Scoperta a Luxor la Statua di Iset: la figlia prediletta del Faraone Amenofi III e prozia di Tutankhamon

Scoperta a Luxor la Statua di Iset: la figlia prediletta del Faraone Amenofi III e prozia di Tutankhamon

Mar 12, 2014

Negli ultimi anni l’Egitto sembra vivere un periodo d’oro in fatto di ritrovamenti. Il ministero delle Antichità del Cairo ha reso nota la sensazionale scoperta degli archeologi egiziani nel tempio di Luxor, nella zona sud del Paese.

Si tratta della statua di Iset, figlia del faraone Ahmenotep o Amenofi III (1387-1348 a.c). La scultura è alta 1,70 cm e larga 52 cm.

Appartiene ad un gruppo scultoreo d’alabastro alto a sua volta 14 metri, addossato al terzo pilone del tempio e rappresentante il faraone assiso sul trono con la figlia che si regge alle sue gambe.

Il complesso statuario doveva “vegliare” l’ingresso dell’entrata al tempio. La principessa è vissuta nel XIV secolo a.c., ed in precedenza era stata ritratta con i genitori e i fratelli.

Sebbene la statua sia danneggiata, porta il suo nome, Iset, e i suoi titoli nobiliari: “Amata da suo padre” e “Grande Sposa Reale”.

Amenofi infatti sposò la figlia intorno al 34° anno di regno. Si pensa che Iset fosse la principessa preferita del papà faraone. Si tratta di un ritrovamento eccezionale, perché è la prima volta che viene portato alla luce un gruppo statuario raffigurante un padre e una figlia.

L’annuncio è stato dato dal ministro egiziano delle antichità Mohamed Ibrahim, che ha precisato che il reperto archeologico è stato trovato da un team di esperti presieduto da un’archeologa armena, Hourig Sourouzian, durante i lavori di restauro del tempio funerario del faraone che fa parte della XVIII dinastia e che fu il padre del sovrano passato alla storia come “faraone eretico” Amenofi IV.

Quest’ultimo, noto come Akhenaton, era fratello di Iset e nonno nientemeno che del famoso Tutankhamon. Il volto della giovane Iset, che doveva essere molto bella, appare eroso e alla statua mancano i piedi.

Ella indossa una parrucca nubiana, quindi nera e gonfia, una lunga tunica e nella mano destra regge una collana. Il rango di Iset la poneva in vista, quasi fosse stata una sorta di “first lady” dell’Antico Egitto.

Oscurato dalla fama del nipote Tutankhamon, il ricordo di questo faraone è passato in sordina, nonostante egli venga considerato dagli studiosi come uno dei più grandi faraoni egizi. Salito al trono quando era solo un bambino, regnò per circa 38 anni.

Il suo regno viene ricordato come un periodo pacifico, caratterizzato da legami internazionali. A prova di questo rimangono le “Lettere di Amarna”, una raccolta di tavolette, scritte in accadico, ovvero la lingua diplomatica del tempo, che contengono la corrispondenza tra l’Egitto e numerosi stati posizionati in medio oriente.

Del grandioso tempio funerario di Amenofi III, crollato a causa di un terremoto intorno al 1200 a.c., rimangono due statue: i famosi colossi di Memnone. Le due enormi sculture hanno alimentato a lungo le fantasie dei greci.

In seguito ad un fenomeno dovuto all’espansione della roccia, si diffuse la credenza che ad ogni sorgere del sole, una delle due statue cantasse.

Alcuni imperatori romani vollero vederla, per udirne il canto, ma il fenomeno scomparve dopo i restauri ordinati alla statua dall’imperatore Settimio Severo. Un benvenuto dunque a questa nuova opera d’arte, ritratta per la prima volta da sola, senza i fratelli. Iset, la “cocca” del papà faraone e prozia del celebre Tutankhamon.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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