“Ritorna mentre dormo”, silloge di Cristina Biolcati: un viaggio tra le sinuosità della donna

“Ritorna mentre dormo”, silloge di Cristina Biolcati: un viaggio tra le sinuosità della donna

Mar 4, 2014

“Entra nella mia vita/ senza preoccuparti di fare rumore./ Non toglierti le scarpe,/ non camminare in punta di piedi,/ non parlare sottovoce,/ non soffocare le risate./ Sii invece uragano che spacca,/ tempesta che sconvolge,/ pioggia che sorprende,/ onda che sbatte ineluttabile/ e poi recupera ogni cosa/ nel suo vortice scomposto./ E quando tutto si sarà placato,/ nel fragore della tua risata,/ saprò che sono viva.//”

Avevamo conosciuto Cristina Biolcati come autrice del libro “Nessuno è al sicuro. Attacchi di squalo all’uomo in acque italiane dal 1926 ad oggi” ma gli squali e il mondo marino non sono la sua unica passione. La scrittrice ferrarese ama difatti esprimersi anche tramite la poesia e la raccolta “Ritorna mentre dormo” (DrawUp, 2013, Collana Oubliette) ne è un esempio.

Versi incisivi, toccanti, ricchi di consapevolezza e veridicità. Irruenza e desiderio di vivere appieno la propria vita sono le caratteristiche peculiari di questa poesia che si lascia leggere in modo diretto e fluido.

Diversi gli argomenti trattati: si va dalla natura alla filosofia, dalla realtà al sogno, dall’amore all’abbandono.

Non mancano le riflessioni esistenziali riferite all’uomo, alla sua irrazionalità, al suo essere talvolta così spietatamente prevedibile.

“O uomo, quante volte/ vorrei chiederti il perché/ fra tutte le bestie del creato/ sei di gran lunga la più crudele?/ Tu un’alternativa l’hai avuta/ ma una risposta plausibile non l’hai.”

In ogni verso è inoltre manifesto il desiderio di trovare la forza di lasciarsi andare in ogni atteggiamento della vita, di godere dei piaceri dell’amore ma nel contempo il timore di essere lasciati soli e la paura di aver preteso troppo non sono mai assenti.

Vi è pertanto un alone di pessimismo insito in ogni emozione espressa nei versi. Un pessimismo scaturito dal timore della solitudine, dell’abbandono, che trova però sfogo in un luogo a metà strada tra realtà e immaginazione, il mondo onirico. Difatti il sogno, possibilmente senza fine, ricorre come sostegno da quelle situazioni delle realtà che causano sentimenti di non appagamento.

Ma le paure non si fermano qui, vi sono la paura del nulla che rischia di avvolgere ogni aspetto dell’esistenza, la paura delle bugie e della falsità che rendono l’esistenza più difficoltosa e precaria.

In contrasto a tutto ciò vi è anche l’ambizione a un amore da favola, puro e spensierato che possa accompagnare la persona che in realtà è in continua trasformazione ed evoluzione, corporea ma soprattutto emotiva.

Ma a dominare ogni emozione è pur sempre la natura, benigna o maligna in base al comportamento di ogni singolo essere. Ed il tempo che nel suo inesorabile scorrere porta con sé ogni esperienza vissuta, ogni ricordo che si pensava accantonato in un angolino della mente.

La raccolta di Cristina Biolcati altro non è che un viaggio tra le sinuosità della sua persona che potrebbero essere anche le nostre. È un percorso di crescita e cognizione tramutato in poesia all’interno del quale ognuno può ritrovare un granello di sé.

 

Written by Rebecca Mais

 

Video Libro realizzato con la collaborazione di Libera il Libro

 

 

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