storici dell’arte e i critici hanno ampiamente interpretato l’opera come un avvertimento sui pericoli delle tentazioni e del peccato. Nel quadro di Bosch, l’immagine dell’Inferno è rappresentata come un’agghiacciante camera delle torture, dove gli esseri umani che hanno vissuto nella dissolutezza sono perseguitati dai demoni e divorati da animali mutanti che si nutrono di carne umana.

Alcune delle anime finite all’inferno, subiscono il supplizio della tortura venendo crocifisse su arpe e liuti, in modo che la musica degli inferi sia in opposizione a quella della Terra.

Chi ama Bosch sa che ogni dettaglio dei suoi dipinti non è posto a caso, quindi ogni scoperta che lo riguarda aumenta la tensione verso opere considerate estremamente inquietanti.

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

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