“Il duca di Sabbioneta, guerre e amori di un europeo errante” di Luca Sarzi Amadè: una chiave per capire

“Il duca di Sabbioneta, guerre e amori di un europeo errante” di Luca Sarzi Amadè: una chiave per capire

Mar 2, 2014

Il duca di Sabbioneta, guerre e amori di un europeo errante” (Mimesis Edizioni) è il capolavoro di Luca Sarzi Amadè, lo scrittore che ha ricostruito, in una vita di ricerche, la biografia di Vespasiano Gonzaga Colonna (1531-1591).

Condottiero, urbanista, mecenate, legislatore, agente segreto, il Protagonista – un tenebroso principe cadetto – fu in realtà “un uomo senza patria”.

Frutto, come spesso accadeva nelle grandi famiglie, di incroci (nel suo caso tra lombardi, napoletani, genovesi, tedeschi e toscani) nacque nel castello della zia, ai margini del regno di Napoli.

In seguito crebbe, privo di genitori, prima a Napoli, poi in Spagna, alla corte dell’infante, l’erede al trono.

A un’infanzia dominata dall’incubo dei pirati (gli arabi avevano tentato di rapire sua zia), seguirono altre difficili “prove”: quella dei campi di battaglia e quella degl’incarichi di governo.

Fu infatti l’unico italiano della sua generazione che, al tempo della dominazione spagnola in Italia, arrivò a ricoprire in Spagna nientemeno che l’incarico di viceré.

L’impressionante intreccio di vicende dinastiche, politiche, amorose, passionali (pensiamo alle sue poesie d’amore, che Torquato Tasso riteneva migliori delle proprie) è permeato di reminiscenze della romanità.

Ma non si tratta – precisa l’Autore – di un semplice fatto estetico: proprio perché “uomo senza patria”, perché “europeo errante”, il Gonzaga, molto tempo prima che l’Italia fosse non soltanto fatta, ma anche solo “pensata” come nazione, creò una città ideale, una “patria”, di cui plasmò le mura, le strade, le leggi, dove raccolse una collezione d’arte tra le più imponenti dell’epoca. Stiamo parlando -si badi- degli anni in cui a Firenze nascevano gli Uffizi!“.

 Ma la vita del duca di Sabbioneta non fu certo legata ad un singolo luogo. Il destino lo condusse, arbitro in delicate missioni diplomatiche, in Boemia, in Polonia, o militari, sulle coste africane ed oltre le Colonne d’Ercole. Tuttavia la mirabolante carriera del Protagonista non fu coronata dall’agognata pace: egli morì, dopo anni di sofferenze, di sifilide (contratta forse in Spagna) lasciando la sua “creatura” incompiuta.

E sulla sua figura mitica, talora enigmatica (pensiamo al suo amore -soltanto leggendario- per la pittrice Sofonisba Anguissola, una delle donne più affascinanti del Rinascimento) pende ancora oggi il sospetto della morte della moglie (adultera) e del figlio (questa involontaria). Non a caso il grande tema dell’incomprensione in famiglia, del rapporto tra padri (autoritari) e figli (adolescenti) emerge con forza in alcune delle pagine più belle del libro.

Sarzi Amadè ha dedicato la vita alla biografia del Gonzaga, e secondo il gusto dell’homo antiquus ha integrato il testo, alla maniera dei libri appunto antichi, con oltre 300 immagini d’epoca (ricordiamo: tutte scelte una ad una dall’Autore). Un libro di storia, scientificamente documentato, ma dal potente slancio narrativo.

Che costituisce una chiave (non romanzata) per capire, alle radici, anche fenomeni ancora attuali: conflitto Europa-Islam, masse arabe in rivolta (in Europa), rivendicazioni autonomiste di popoli europei, e perfino forme di colonialismo col pretesto del ricatto del debito (come oggi in Grecia).

 

Foto Luca Sarzi Amadè di Gigi Bonfatti Sabbioni

 

 

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Il Duca di Sabbioneta

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