Intervista di Michela Zanarella a Fabio Chiarini ed al suo “Diversamente angeli”

Diversamente Angeli – Strangely Angels”, è la prima raccolta poetica di Fabio Chiarini edita da Millelire, la prefazione è stata curata da Imma Battaglia. Un libro di grande intensità che mette al centro l’amore, quello proibito, la delusione, l’abbandono, la solitudine e la dannazione.

Fabio Chiarini ha un incondizionato desiderio di scrivere e di viaggiare. Inizia con i concorsi letterari a partire dai 17 anni, classificandosi al secondo posto nel concorso letterario “Segnali di Fumo” nel 2004.

Successivamente è inserito nella collana Coccinelle di Edigiò editore nel 2007 e in occasione dei 150 anni dell’Unione d’Italia nel 2011, viene pubblicato un racconto intitolato “Arrivederci Roma” nel libro “Buongiorno Italia”. Cura esposizioni fotografiche su Parigi, Roma e Londra. Laureato in Lingue straniere inizia la carriera da giornalista per portali italiani, inglesi e cinesi.

Il  binomio lingue straniere e giornalismo lo porta a lavorare a Parigi per la Corte d’Appello francese come giornalista interno e traduttore italiano del sito internet del Palazzo di Giustizia. Ama viaggiare, per questo il suo blog, tradotto in 16 lingue straniere ed è diffuso a livello internazionale.

 

M.Z.: Diversamente angeli-Strangely angels è la tua prima silloge poetica, cosa ti ha portato a raccogliere le tue poesie in un libro? Perchè la scelta di tradurre le poesie in inglese?

 

Fabio Chiarini: Molte persone scrivono poesie, ma spesso le conservano gelosamente nel loro cassetto. Perché? Forse perché spesso le poesie racchiudono i nostri sfoghi, rivelano la nostra identità, mascherata per integrarsi nella società. Io scrivo poesie da molto tempo, spesso nei periodi di immensa felicità o di profonda tristezza.  Alcuni miei amici dicevano che le mie poesie erano belle e toccavano le loro emozioni, così ho cercato un editore. Ho filtrato le poesie che potessero essere attinenti agli angeli e all’amore e ho deciso di pubblicarle. Ho deciso successivamente di tradurle, perché mi sono laureato in traduzione. Purtroppo lavorare nel campo  della traduzione in Italia è difficile, è un mercato saturo, infatti ho lavorato come traduttore solo all’estero, per la Corte d’Appello di Parigi. Inoltre traducendolo in inglese ho avuto la possibilità di promuoverlo all’estero. I miei fini sono stati raggiunti, il libro è distribuito a Londra, Manchester, Parigi e Bruxelles… per il momento!

 

M.Z.: Cosa ti ha fatto avvicinare alla poesia e cosa rappresenta nella tua quotidianità?

Fabio Chiarini: La poesia si è avvicinata a me. Sono sempre stato attratto dalla lettura di libri e sillogi poetiche. Ma al di là dei libri, la poesia è un componente della musica. Senza la poesia, la musica è solo una melodia. Sono le parole il  componente dove ti rispecchi nei periodi uggiosi o tendi ad avere più forza nelle situazioni difficili. La poesia ci circonda ogni giorno, la ascoltiamo in continuazione, è solo che la chiamiamo “canzone”. Il mio stile è molto semplice, non uso parole troppo ricercate, non utilizzo una metrica, non mi attengo alla rima. Ma proprio questo stile è quello che mi rappresenta.

 

M.Z.: Tema centrale del libro è l’amore, un amore diverso, fatto di gioia e dolore, dannazione, solitudine. Cos’è l’amore per Fabio Chiarini?

Fabio Chiarini: “Love is such an easy game to play” – L’amore è un gioco così semplice da giocare – dissero i Beatles. Sfido che la gente sia della stessa opinione. E lo penso anche io. Spesso abbiamo paura nel rimanere soli e ci illudiamo che la persona che c’è accanto sia la nostra anima gemella. La maggior parte delle mie poesie raccontano la sconfitta e l’illusione di essersi innamorati o di essere amati; questi sono i miei angeli maledetti, coloro che credevo fossero degli angeli, ma che si sono rivelati dei demoni. Ma i demoni non sono nonostante tutto degli angeli caduti? Tra le varie poesie piene di malinconia, si trovano anche parole rincuoranti, dove invece angeli veri e propri ti danno la speranza di continuare a vivere. Noi italiani siamo soliti a classificare l’affetto: distinguiamo dalle parole Ti Amo e Ti voglio bene, mentre in altre lingue come per esempio in inglese Love è l’affetto per il partner,per la famiglia e per gli amici. Essendo un cittadino del mondo, mi attendo a quelle lingue che non fanno distinzione. Così nelle poesie ci si trova l’affetto per mia madre, per un amico, e ovviamente anche per il mio angelo, che senza la sua ala, non sarei riuscito mai a volare!

 

M.Z.: Il libro è edito da Millelire. Come sei entrato in contatto con questa realtà editoriale e come hanno accolto il tuo progetto letterario?

