“Racconti per bambini adulti” di Luca Gamberini: non una raccolta di racconti, non un diario, non un romanzo

“Racconti per bambini adulti” di Luca Gamberini: non una raccolta di racconti, non un diario, non un romanzo

Feb 7, 2014

Racconti per bambini adulti” dell’emiliano Luca Gamberini è stato pubblicato nel mese di dicembre 2013 e sono numerosi i lettori cimentatesi nella sua lettura. I commenti sono più che positivi e anche la presentazione tenutasi il 17 gennaio 2014 a Casumaro (Ferrara) ha riscosso un notevole, e meritato, successo.

Tra i vari lettori vi è anche lo scrittore e giornalista Guido Mattioni (noto, tra le altre cose, per il suo romanzo di successo internazionale “Ascoltavo le maree”) il quale ha voluto esprimere il suo apprezzamento per l’opera di Luca Gamberini con le parole qui sotto.

“Qualcuno ha detto e scritto, un po’ di tempo fa – scusatemi, ma gli anni passano e non ricordo esattamente chi sia stato – che la Bassa Emiliana racchiuda dentro di sé un grido che scaturisce dai solchi della sua terra grassa. Un grido che – a chi lo sa ascoltare – spiega il perché tante cose belle e speciali siano nate e continuino a nascere proprio qui. Concordo in pieno.

Spiega per esempio innanzitutto la lirica, dal genio di Giuseppe Verdi alle sonorità di Luciano Pavarotti. Ma spiega anche la Religione dei motori, anzi dei mutor – e che mutor! – come quelli di un Enzo Ferrari che non a caso da ragazzo sognava di diventare cantante d’opera. O ancora l’Italiano scritto, al tempo stesso colto e terragno, di un Cesare Zavattini o di un Giovannino Guareschi. Per non dire delle pennellate rabbiose e poetiche insieme, da genio bizzarro – più genio che bizzarro – del pittore Antonio Ligabue. Lo ribadisco: concordo in pieno.

In fondo, questo è il grido di una terra e di genti libere. È il suo e il loro grido per sollevarsi anche soltanto un po’ dal filo di un orizzonte piatto e poter guardare oltre quel mondo tutto uguale che li circonda 365 giorni all’anno: un panorama che tuttavia loro amano e che, miracolo nel miracolo, attraverso ciò che creano – dal culatello profumato a un rombante 12 cilindri – riescono a far amare a noi, che siamo “altri”. Il loro è anche un urlo contro quegli inverni gelidi e quelle estati torride nei quali si sono dovuti adattare a nascere, a crescere e a morire; oppure, per dirla ancora meglio, con le parole di uno infinitamente più bravo di me, uno appunto come l’immenso Guareschi, “in quella fettaccia di terra che sta fra il Po e l’Appennino”, con la “…nebbia densa e gelata che opprime d’inverno, e il sole, che picchia martellate in testa alla gente”.

Premessa lunga, lo ammetto, e ne chiedo scusa.

Ma premessa che ho sentito come obbligata, l’unica e la sola da poter fare per parlarvi – invitandovi caldamente a comprarlo e a leggerlo – del libro di Luca Gamberini, intitolato “Racconti per bambini adulti” (251 pagine, 13 euro – Lettere Animate editore – collana I destrieri). Come scrive in quarta di copertina Paola Bergamini, docente all’Università di Ferrara, risulta “difficile definire l’oggetto che avrete tra le mani: non una raccolta di racconti, non un diario, non un romanzo. Semplicemente scrittura, scrittura ‘meravigliosa’ cioè piena di meraviglia, suscitatrice di stupore, mai ovvia nemmeno per una riga, mai nemmeno compiaciuta di inutili complicazioni intellettuali”.

Insomma, per dirla come avrebbe detto quello di cui non ricordo il nome: un urlo. Un altro urlo della Bassa. Concordo e sottoscrivo ogni sua parola, professoressa Bergamini! Perché per uno come me, uno che ama, rispetta e direi addirittura venera l’Italiano (quello da scrivere usando la “I” maiuscola), leggere la prosa di Luca Gamberini (beato lui classe ’67, nonché Senatore a Vita presso il Bar Sport di Cento, in terra ferrarese) è stato come tirare una salutare boccata di ossigeno. Sì, perché è ormai da anni che negli scaffali delle librerie, con stampigliati su i nomi di sedicenti “grandi editori”, finiscono in vendita libri scritti invece in un italiano desolatamente minuscolo.

Quell’italiano che io definisco “anoressico”, nel senso di scheletrico, spigoloso, privato di quelle curve morbide e musicali che l’Italiano (quello maiuscolo) ha invece sempre avuto. Ora va invece per la maggiore un italiano con frasi di tre, al massimo quattro parole; un italiano che ignora altra punteggiatura oltre il punto; un italiano che assolutamente non sa, infine, che cosa siano le frasi subordinate.

Insomma, più che libri, pubblicano manuali di telegrafia. E parlo di autori e titoli cosiddetti bestseller, in quanto imposti a colpi di salottini catodici dall’apparente aria perbene (mentre in realtà sono espressione di una Casta, tra le più coriacee e cattive); autori e titoli ormai bulimici per via di premi fatti vincere loro del tutto immeritatamente. Nomi? Non ne faccio, perché tanto non serve: li conoscete, sono sempre lì, sono sempre gli stessi, a sfidare lo zapping in un perenne rimbalzo da un canale all’altro.

Ecco, non voglio dire di più, se non “mi raccomando, leggetelo”. O meglio, devo anche dire “grazie” a Gamberini e complimentarmi con il suo editore perché da questo panorama piatto dell’attuale editoria italiana sono riusciti a far scaturire un urlo salutare che aspettavo. Quello dell’Italiano di Luca, geniale e (è un complimento, caro Luca!) proprio come lo erano le pennellate vivaci e tenere, poetiche e rabbiose, amare e divertenti, di Antonio Ligabue. Parole dipinte, insomma. Complimenti davvero.”

 

Written by Guido Mattioni

Scrittore e giornalista

 

 

Recensione segnalata da Rebecca Mais

 

 

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