27 gennaio: Giornata della Memoria dedicata ad Anna Frank

27 gennaio: Giornata della Memoria dedicata ad Anna Frank

gen 27, 2014

 “Venerdì 12 giugno ero già sveglia alle sei: si capisce, era il mio compleanno! Ma alle sei non mi era consentito d’alzarmi, e così dovetti frenare la mia curiosità fino alle sei e tre quarti. Allora non potei più tenermi e andai in camera da pranzo, dove Moortje, il gatto, mi diede il benvenuto strusciandomi addosso la testolina”. (Il diario di Anna Frank)

Si celebra oggi, 27 gennaio, la Giornata della Memoria; una giornata speciale, dedicata al ricordo della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico. In particolare, si ricorda la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945, ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.

Le iniziative dedicate a questo giorno sono molteplici, e si accompagnano alle tante letture a testimonianza del periodo delle persecuzioni razziali e alle storie che molte delle persone coinvolte hanno raccontato in seguito. Buona parte di questi libri derivano da esperienze realmente vissute e, primo fra tutti, possiamo citare “Il diario” di Anna Frank.

Quest’opera consiste in una raccolta di memorie di una ragazzina tedesca di origine ebraica, nata a Francoforte nel 1929, che è emigrata in Olanda assieme alla sua famiglia a causa delle persecuzioni razziali e che ha vissuto con i suoi parenti e altre persone, nascosta in un alloggio segreto ad Amsterdam. Insieme con i Frank, in quella soffitta hanno abitato anche la famiglia Van Daan e il Dottor Dussel.

Probabilmente in seguito ad una soffiata, dopo due anni di vita segregata, sono stati scoperti dalle SS e rinchiusi nel campo di concentramento di Bergen Belsen, nel quale Anna ha trovato la morte a soli 16 anni. La vicenda inizia il 12 giugno 1942, il giorno del compleanno di Anna, quando le viene regalato il diario. La ragazzina ha 13 anni.

Il padre fa il banchiere, la sua è una famiglia agiata. Anna scrive quotidianamente della difficile convivenza, poiché il gruppo è costretto a rimanere nascosto e segregato in locali piccoli e freddi. L’esperienza è molto dura, specialmente per i tre ragazzi della compagnia: Anna, la sorella Margot e Peter, il figlio dei signori Van Daan. Nei due anni di prigionia Anna racconta le sue speranze, le sue gioie e i suoi dolori. È un diario epistolare, in cui la piccola scrive delle lettere ad un’amica immaginaria che chiama Kitty.

Molto spesso parla di fatti banali, come le discussioni che avvengono per il cibo, l’utilizzo del bagno e le insofferenze che nascono fra persone costrette a vivere a stretto contatto e senza una privacy. Anna è saggia: sembra avere un’anima matura in un corpo di bambina. E con Peter vivrà anche una prima esperienza di innamoramento.

Il padre di Anna, Otto Frank, è l’unico a salvarsi e a fare ritorno dai campi di concentramento. Egli trova il diario della figlia, e per lui è una rivelazione sapere che Anna aveva pensato di pubblicare un libro sul periodo trascorso nell’alloggio segreto. Inizialmente l’uomo esita, ma alla fine decide di esaudire il desiderio della figlia. Il diario di Anna Frank viene pubblicato in Olanda il 25 giugno 1947 con il titolo “Het Achterhuis” (L’Alloggio segreto).

Riceve solo recensioni positive. È un libro che aiuta a riacquistare un po’ di fiducia nell’umanità e ci insegna quanto pungenti possano essere le osservazioni e i giudizi di un bambino. È un testo puro, toccante, che ci pone a conoscenza delle atrocità della storia. I sogni di Anna, ragazzina morta di stenti a soli 16 anni, sono stati calpestati, spazzati via, infranti. A lei, come a milioni di persone, va la sola colpa di essere stati ebrei.

Ormai il diario di Anna Frank è diventato un classico della letteratura. Prima di tutto rappresenta la testimonianza di un passaggio tra infanzia e adolescenza; tra l’innocenza dell’universo del bambino, in cui il male non esiste, e il mondo dilatato dell’adulto.

Chi mai avrebbe detto che, semplici riflessioni di una tredicenne, avrebbero scandagliato l’immaginario filmico e letterario per decadi a venire? Dovremmo leggere tutti il diario di Anna Frank. Per comprendere. E per non dimenticare.

 

Written by Cristina Biolcati

 

2 comments

  1. Ogni volta che sento parlare di Anna Frank non riesco a trattenere le lacrime.
    Ora a 68 anni,come a 14,quando mia madre mi regalò il libro per il mio compleanno e a 16 anni, quando vidi per la prima volta il bellissimo film.
    Ringrazio la mia famiglia,cristiana atea,che mi ha sempre parlato dell’orrore dell’Olicausto testimoniando le loro parole con testi e documentari storici.

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