“Oltre il Velo”, saggio di Leila Ahmed: la questione del femminismo nel mondo arabo islamico

Quando si parla di Islam il primo pensiero è per le donne. L’aggettivo più usato per descriverle è “sottomesse”, o ancora “obbedienti” e “passive” rispetto alle decisioni degli uomini.

È diventato del tutto ovvio associare la religione islamica agli harem, alla segregazione delle donne e alla poligamia, sostenendo che questi siano il prodotto esclusivo della stessa cultura arabo-islamica. Le cose, in realtà, sono un po’ più complicate di così.

A spiegarle in maniera particolareggiata è la professoressa Leila Ahmed nel saggio “Oltre Il Velo. La Donna nell’Islam da Maometto agli Ayatollah” (La Nuova Italia, 1995).

Da dove nasce la questione femminile nell’Islam? Come vivono e vivevano davvero le donne musulmane? Il velo, gli harem e la poligamia sono nati all’interno di questa fede religiosa, oppure hanno una storia ben più lunga? Quali sono i riferimenti coranici?

L’autrice spiega, addentrandosi fin nei punti d’ombra della Storia, come alcune tradizioni legate alla vita delle donne musulmane e la stessa subordinazione femminile siano state ereditate dalla cultura bizantina e sassanide, già presenti nel Vicino Oriente nel momento in cui l’Islam nacque e si sviluppò.

Leila Ahmed, infatti, mette in evidenza il fatto che l’assoggettamento delle donne non riguarda solo l’Islam, ma molte società del passato.

Proprio da qui prende l’avvio il suo studio, considerando le condizioni di vita della popolazione femminile in epoca preislamica in tutta l’area mediterranea, per poi concentrarsi sulle mogli del Profeta Maometto e proseguire fino alla modernità.

Di tutte le immagini femminili che vengono restituite al lettore attraverso questa analisi accurata e originale, quella di A’isha, la moglie favorita del Profeta è, senza dubbio, la più interessante per la sua forza, il coraggio, la ribellione che fa di lei una vera e propria guerriera, molto lontana dal tipo di donna musulmana immaginata in Occidente.

Il saggio, poi, affronta l’argomento dell’istruzione femminile, ricordando le prime donne arabe che frequentarono l’università e si laurearono con successo. Ampio spazio è dedicato anche alla questione del velo e dell’emancipazione femminile attraverso la storia delle femministe arabe e musulmane.

Molti non sanno che il femminismo esiste anche nel mondo arabo-islamico e non si tratta di un unico movimento, ma di diverse correnti con una lunga storia alle spalle, talvolta anche in contrasto tra loro, che lottano per la libertà e i diritti delle donne, contribuendo al dibattito sulla questione femminile con la molteplicità di voci e azioni concrete.

Leila Ahmed racconta delle pioniere del femminismo, come Hoda al-Sha’rawi, o Zaynab al-Ghazali, dei loro scritti e delle opinioni che le hanno, spesso, messe in situazioni rischiose. Gli sforzi di queste ultime, uniti a una maggiore consapevolezza delle donne nei confronti delle loro potenzialità, al livello più alto di alfabetizzazione e, quindi, di istruzione ha portato le giovani ad accostarsi ai testi sacri, a non accettare passivamente l’interpretazione religiosa degli uomini e, quindi, a cercare l’emancipazione nel lavoro e nella cultura, veri strumenti di libertà.

Non solo: lo studio del Corano e la sua reinterpretazione è, per molte femministe, il modo più coerente e giusto per riappropriarsi di un’identità e di radici storiche, religiose e culturali, affermando l’unicità del femminismo islamico rispetto a quello occidentale.

I contatti tra le femministe europee, americane e musulmane non sono mai mancati, ma definire il femminismo islamico come pedissequa imitazione di quello occidentale è, come fa ben notare la Ahmed, un grave errore.

Molta strada c’è ancora da fare, come l’autrice tiene a sottolineare, ma le donne musulmane sono riuscite a imporsi in molti settori della vita sociale prima riservati esclusivamente agli uomini.

Oltre il Velo” è un saggio ben costruito, che spinge alla riflessione e alla riconsiderazione di idee preconcette sull’Islam. Una lettura scorrevole e particolareggiata, benché non “facile”, che può contribuire a svelare il mondo islamico e quello delle donne musulmane, pieni di sfaccettature, complessi, ma non oscuri né misteriosi.

 

Written by Francesca Rossi

 

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