Fabio Chiarini: Ero nel foyer del Teatro Millelire, un teatro a cui sono particolarmente legato e che recensisco spesso i loro spettacoli. Come d’abitudine dopo lo spettacolo ci siamo messi a chiacchierare e confessando a Lorenzo De Feo che ero in cerca di un editore, lui ha sbottato: “L’associazione Millelire oltre ad un teatro ha anche una casa Editrice”. Tuttavia avevano una collana di Teatro e Narrativa e sarebbe stato interessante introdurre la sezione “Poesia”. Valutato il manoscritto abbiamo deciso della collaborazione. Purtroppo Lorenzo De Feo è venuto a mancare qualche settimana fa, ma proprio la tragica scomparsa, mi dà quella carica di fare di più, ora non lo faccio solo per me, ma anche per lui.

 

M.Z.: Mi ha colpito molto la tua poesia “Diverso” dove tocchi con estrema sensibilità il tema della diversità. Come è nata questa poesia e come pensi il lettore possa accogliere ciò che esprimi?

Fabio Chiarini: Molte persone  non si sentono accettate dalla società o hanno avuto difficoltà nell’integrarsi. Spesso siamo costretti a fare ciò che la società ci impone di fare. Ma ognuno di noi è diverso e non bisogna reprimere la nostra diversità. Nell’ultima frase scrivo: “Sii fiero di essere diverso, sii fiero di essere unico”. Proprio perché in effetti il termine diverso ha una connotazione spesso negativa, mentre unico positiva. Ma se ci pensiamo, in fin dei conti possono essere sinonimi. Se penso alla diversità penso alla poetessa  Wislawa Szymborska dove in una sua poesia dice: “siamo diversi come due gocce d’acqua”. Ecco, nessuno è uguale all’altro, nella quotidianità, i gesti, i toni, le giornate,siamo sovrastati dalla diversità. È naturale. Stolta è la persona che pensa che la diversità sia una cosa contro-natura. E chi pensa di essere uguale è in realtà una “pecora” che raggiunge il suo gregge.

 

M.Z.: La tua raccolta è da considerarsi un monito, una critica verso una società che è ancora colma di pregiudizi verso chi è omosessuale. Quanto la poesia può aiutare a vincere l’ignoranza?

Fabio Chiarini: Ahimè, purtroppo la poesia e l’arte ha come peggior nemico l’ignoranza.  Il mio libro ha voluto richiamare l’attenzione dalla copertina di due uomini, pensando che sia un libro a tematica gay. Ma aprendo il libro non ci sono parole legate a gay, omosessuale, omofobia. Risultato? Perché l’amore è universale, l’amore non ha differenza tra etero e quello gay. Una persona omosessuale ha tutto il diritto di poter amare proprio come la persona etero. Vorrei che questo testo sia sottoposto ad un pubblico giovanile, soprattutto nelle istituzioni pubbliche, quali licei, dove il bullismo e l’omofobia sono all’ordine del giorno e dove purtroppo, si evidenziano fin troppo frequentemente suicidi di adolescenti perché gay. Non voglio etichettare, ma sono dello slogan Vivi e Lascia  Vivere. Essere gay non va a ledere la vita degli altri, mi chiedo perché le persone si devono accanire nell’opporsi alla possibilità che due uomini o due donne abbiano il diritto di amarsi e di avere una famiglia.

 

M.Z.: Aldo Busi ha scritto: “L’omosessualità è un dono del cielo se la si vive senza abbagli e se si investe la sua passionalità nella propria solitudine.” Una tua riflessione.

Fabio Chiarini: Essere gay non è certo una cosa facile, sento alcuni che dicono che l’omosessualità è una moda o peggio uno stile di vita! Figuriamoci se una persona sceglie di essere gay, con la probabilità che non avrai dei figli, con la probabilità che non ti diano dei diritti per il tuo partner, se per caso stai male o il tuo partner sta male tu non hai il diritto di potergli stare accanto.  Il pregiudizio rovina l’omosessualità. L’ostentazione dello stereotipo è focalizzato nella mente delle persone ignoranti. Quando si parla di omosessualità si pensa all’inversione delle caratteristiche:l’uomo effeminato e la donna camionista. Sbagliato! E se nell’eventualità che ci siano persone così, chi ci dà il diritto di giudicare che siano peggio di noi?” Il pregiudizio e l’ignoranza è la piaga della nostra società. Abbiamo lasciato entrare nel nostro bel paese la globalizzazione, siamo europei, abbiamo accolto molti anglicismi nella nostra lingua, mangiamo il sushi e indiano, ma siamo ancora molto bigotti. Dobbiamo cercare di andare oltre, di pensare europeo, di allargare i nostri orizzonti, di fare un bel viaggetto negli altri stati, e di vedere che loro non si meravigliano nel vedere due persone dello stesso sesso abbracciate o che si tengono per mano, perché non stanno facendo nulla di male.

 

M.Z.: Prossimi progetti?

Fabio Chiarini: In estate uscirà un nuovo libro di poesie, ma mi godo ancora questo libro che mi sta dando grandi soddisfazioni. Inoltre sto valutando di pubblicare il mio blog di viaggi. Che diventi un libro era già in conto, l’idea del blog era per testare se al pubblico potesse piacere e mi sono ritrovato con un blog tradotto in 17 lingue e 100 visitatori di media giornalieri. Ora devo decidere con chi pubblicare e soprattutto se pubblicarlo in italiano o piuttosto all’estero!

 

Written by Michela Zanarella

 

 

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