“Il Velo nell’Islam – Storia, politica, estetica” di Renata Pepicelli: l’emblema di una cultura diversa eppure vicina

“Il Velo nell’Islam – Storia, politica, estetica” di Renata Pepicelli: l’emblema di una cultura diversa eppure vicina

Mar 13, 2014

Non si è mai sopito l’acceso scontro attorno alla questione del velo. Un piccolo pezzo di stoffa intriso di significati e simboli, emblema esso stesso di una cultura diversa eppure vicina, di un mondo che con il nostro ha elementi in comune, ma anche legami storici ed economici che non si possono ignorare.

Il dibattito sull’uso di questo accessorio appartiene anche all’Occidente in cui, oggi, non è affatto raro incontrare donne velate.

Per alcune donne indossarlo è una scelta, la rivendicazione di una ben precisa identità; per altre un’imposizione che le rende invisibili agli occhi della società, protette ma intrappolate e spettatrici passive in una quotidianità di cui, invece, vorrebbero essere parte attiva.

In Occidente, molto spesso, il velo viene visto come simbolo di sottomissione della donna, ma anche come una sorta di impalpabile muro tra due mondi destinati a non incontrarsi mai, una sorta di evidente rifiuto all’integrazione nelle società europee e in quella americana.

Cos’è, dunque, il velo? Quali sono i suoi veri significati e da dove nasce l’esigenza o l’imposizione a indossarlo? È davvero solo il simbolo di una cultura definita misogina?

La studiosa Renata Pepicelli, con un stile diretto, asciutto e mai retorico, affronta una questione decisamente intricata, riuscendo a separare i fatti dal “sentito dire”, la realtà dalle voci e dalle opinioni soggettive e restituendo al lettore la vera storia del velo dalle origini a oggi.

Dopo una accurata introduzione al tema, l’autrice del saggio “Il Velo nell’Islam. Storia, Politica, Estetica” (Carocci, 2012) analizza i riferimenti coranici rispetto all’uso di tale accessorio, che si colloca all’interno di tradizioni esistenti nell’area mediterranea e mediorientale.

Da questo contesto storico e religioso, infatti, si sviluppa la tradizione legata al velo che in epoca coloniale diventa uno degli elementi principali attraverso cui l’Occidente pensa, immagina ed elabora l’Oriente, giustificando anche l’occupazione delle terre al di là del Mediterraneo.

Il velo, però, è anche un simbolo anticolonialista, una sorta di emblema del riscatto dal dominio straniero, capace di generare discussioni e opinioni opposte sia nel mondo arabo-islamico che in Occidente.

Renata Pepicelli, poi, affronta la questione legale dell’uso del velo in Italia e in Francia, approfondendo le ragioni delle leggi che lo vietano. Infine non può mancare un capitolo riguardante la moda e l’estetica del velo tra i giovani musulmani di oggi, questioni strettamente connesse alla religione e all’affermazione della propria personalità.

Dal saggio emerge quanto la Storia, la politica, l’impatto sociale e la religione abbiano contribuito, attraverso un legame quasi indissolubile, a rendere il velo un vero e proprio vessillo che si presta a molteplici interpretazioni.

In casi come questi, si è visto molte volte, il rischio è quello di generalizzare, magari travisare, a causa di una cattiva o insufficiente informazione e perfino strumentalizzare. Distinguere la verità in mezzo a tanti pareri, a voci che si accavallano nei dibattiti sui giornali o in televisione, può diventare molto difficile. Questo saggio, invece, ha numerosi pregi, tra cui quello di essere uno studio rigoroso e ben dettagliato, da leggere con mente aperta e sgombra da qualunque pregiudizio.

Il Velo nell’Islam” è un libro per chi, pur non essendo studioso della materia, voglia saperne di più e liberarsi da stereotipi duri a morire. In una parola, capire. Comprendere i fatti, separandoli dall’enorme mole di informazioni accumulatasi negli anni riguardo al dibattito sul velo.

Non sempre, come si avrà modo di leggere, la situazione risulta semplice;  il più delle volte è sfaccettata, o molto complicata, con risvolti positivi e negativi.

Renata Pepicelli ha elaborato un saggio perfetto; ora spetta al lettore accostarsi alla lettura con spirito curioso, libero e attento, lo stesso che tutti dovremmo avere ogni giorno nei confronti della realtà che viviamo e di quelle che ci sembra di osservare da lontano.

 

Written by Francesca Rossi

 

 

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