“Non smettere di scrivermi”, romanzo di Alessio Silo: il tema principale è la lontananza

“Non smettere di scrivermi”, romanzo di Alessio Silo: il tema principale è la lontananza

Feb 11, 2014

“Distesa su quel letto, mi invitava ad amarla con tutto me stesso. Accarezzando i suoi capelli, sentii una leggera brezza che spinse le mie palpebre a chiudersi, sentendo meglio il suo profumo” (Alessio Silo – “Non smettere di scrivermi”)

Ho letto “Non smettere di scrivermi” di Alessio Silo, uno scrittore emergente nato in provincia di Frosinone nel 1990. L’opera è edita nel giugno 2013 da EgoEdizioni e rappresenta l’esordio in prosa dell’autore.

Nel novembre 2012 egli aveva pubblicato con Galassia Arte la silloge “Poesie Sopravvissute”. Quella che Silo ci narra è una storia d’amore, dedicata a “tutte le persone che cercano di amare, a quelle che continuano a farlo e a quelle che non hanno la forza di ricominciare”.

La trama si svolge negli Stati Uniti nel 1944, in pieno conflitto mondiale. Prima a Los Angeles in California, e nella seconda parte a Carson City in Nevada. È un amore travolgente e soprattutto fisico, quello di Edgar e Louise; ma che al tempo stesso divide, poiché lui decide di partire volontario per la guerra.

La sua destinazione è Londra, e da lì prenderà parte allo sbarco in Normandia del 6 giugno. Un sentimento forte, ma non abbastanza da farlo desistere ed indurlo a restare. Prevale l’idea di andare a combattere i nazisti, i “folli che sterminano vite innocenti”. Con Edgar al fronte, i due innamorati iniziano un intenso scambio epistolare in cui confessare i loro dubbi e le loro paure; ma allo stesso tempo lettere a cui affidare le speranze per il futuro e i progetti di una vita insieme.

Essi combattono quella distanza che li separa con le parole, finché la comunicazione si interrompe bruscamente. Il destino è sempre in agguato e non perdona alcun errore, anzi, presenta un conto salato da pagare. Procedendo nella lettura, siamo portati a perdere tutte le nostre certezze, perché ogni nostra previsione viene meno.

Il tema dominante sembra essere: cos’è la lontananza? Ognuno potrebbe dare una risposta in base alle esperienze vissute, ma l’amore di Edgar e Louise rimane “diverso”, comunque confinato in uno spazio a sé stante, perché inconsapevole dei propri limiti. La lontananza accentua l’intensità, fino ad esasperare tutto, per poi giungere a scoprire che senza amore non potrebbe esserci vita. Diventa quindi “condizione di sfida”, di un amore che solo così diventa custode di segreti governabili.

Amare ciò che sembra impossibile, diventa possibile. È una scrittura sensuale, quella di Alessio Silo. I suoi versi sono musicali, in cui si riconosce un esordio poetico, A volte sembra che l’autore desideri riportare la melodia tipica dei versi nella sua prosa, e venga attirato da essi, senza preoccuparsi di altro. Quasi fosse una sorta di “pifferaio magico” che cede alla melodia delle proprie parole, che acquistano una valenza musicale. L’egoismo dell’uomo rovina tutto, ed Edgar ne è l’esempio.

Egli mette Louise di fronte al fatto compiuto, e alla donna non rimane altro che accettare la sua partenza. La storia è basata su un atto di coraggio che, non trovando condivisione, acquista un valore negativo. Diventa la personale fuga del protagonista, spaventato più dal futuro che non dalla guerra. Egli fugge da se stesso, perché non ha consapevolezza che il futuro spetti solo a chi sa “affrontarsi”.

Preferisce vivere quel “caos apocalittico” che è stato lo sbarco in Normandia e, al suo ritorno, non trova la pace che cercava. Almeno, non subito. Ho apprezzato molto la prima parte dell’opera, originale ed evocativa. Ho trovato geniale il colpo di scena con il quale Silo spiazza il lettore; mentre invece la seconda parte l’ho percepita più dimessa. Come se si fossero tralasciate dinamiche aperte, e si fosse voluto far piombare nella normalità un inizio grandioso.

Non me ne voglia Silo, se mi permetto di suggerirgli che, oltre all’utilizzo del tempo passato, è fondamentale coniugare i verbi anche al congiuntivo e all’imperfetto. Nonostante queste imprecisioni di forma, il fulcro rimane l’uomo descritto da Alessio Silo, che abbraccia il tormento esistenziale tipico dell’essere umano. Egli ha saputo concedersi una seconda opportunità e ha trovato il coraggio per continuare ad amare. Un forte messaggio di speranza da lasciare ai posteri.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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