Scottante intervista a Padre Rosario Ferrara: lo scorso 22 dicembre ha sposato una coppia omossessuale a Napoli

Scottante intervista a Padre Rosario Ferrara: lo scorso 22 dicembre ha sposato una coppia omossessuale a Napoli

Gen 4, 2014

Padre Rosario Ferrara, sacerdote partenopeo della chiesa cattolica Ecumenica, nato il 26 Luglio del 1978 è un ministro di Dio che segue il fruscio del suo mare e i sapori della sua terra, per arrivare lontano, ai limiti della sofferenza.

Recentemente, il 22 Dicembre scorso, nella sede Arci Gay di Napoli, in vico San Geromino, ha dato in matrimonio una coppia cagliaritana, di due donne Jessica e Michela, anticipando i ritmi e i suoni della nuova chiesa cristiana cattolica.

Un matrimonio non riconosciuto dallo Stato Italiano, ma che le due ragazze amano considerare, moralmente vincolante.

Padre Rosario Ferrara ha rilasciato a noi di Oubliette Magazine un’intervista per capire meglio le intenzioni del prete in questa società che ostacola il matrimonio omossessuale. Buona lettura!

G.G.: Chi è Padre Rosario Ferrara?

Padre Rosario Ferrara: Mi piace definirmi “un uomo di Dio” più che di Chiesa. Ho 35 anni e vivo a Quarto, un piccolo paese delle provincia di Napoli.

G.G.: Perché è diventato Sacerdote, ministro di Dio?

Padre Rosario Ferrara: La mia è stata la risposta ad una chiamata avvertita all’età di 6 anni. Fin da piccolo ho frequentato la Parrocchia di fronte casa. Poi man mano, crescendo, ho preso sempre più consapevolezza del progetto cui Dio mi chiamava: la mia consacrazione a Lui… ed eccoci qui!

G.G.: Cosa ti ha spinto e ispirato, verso questa scelta?

Padre Rosario Ferrara: Il forte desiderio di Dio, di annunciarlo al prossimo, di condividerlo, farlo conoscere, far partecipare gli altri a quel fuoco che mi infiamma il cuore, mi da passione per la vita, mi concede occhi che sanno osservare il mondo senza basse tonalità, ma nel pieno dei propri colori e sapori.

G.G.: Appartenere a qualcosa, quindi?

Padre Rosario Ferrara: Appartenere a Dio, perché Lui ti ha scelto, ti ha pensato, ha sognato per te qualcosa, e poter essere partecipe di questa volontà è qualcosa che provo a descrivere, ma difficilmente potrò farlo in toto. Una scelta che ti cambia la vita, ti sposta gli orizzonti, ti incammina su vie che alle volte la prima percezione, è quella dell’evitare, ma poi avverti una forza che ti spinge, che non viene da te, e allora ti butti, procedi a passo spedito, perché sai che in quel momento non sei solo, ma viaggi con Qualcuno che certamente ti da sicurezza, e incute un coraggio per il quale sei pronto a sfidare il mondo e la sua mentalità.

G.G.: Nato a Napoli nel 1978.  Che cosa rappresenta per te questa città?

Padre Rosario Ferrara: Sono nato a Napoli, sì, e me ne vanto. Ho assorbito fin da piccolo la forza e il fascino, il mistero e la bellezza di questa magnifica città. Chi ha la fortuna di nascere e vivere a Napoli, sa bene cosa significhi starci nel quotidiano. Napoli è una palestra di vita: ogni giorno devi inventarti, studiare, capire, essere pronto per cogliere quel dettaglio che solo una città poliedrica e multirazziale, quale ormai è, sa darti. Quando vi scendo è sempre un aprire il cuore al bello e al novum che mi attende. Non è mai percorrere le stesse vie; mai un esserci già stato. Napoli si trasforma, si evolve, matura sempre… è come un uomo che ha sete di novità, viaggia, irrequieto, la cui anima ansima per qualcosa di cui non sa bene cosa sia, ma la cerca…

G.G.: Ma è anche una città molto difficile, con difficoltà di vario genere.

Padre Rosario Ferrara: Certo è anche la città dei mille problemi, ma chi non ne ha? Forse il fascino di Napoli è anche questo: sopravvivere nonostante i problemi. Trovare soluzioni alternative normali a certe logiche, perché l’anima di quest’ adorata città sorvola la testa di ognuno, permeando il cuore di chi la ama e rendendo i napoletani “parte del sole e del mare” che abbelliscono e tornano a far splendere le pinne dell’adorata sirena partenope.

G.G.: Qual è il buono e il cattivo di Napoli?

Padre Rosario Ferrara: Purtroppo l’immaginario collettivo presenta Napoli come una città invivibile, sporca, delinquente, caotica. Quale grande metropoli non ha annessi a se i problemi dell’ordine pubblico o sociale?

G.G.: È verissimo, ma?

Padre Rosario Ferrara: Napoli però, a differenza delle altre, sa conviverci. Il popolo napoletano non si lamenta, sopporta, si adatta. È un popolo poliedrico, innovatore, che dai suoi problemi sa far nascere soluzioni e stili di vita alternativi. Ma c’è da sottolineare, e lo faccio con forza, che la nostra città è stata vittima di soprusi. Violentata, venduta, ceduta per soldi da uomini incoerenti e incoscienti. Un tempo eravamo la capitale di un Regno, un punto di riferimento. Si guardava a Napoli con ammirazione. Oggi purtroppo Napoli e la sua provincia sono nella cronaca perché i politici hanno taciuto, collusi con la camorra, per renderla terra dei veleni. Sono sicuro che come Città e Popolo sapremo anche questa volta uscirne a testa alta, perché come dice un detto partenopeo: “ O napulitan sj fa sicc, ma nu mor”.

