“Rivoluzione al Sole Vol.1” di Esma: dieci canzoni eterogenee dove si sentono (r)umori ruvidi

“Rivoluzione al Sole Vol.1” di Esma: dieci canzoni eterogenee dove si sentono (r)umori ruvidi

Gen 13, 2014

Ogni rivoluzione ciclicamente ha bisogno di tempo per crescere  per poi esplodere alla luce del sole. Solo colui che riesce a rimettersi in gioco prima o poi raggiungerà l’obiettivo prefissato.

 

Sono trascorsi già dieci anni dall’uscita di “Logiche Parallele, piccola gemma di rock alternativo cantato in italiano unito ad influenze statunitensi pervase di un nu metal in stile Deftones, periodo “White Pony”, con divagazioni post grunge ed un largo uso di tastiere ed effetti a fare da cornice con qualche accenno di elettronica.

Il gruppo che lo pubblicò si chiamava Moog ed avevano tutte le carte in regola (compresa la distribuzione del disco da parte del colosso discografico Emi) per affermarsi nel panorama italiano ma poi non se ne seppe più nulla nonostante la crescente attesa ed i buoni riscontri di critica ed i continui passaggi radiofonici dei singoli Blu e Svestiti come.

Enrico Esma, che dei Moog  era il cantante e chitarrista, trascorso svariato tempo da quell’esperienza si affaccia sul mercato discografico odierno con un nuovo progetto che porta il suo cognome come marchio di fabbrica.

L’artista torinese dopo essersi fatto notare vincendo concorsi a livello nazionale tra cui l’Italia Wave Festival ed avendo aperto i concerti per artisti del calibro dei Verdena e Le Luci Della Centrale Elettrica compone il  suo primo album “Rivoluzione al Sole// Vol.1” accompagnato da nuovi musicisti.

Partendo dalle basi solide della passata esperienza guarda  al presente e da vita a dieci canzoni eterogenee dove si sentono (r)umori ruvidi che attingono dal  grunge,  s’immerge nel rock alternativo e  abbraccia intuizioni cantautorali.

Le diverse anime del disco convivono tra forti contrasti  dove si evidenziano i toni forti di My Sweet Galera e Anestesia, passando per l’acid rock con sconfinamenti  “battistiani” di Dente di Drago all’azzeccato ritornello di Resto Abile; Vanessa è una ballata dall’andamento incerto e la quasi “verdeniana” Universo ha un inaspettato finale blueseggiante.

La voce profonda ed intensa rende bene il concetto di (in)sofferenza presente in diversi brani che lascia spesso spazio alla voglia di speranza e positività che pervade in testi come Cambia il Mondo e Come un Stella. In fondo il passato è polvere, il futuro non c’è e non spaventa l’anima(Faraon).

 

 Formazione

Enrico Esma (chitarre, voci, piano)

Davide Mitrione (chitarra e cori)

Federico Debandi (basso e synths)

Jacopo Angeleri (batteria e cori)

 

 Written Emiliano Cocco

 

 

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