Intervista di Bernadette Amante al poeta Emanuele Piacentini Paggi ed alla sua silloge “Cristalli d’Amore”

Emanuele Piacentini Paggi, nato il 2 marzo 1996, é un giovane scrittore di Vercelli. Comincia a comporre poesie all’età di quattordici anni.

 

Pubblica la sua prima silloge “Oltre l’orizzonte” nel 2011 e successivamente pubblica la seconda intitolata “Il silenzio del viaggio”, entrambe edite dalla casa editrice “Rupe Mutevole”.

Per tre anni di seguito partecipa al concorso di poesia “A. G. O.” e qui gli viene assegnato un premio nella sezione giovani per tutte le tre edizioni del concorso. Ha ricevuto una menzione di merito al Primo Concorso Nazionale di Poesia “Alda Merini – A tutte le donne” e il Quinto Premio Giovani al concorso Internazionale “Orizzonti di parole”.

Da Dicembre é uscita la sua terza silloge “Cristalli d’Amore con allegato un CD dove vengono recitate le poesie contenute nel libro.

 

B.A.: Ciao Emanuele, grazie per avermi concesso questa intervista, é uscito da poco il tuo terzo libro “Cristalli d’Amore”, cosa rappresenta per te?

Emanuele Piacentini Paggi: Innanzi tutto, voglio ringraziare te per avermi proposto questa intervista e ringrazio inoltre tutta la redazione di “Oubliette Magazine” per l’attenzione che mi avete voluto dedicare. Questo mio terzo libro, uscito da poco, intitolato “Cristalli d’Amore”, edito come i precedenti due, da Rupe Mutevole Edizioni, è sicuramente la più grande soddisfazione da quando ho intrapreso questo percorso. Il tempo di scrittura è stato di un mese circa, al quale ne sono seguiti altri tre per la fase di editing, nella quale ho collaborato con l’editrice. Se devo pensare a cosa rappresenta per me, ti direi che in esso vedo un vero e proprio messaggio, parole dedicate ad un qualcuno che può esistere o non esistere, ad una persona fatta di carne o di spirito. La prima poesia del libro si intitola “Canto d’amore senza amore” e, in questo titolo c’è la vera spiegazione di tutta la silloge: ovvero l’inconsiderazione nei confronti di un amore che si è rivelato.

 

B.A.: Da dov’è nata l’idea di allegare un CD al tuo libro di poesie?

Emanuele Piacentini Paggi: L’idea di allegare un CD al mio libro, quindi di andare a creare quello che si chiama AudioBook, è nata inizialmente da me. Mi incuriosiva molto l’idea di sentire ciò che avevo scritto, letto da una voce che non fosse la mia e anche per fare qualcosa di diverso ed innovativo. Successivamente questa mia proposta, è stata accolta con grande entusiasmo dall’editrice, la quale si è subito movimentata per cercare un personaggio che potesse e che volesse collaborare per la lettura delle poesie. Sempre per mano dell’editrice, siamo riusciti ad arrivare all’attore Mario Lucarelli, che io ringrazierò in eterno per aver dato voce alle mie parole. Non dimenticando che, sempre nel CD, come sottofondo musicale, possiamo sentire le magiche e suggestive musiche di Mark Drusco.

 

B.A.: Cos’è per te la poesia?

Emanuele Piacentini Paggi: A questa domanda non saprei darti una risposta precisa. Io credo che la poesia è l’essenza mancante nella vita di un uomo, quel particolare che rende perfetta l’esistenza. Per me è davvero tutto.

 

B.A.: Che consiglio vorresti dare ai poeti che leggeranno questo articolo e vorrebbero raggiungere il tuo successo.

Emanuele Piacentini Paggi: Non mi piace parlare di successo, ma bensì di soddisfazioni raggiunte. A chi leggerà questo articolo, due sono i consigli che posso dare: il primo è la solita frase, seppur banale e fin troppo usata, di non smettere mai di credere in voi stessi e nei sogni, perché voi siete la realizzazione dei vostri sogni, questo è da ricordare sempre; il secondo è di avere la capacità di sopportare il dolore, di combatterlo e di vincerlo, di reggere alle emozioni negative, perché è dalla negatività che si estrae il positivo.

 

B.A.: Com’è cominciata questa tua passione per la scrittura?

Emanuele Piacentini Paggi: Purtroppo si sa, il destino ti dà una cosa e te ne toglie un’altra. Questa necessità di scrivere è arrivata circa un anno dopo la morte dei miei nonni materni: prima mio nonno nel 2008 e poi mia nonna nel 2009. La mancanza improvvisa di due figure molto importanti e alle quali ero molto affezionato, ha creato in me una serie di sentimenti misti a rabbia e dolore, che forse, essendo ancora abbastanza piccolo (13 anni), non avevo la piena gestione della situazione che avevo dentro. Quindi mi sono aggrappato all’unica ancora di salvataggio alla quale potevo affidarmi: la scrittura. Così facendo, ho colmato, per quanto è stato possibile, la loro assenza.

 

B.A.: Che sentimenti vuoi far trasparire dalle tue poesie?

Emanuele Piacentini Paggi: Le poesie vanno da individuo ad individuo. Ognuno, in una poesia, ci vede e percepisce sentimenti differenti dagli altri. Per questo non voglio imporre i miei sentimenti, che ho provato nel momento in cui le ho scritte. Ciò che vorrei invece che i miei lettori provassero quando leggono qualcosa di mio, è l’entusiasmo con il quale io l’ho scritto.

 

B.A.: Hai dei poeti a cui ti ispiri per comporre le tue poesie?

Emanuele Piacentini Paggi: Quando scrivo qualcosa, faccio principalemente affidamento a me stesso, altrimenti rischierei di copiare poesie altrui. Ci sono però dei poeti ai quali volgo la mia più assoluta ammirazione e che mi fanno aumentare la voglia di scrivere in poesia. Come ad esempio Alda Merini. Per me è una figura importantissima e si sa, è stata la più grande Poetessa del novecento. Su questo non abbiamo dubbi.

 

B.A.: Hai dei progetti che vorresti anticiparci?

Emanuele Piacentini Paggi: Non nascondo di avere molte poesie nel cassetto e non so se le pubblicherò. Ma ti voglio anticipare che sto lavorando ad un romanzo.

 

B.A.: Grazie per il tempo che mi hai dedicato per questa intervista.  Per concludere, c’é qualcosa che vorresti dire ai tuoi lettori?

Emanuele Piacentini Paggi: L’attore deve tutto ai suoi spettatori e io devo tutto ai miei lettori. Un grazie infinito di cuore!

 

Written by Bernadette Amante

 

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