Intervista di Bernadette Amante alla scrittrice Chiara Laura Mazzetti ed al suo libro “Quando ho imparato a scrivere”

Intervista di Bernadette Amante alla scrittrice Chiara Laura Mazzetti ed al suo libro “Quando ho imparato a scrivere”

Feb 3, 2014

Chiara nasce il 6 Luglio 1990, è cresciuta nel piccolo paesino di Solbiate Arno dove tuttora abita. Fin dai primi anni della scuola si manifesta la sua passione per la scrittura. Il 28 novembre 2012 si laurea in Scienze Umanistiche per la Comunicazione.

Nel corso degli anni Chiara ha collaborato con vari giornali quotidiani online tra i quali: Controcampus, Varese7press, La Voce D’Italia e Italia24 ore. Ha scritto per mensili cartacei parrocchiali e alcuni articoli per il quotidiano nazionale “Avvenire”. Nel luglio 2013 ha pubblicato il libro “Quando ho imparato a scrivere con la casa editrice Rupe Mutevole.

Nel 2009 ha partecipato al concorso di poesia indetto dal suo Liceo Ernesto Cairoli di Varese piazzandosi seconda con le liriche “Immobile” e “Schiavo e Padrone”. Nel 2013 ha ricevuto una citazione di merito al concorso di poesia “Scrivi l’amore-premio Mario Berrino” con la poesia “Dopo tutto, ci sei tu”.

La scrittura di Chiara ha trovato consensi non solo tra i lettori ma anche tra i vari scrittori che hanno letto il suo libro. Il suo modo di scrivere é stato definito dalla maggior parte del pubblico di lettori “ironicamente comunicativo” e vagamente simile a quello di Amelie Nothomb.

 

B.A.: Ciao Chiara, grazie per avermi concesso questa intervista, mi ha incuriosito molto il titolo che hai scelto per il tuo libro, “Quando ho imparato a scrivere”, cosa rappresenta questo titolo?

Chiara Laura Mazzetti: Non poteva chiamarsi in altro modo il lunghissimo e sofferto parto podalico che sono state queste 80 sudatissime pagine. Tutto è cominciato all’inizio del Liceo e qualche brano è persino più datato: già fantasticavo di pubblicare un volume contenente tutte le mie pazzie e quasi immediatamente ho concepito il racconto che poi ha dato il titolo a tutta l’opera. Poi durante la stesura ho avuto milioni di ripensamenti tanto che sono addirittura arrivata ad odiare la mia creazione, come succede ai grandi artisti, ma la sola cosa di cui non ho mai dubitato è stata proprio il titolo. Mi sono sempre detta “se mi devono conoscere, tanto vale che comincino fin dal titolo”.

 

B.A.: Cosa ti ha ispirato la scrittura di questo libro?

Chiara Laura Mazzetti: Nel senso di cosa mi ha ispirato a scriverlo o cosa ho ricavato dalla sua scrittura? Risponderò brevemente ad entrambe, se mi è concesso. Per la prima risposta, posso dire che la mia ispirazione sono stati i fatti quotidiani della mia vita mescolati ad un pizzico di ironia e creatività. I 19 racconti che compongono il mio libro sono tendenzialmente tutti autobiografici e di conseguenza trattano temi diversissimi e disparati, tutti frutto di giornate-nottate-ore di grande ispirazione: tutto mi può ispirare, come nulla. Per la seconda risposta invece la questione si fa più filosofeggiante: scrivendo e pubblicando “Quando ho imparato a scrivere” mi sono messa alla prova, decidendo di affrontare il parere del pubblico ed esponendomi volontariamente al giudizio altrui. Non è stato facile e non lo è tuttora: organizzare presentazioni con cinque amici fidati, dopo fiumi di lacrime e bidoni dell’ultimo minuto, fare lunghe trasferte per cercare di spiegare a studenti svogliati che in quelle poche pagine c’è tutta la tua anima, la tua speranza e la tua mente. Non è facile ma strabiliatamente fantastico, lo rifarei sempre e sempre nello stesso modo, senza cambiare una virgola. Pensa che sono andata fino a Roma da Milano in treno con un piede rotto e le stampelle: questo dovrebbe dare una misura di quanto io ami questo progetto e di quanto lo voglia sostenere con tutte le forze.

 

B.A.: Oltre ad essere una scrittrice sei anche una giornalista, quale tra questi due mestieri preferisci? E quale ti rappresenta meglio?

Chiara Laura Mazzetti: Diciamo fifty-fifty, nel senso che sono nata scrivendo e morirò scrivendo, questo è l’importante per me. Scrivere narrativa, poesie, testi brevi oppure lunghi, bigliettini di auguri o di nozze sono tutti aspetti della mia indole di scrittrice pura, che mi permettono di essere estremamente fantasiosa e completamente fuori dagli schemi. Quando invece indosso i panni della giornalista io mi trasformo, passando dall’altro lato del microfono, ponendo le domande e prendendo nota delle risposte (non vi dico quanto in realtà mi faccia strano rispondere ad un’intervista, di solito le scrivo io le domande!). Ad ogni modo per ora non riesco ad immaginare la mia vita senza una di queste due professioni: spero di riuscire a portarle avanti entrambe, la scelta sarebbe catastrofica altrimenti.

