Kazuyoshi Nomachi: la sua prima volta in occidente con Le vie del Sacro, sino al 4 maggio 2014, Roma

Kazuyoshi Nomachi: la sua prima volta in occidente con Le vie del Sacro, sino al 4 maggio 2014, Roma

Mar 9, 2014

La più grande mostra antologica del fotografo e documentarista giapponese Kazuyoshi Nomachi è in corso a La Pelanda del MacroTestaccio di Roma, dal 14 dicembre scorso.

Nomachi. Le vie del sacro”, questo il titolo dell’esposizione, terminerà il 4 maggio e presenta oltre 200 scatti. Prevede un percorso espositivo che si articola in 7 sezioni che intendono ricostruire le esperienze vissute dall’artista in terre molto lontane, accomunate da un’unica spiritualità che dona un senso alle condizioni di vita più estreme. Il lungo percorso del documentarista Nomachi inizia con un’avventura nel Sahara all’età di 25 anni.

Qui egli viene colpito dalle dure condizioni di vita degli abitanti in un ambiente così ostile, e decide di dedicarsi al foto-giornalismo.

Per oltre 40 anni l’artista, nato a Mihara in Giappone nel 1946, ha rivolto la sua attenzione alle diverse culture tradizionali, espressione di popoli che abitano nelle terre più aspre, con una particolare ricerca “della preghiera e del sacro”, sapendo cogliere la spiritualità che percorre quei paesaggi di unica e straordinaria bellezza.

I ritratti e le figure umane assumono una dignità assoluta e si fondono con il contesto in composizioni quasi pittoriche, dominate da una luce abbagliante, reale e trascendentale al tempo stesso.

Dal 1980 Nomachi guida la sua ricerca lungo il Nilo Bianco, dal delta fino alla fonte in un ghiacciaio dell’Uganda; poi lungo il Nilo Blu fino alla sorgente negli altopiani dell’Etiopia. Nei suoi scatti egli cattura la forza dell’ambiente e della gente di questa vasta regione dell’Africa.

Dal 1988 rivolge la sua attenzione all’Asia. Esplora le aree occidentali della Cina, viene attratto dalle popolazioni che vivono nelle estreme altitudini del Tibet e dal Buddismo.

Fra il 2004 e il 2008 visita l’intera area di cultura tibetana, spingendosi poi alla scoperta delle origini nella terra del Gange. Dal 1995 al 2000 Nomachi accede alle più sacre città dell’Islam e viaggia per 5 anni in Arabia Saudita, avendo l’opportunità di fotografare il grande pellegrinaggio annuale alla Mecca e a Medina.

Egli è stato il primo a documentare in modo approfondito il prodigioso pellegrinaggio di oltre 2 milioni di musulmani verso la loro città santa, la Mecca.

Dal 2002 visita anche gli altopiani delle Ande, il Perù e la Bolivia. Le sue fotografie sono raccolte in 12 grandi edizioni antologiche, che vengono pubblicate in tutto il mondo e appaiono nelle principali riviste di fotografia.

I lavori realizzati nel Sahara, lungo il Nilo, in Etiopia, in Tibet e in Arabia hanno vinto negli anni numerosi premi. Senza dubbio una mostra interessante e un bell’esempio di celebrazione dell’uomo cosmopolita, dove le barriere nazionali appaiono solo convenzioni artificiose.

 

Written by Cristina Biolcati

 

Nessun commento

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trackbacks/Pingbacks

  1. Kazuyoshi Nomachi: la sua prima volta in occidente con Le vie del Sacro, sino al 4 maggio 2014, Roma - oubliettemagazine - Webpedia - [...] La più grande mostra antologica del fotografo e documentarista giapponese Kazuyoshi Nomachi è in corso a La Pelanda del…
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: