Primavera 2014: Frida Kahlo in mostra alle scuderie del Quirinale di Roma, dal 20 marzo al 13 luglio

Primavera 2014: Frida Kahlo in mostra alle scuderie del Quirinale di Roma, dal 20 marzo al 13 luglio

Gen 9, 2014

Dal 20 marzo al 13 luglio 2014 le Scuderie del Quirinale a Roma apriranno la stagione primaverile con una mostra dedicata alla pittrice messicana Frida Kahlo (1907/ 1954).

 

Un’anticipazione che speriamo sia gradita a tutti i nostri lettori appassionati di arte. La progettazione è affidata alla cura di Helga Prignitz- Poda, accreditata specialista dell’opera della Kahlo. Devo essere sincera che non sapevo molto di questa donna che negli ultimi anni è stata celebrata ed osannata, fino a diventare una sorta di mito contemporaneo. Icona della cultura messicana e punto di riferimento del movimento femminista, il cui fascino artistico e biografico è rimasto immutato.

I suoi dipinti non raccontano solo la sua vita, bensì si fondono con la storia e lo spirito del mondo a lei contemporaneo, portando alla luce le trasformazioni sociali e culturali che hanno preceduto la Rivoluzione messicana. La pittrice ha saputo rivoluzionare la tradizione, esprimere l’anima artistica del Messico e fare del dolore un’ arte di vita.

Mi ha sempre affascinato la sua figura fortemente carismatica. Le ho riconosciuto un grande coraggio nello scegliere di esporre i difetti, soprattutto perché Frida Kahlo, ritraeva prevalentemente se stessa. Un incidente avvenuto nel 1925, a soli 17 anni, su un autobus di linea scontratosi con un tram, la costringerà a letto per moltissimo tempo. Frida, sola con se stessa, si avvicina così alla pittura e, tramite uno specchio montato sopra ad un letto a baldacchino, diventa la maggior modella di se stessa.

Chi non è rimasto folgorato dai suoi ritratti, nonostante presentasse una visibile peluria sul labbro superiore e le due sopracciglia unite? Uno spirito estremamente creativo, il suo, anche nei campi della moda e del design. A Roma potremo ammirare opere provenienti dalle collezioni d’arte più importanti al mondo, dal Messico agli Stati Uniti, passando per l’Europa.

Presenti anche gli scatti che il famoso fotografo Nickolas Muray realizzò negli anni Quaranta, fondamentali per capire appieno la personalità di questa donna. Autoritratti e quadri dai colori carichi contraddistinguono la sua pittura. Esprimono l’energia vitale di un paese come il Messico, una sorta di “Viva la Vida” continuo, che poi è stato anche il suo ultimo grido prima di morire, nel 1954. Nella realizzazione della sua ultima opera non dipinse più se stessa, bensì dei bei frutti succosi.

Frida aveva una visione personalissima sui fatti della storia del suo popolo e sull’arte. Ha creato un linguaggio pittorico “nuovo”, mai troppo lontano da sé, totalmente basato sulla realtà. Prediligeva tele di piccole dimensioni, che dipingeva con dovizia di particolari, degna erede dei pittori fiamminghi. Personalità esuberante, quella di Frida, che sposò il celebre pittore messicano Diego Rivera, e fu amante, moglie e artista.

Delusa dai continui tradimenti di lui, che arrivò ad intrecciare addirittura una relazione con sua sorella, Cristina Kahlo, Frida lo ripagò con la stessa moneta, arrivando ad avere anche esperienze “saffiche”, lungamente discusse. I coniugi furono amanti, coppia, attivisti e artisti, e hanno ispirato una generazione di cambiamento nel Messico moderno. All’età di sei anni, la Kahlo dovette fare i conti con la poliomelite, che le danneggiò gravemente l’utilizzo di una gamba e, dopo l’incidente del 1925, fu una donna menomata nel fisico, sofferente e piena di difficoltà oggettive.

Pochi anni prima della morte le verrà amputata una gamba, ormai andata in cancrena. La quotidianità le sarà sembrata senza via d’uscita, ed ecco quindi che piante, fiori, insetti e strumenti, ritratti con fedeltà, diventano feticci, icone sorte a nuova vita. Immortali nel loro genere.

Nei suoi ritratti Frida rinuncia all’idealizzazione di sé e punta sull’amore per il proprio corpo imperfetto, pieno di difetti, “brutto” se vogliamo, ma intensamente vivo. L’anima è riuscita a sopravvivere ad un corpo trafitto e moribondo. I suoi teschi sono pronti a vagare tra i vivi, con il loro sorriso sarcastico.

Attendiamo quindi di poter visitare questa mostra, ed ammirare Frida Kahlo in tutta la sua naturale bellezza. Una donna, il cui unico cruccio fu di non essere diventata madre, a causa di quel corpo inadatto che, in fondo, lei ha sempre esposto come il migliore dei trofei.

 

Written by Cristina Biolcati

 

One comment

  1. massimo /

    A tutti ho mostrato me stessa e presentato quello che gli altri chiamano difetti.Così son io e vi racconto il dolore col colore e senza parole perché il segno che vedi sulla tela è frutto del passato,del mio passato, la mano segue il seme e neppure io conosco la via che la muove.E’ così.Volevo esprimere il mio dentro fuori di me.

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