G.G.: Crede nel popolo napoletano?

Padre Rosario Ferrara: Nelle mie vene scorre sangue partenopeo. Mia madre è di Piazza Dante ed io mi sento napoletano al 100%. Parte della mia personalità è uguale a questa città: tenace, coraggiosa, robusta, eclettica, versatile nel sapersi adattare a tutte le situazioni della vita. Il popolo napoletano, come la storia racconta, è un popolo che non si è mai arreso, ma la speranza alimenta il quotidiano, permea il domani, si respirerà ancora nell’ieri passato. Siamo carne e speranza, sangue e forza, carattere impastato di mare e sole. Credo tanto nel popolo napoletano. Un popolo all’avanguardia, aperto, di cuore grande, generoso, ospitale, sincero. Se a un napoletano gli entri nel cuore, stai pur certo che quella sarà una nuova casa per te.  è anche un popolo furbo, scaltro, che sa riconoscere la falsità e la presa per i fondelli. Il napoletano non te lo fai, non te lo raggiri. Non perché sta sulle sue, ma perché ha imparato dalla storia a non fidarsi subito. La bontà e la lealtà non vanno scambiati con la superficialità e la creduloneria. Si dice qui: “ Buon si, ma fess no!”

G.G.: Recentemente ha officiato presso la Chiesa Cattolica Ecumenica, riconosciuta dallo Stato Italiano che approva i doveri coniugali tra persone dello stesso sesso, un matrimonio tra due donne sarde, Jessica e Michela. È un primo passo, da parte della chiesa verso la totale accettazione e ammissione dei matrimoni omosessuali?

Padre Rosario Ferrara: La realtà ecclesiale a cui appartengo non vieta nessuna forma d’amore. Anzi, incoraggia l’amore in ogni sua forma.  Il matrimonio Canonicamente Valido, celebrato il 22 dicembre scorso, non intende ne essere una provocazione, né altro, ma solo e soltanto ciò che normalmente dovrebbe verificarsi. Inoltre la procreazione non è fine al matrimonio né viceversa, è natura, come è naturale amarsi e scegliere liberamente chi amare. L’amore non è razionale: non si scegli chi amare o far innamorare. In fondo anche l’amore di Cristo verso gli ultimi e gli emarginati era visto sbagliato da una super-classe aristocratica – religiosa che voleva tutelare i loro privilegi di potere, prestigio e denaro. Leggo tanto odio in molti pensieri… alle volte indottrinato, e questo mi spaventa! Condanniamo i kamikaze, ma poi spesso lo siamo anche noi, quando pestiamo o denigriamo chi lotta solo per veder riconosciuto un diritto che di, se gli dovrebbe essere semplicemente concesso.

G.G.: La chiesa, quindi, è pronta oppure no?

Padre Rosario Ferrara: La chiesa di Roma ha paura. Ha paura di andare contro una tradizione bigotta, che classifica l’amore in base al pensiero umano. Invece di attuare il Vangelo, si preoccupa di ciò che possano pensare gli uomini. Sa il vero problema qual è? Che per anni hanno “addomesticato” persone anziché educarle a pensare come Dio. E oggi sono vittime di quelle stesse dottrine che sacrificano l’uomo alla Legge vecchia, anziché aprirlo al cuore nuovo di Dio. Con questo non dico che tutto è lecito, ma dove c’è amore non può MAI esserci peccato.

G.G.: Crede nell’amore gay?

Padre Rosario Ferrara: Credo nell’AMORE. Non amo etichettarlo secondo di chi lo vive. L’amore è sempre amore. Viene da Dio. Siamo amati per amare e vivremo un giorno nell’amore che abbiamo dato. Parlo da credente ovviamente. Il bello di questo sentimento è che nasce improvvisamente. Non è razionale, non si può scegliere di chi innamorarsi, sarebbe bello. Il cuore cerca, punta, sceglie, si adatta. Ecco l’Amore. Impossibile definirlo o catalogarlo. Nell’amore non c’è ragione, logica, scalette o copioni già definiti… ogni storia d’amore differisce dall’altra. Appunto perché è dono, e Dio dona diversamente ma a tutti. Il vero peccato che si dovrebbe condannare è il non poter amare. Il vero atto contro natura è questo: chiudersi all’amore, vincolarlo, adattarlo, colorarlo, classificarlo, impedirlo.

G.G.: Qual è il suo augurio, per i giovani e per chi non ama nascondere, il vero amore?

Padre Rosario Ferrara: Credo nell’Amore e auguro a tutti di poter fare della propria vita la più bella storia d’amore.

 Written by Giuseppe Giulio

4 comments

  1. SALVO /

    QUESTO E’ STATO SCOMUNICATO LUI E LA SUA SETTA DAL PAPA 2 ANNI FA.

  2. FRANCESCO /

    LO HANNO CACCIATO ANCHE DAL SEMINARIO PERCHE’ PERSONA IMMORALE.

  3. carranna /

    chiariamo che questa persona non ha nulla a che fare con la chiesa cattolica e il “matrimonio” da lui celebrato non ha nessun valore legale

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