“Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”, di Luis Sepúlveda: trecentomila copie vendute

“Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”, di Luis Sepúlveda: trecentomila copie vendute

Mar 4, 2014

“Qualche anno fa, mentre eravamo nel giardino di casa, mio nipote Daniel si mise a osservare attentamente una lumaca. All’improvviso voltò lo sguardo verso di me e mi fece una domanda molto difficile: «Perché è così lenta la lumaca?». Gli dissi che in quel momento non avevo una risposta, ma gli promisi che un giorno, non sapevo quando, gliel’avrei data” Luis Sepúlveda.

Sei edizioni di cui la prima nel novembre 2013, trecentomila copie vendute, al vertice delle classifiche, nonché uno dei libri più letti dell’anno. Eccolo qui, “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”, l’ultima opera dello scrittore cileno Luis Sepúlveda, pubblicata da Guanda Edizioni nella collana Le Gabbianelle.

La forza di questo autore sta nel narrare contenuti profondi in forma di favola, e creare attorno ad essi un clima di magia. Storie coinvolgenti di un poeta, che ha compreso che la letteratura che vale è quella che riesce a dare voce a chi non ne ha. È questa la storia di una lumaca che vuole scoprire il significato della sua lentezza, e vuole avere un nome.

Caratteristica delle lumache che vivono nel prato del Paese del Dente del Leone, sotto la pianta del calicanto, è la lentezza, accompagnata dall’essere silenziose. Esse si chiamano fra loro semplicemente “lumaca”. Ma una di loro è stanca di condurre un’esistenza in perfetto anonimato.

Nonostante le compagne la disapprovino, la “ribelle” intraprende un viaggio per capire i motivi di tale lentezza, durante il quale incontrerà un gufo malinconico e una tartaruga saggia, di nome Memoria. Questi nuovi amici le faranno comprendere il valore del coraggio e la porteranno a sua volta a condurre le compagne verso la salvezza.

In passato fu un gatto che insegnò a volare ad una gabbianella, poi la storia di amicizia, pur nella sua diversità, di un gatto con un topo. Ritroviamo qui un nuovo tipo di animale, lento per antonomasia, la lumaca, che al contrario della nostra società che sembra aver smarrito la dimensione del tempo, preferendo velocità e frenesia alla lentezza, ne conserva ancora il valore.

È come se con questa storia Sepúlveda restituisse un giusto valore al tempo e alla meditazione. Vengono colte due tematiche principali: un invito a riscoprire il valore della lentezza, e soprattutto a trovare il ritmo più congeniale, e l’abitudine che non deve mai mancare di farsi domande.

Dobbiamo chiederci chi siamo, senza dare sempre tutto per scontato, al fine di trovare risposte che ci conducano ad un’accettazione di sé. Un racconto breve, che non annoia i piccoli lettori, corredato da tante immagini dipinte.

Una storia semplice e commovente, in grado di affascinare grandi e bambini, che porta ad un messaggio finale: difendiamo il ritmo umano, il tempo che serve ad ognuno di noi per fare le cose per bene. Dall’autore stesso giunge il monito che per salvarsi bisogna smettere di correre.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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