 

B.A.: Quali scrittori hanno influenzato il tuo modo di scrivere?

Chiara Laura Mazzetti: Ho la presunzione di possedere un mio unico ed inimitabile modo di scrivere. Posso dirti quali scrittori e poeti hanno influenzato il mio gusto, la mia estetica e il mio modo di interpretare il mondo ma non quelli che hanno influito sul mio modo di scrivere. Può anche darsi che, inconsciamente, nella mia scrittura si possano ritrovare frammenti delle pagine che ho amato e che ora sono parte integrante del mio essere, da “Se questo è un uomo” di Primo Levi, a “Cime Tempestose” di Emily Brontë a “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery. Quest’ultimo in particolare è stato capace di commuovermi fino alle lacrime, non solo per i risvolti toccanti della storia narrata, ma soprattutto per la ricercata penna dell’autrice: se devo nominare  qualcuno, scelgo decisamente Muriel Barbery anche se la sua è stata una folgorante influenza a posteriori, nel senso che da quando ho letto il suo romanzo ho capito di voler scrivere come lei!

 

B.A.: Cos’é per te la scrittura?

Chiara Laura Mazzetti: È uno dei pochi modi, se non l’unico, che ho per esprimere me stessa: sembra proprio una frase banale e costruita infatti ora cercherò di spiegarmi meglio, ma il concetto è questo. Quando sono davanti allo schermo del mio computer portatile, oppure ad un foglio bianco e all’improvviso lo spazio vuoto che ho di fronte comincia a colorarsi di parole, io mi sento io, Chiara per davvero e non la signorina Mazzetti, la figlia di Franco, l’amica di Sara o chissà cos’altro, sono io e basta. E anche se mi costa fatica riuscire a scrivere bene quello che ho in testa, perché sono davvero una super pignola e un’autocriticona mica da ridere, quando poi la mia mamma si commuove leggendo il risultato, so che n’è valsa la pena. È fondamentale per me scrivere, dico sempre che sarei persa se “da grande” non riuscissi a guadagnarmi da vivere solamente scrivendo. Io scrivo ogni giorno, principalmente articoli per i giornali online con cui collaboro, perché se fare il giornalista in Italia al giorno d’oggi è difficile, guadagnarsi la pagnotta come scrittrice di libri in erba è pressoché impossibile.

 

B.A.: Oltre ad essere una scrittrice sei anche una grande lettrice, quale delle due cose preferisci maggiormente?

Chiara Laura Mazzetti: Credo che vadano di pari passo e che non possano esistere separatamente. So bene che non è così per tutti: c’è a chi piace leggere ma è imbranato a scrivere, ma quasi mai il contrario. Chi scrive, legge.. inevitabilmente! Ci sono periodi della mia vita in cui scrivere mi risulta difficilissimo, il famoso “blocco dello scrittore” non è uno scherzo, soprattutto quando, come nel mio caso, l’atto dello scrivere è spontaneo e inevitabile. Mi succede la medesima cosa con la lettura: insomma quando una delle due cose mi viene imposta contro la mia volontà, mi costa molta fatica. Anche se ciò accade comunque di rado.

 

B.A.: Hai qualche progetto per questo nuovo anno?

Chiara Laura Mazzetti: Al momento la mia più grande aspirazione è quella di trovare un lavoro, anche se la crisi non mi aiuta affatto in questo senso. Da mesi sto seminando in giro per l’Italia e non solo centinaia di copie del mio curriculum nella speranza che qualche anima pia sia mossa a compassione e decida di offrirmi un modestissimo impiego nella sua testata, redazione, stazione radiofonica, canale televisivo o ufficio stampa che sia. Ho orizzonti molto aperti, non sono fissata solo e solamente sulla figura classica del giornalista, ma per ora cerco occupazione nell’ambito della comunicazione che poi è il mio specifico campo di studi.

 

B.A.: Grazie per il tempo che mi hai dedicato per questa intervista, c’é qualcosa che vorresti dire ai tuoi lettori?

Chiara Laura Mazzetti: A quelli che già mi leggono vorrei dire di continuare a farlo ed anzi cercare nuovi adepti, mentre a chi non mi conoscesse ancora, ovvero la maggior parte del pianeta terra, voglio solo dire questo: la vita è troppo breve per sprecarla davanti alla tv, se non volete leggere me, almeno leggete qualcosa, qualsiasi cosa, anche Dylan Dog va benissimo come inizio.  È molto meglio rovinarsi la vista sfogliando le pagine di Bram Stoker in compagnia di Dracula che davanti allo schermo della televisione guardando L’isola dei famosi. Grazie a te Bernadette per questa intervista e tutto il tempo che mi hai dedicato.

 

Written by Bernadette Amante

 

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