“Apnea notturna”, un cortometraggio ispirato al romanzo omonimo di Michele Lorefice

“Apnea notturna”, un cortometraggio ispirato al romanzo omonimo di Michele Lorefice

Nov 24, 2013

“Non c’è in natura una passione più diabolicamente impaziente di quella di colui che, tremando sull’orlo di un precipizio, medita di gettarvisi.” Edgar Allan Poe

Apnea notturna”, realizzato dallo studio di video produzioni “Illusion Group”, è un suggestivo scorcio nella storia dell’omonimo romanzo di Michele Lorefice edito da Erga.

Un giovane uomo si muove in una dimensione distorta ed alterata della realtà. Il suo quotidiano viaggio nella quotidianità inizia nello spazio dell’incubo: una notte eterna vista da uno strapiombo.

Il montaggio essenziale, supportato da una musica delicata e suggestiva, fa identificare lo spettatore nel protagonista, insicuro e stupito.

La problematica coesistenza tra reale e metafisico si manifesta violentemente in questi fotogrammi: mentre intorno ad un giovane assorto nella contemplazione del surreale che cerca di non aggrapparsi alle sue vane convinzioni – troppo spesso simili a convenzioni – gli altri si palesano come manichini privi di coscienza, nello spettatore si insinua logorante il sospetto che l’ essere non coincida con la sua manifestazione.

Siamo noi dei manichini privi di volontà messi al ludibrio degli altri o sono piuttosto gli altri dei manichini che, incapaci di separare la vita dal sogno, trasformano tutto in un allucinante incubo?

Se è vero che la logica del mondo moderno è quella di demolire l’individuo – e la sua unicità – nel vuoto di una collettività esasperante che di fatto finisce per negare se stessa, è anche vero che l’unico mezzo concesso ai coraggiosi con ancora una profonda volontà di vivere è quello di sfidare le più oscure tenebre per arrivare al mattino più luminoso e quindi, nonostante le insicurezze e le paure, quello di gettarsi dal precipizio delle frustrazioni penetrando tra le nubi spesse e ostacolanti fino a raggiungere la realtà-verità che aspetta, oltre.

 

Written by Irene Gianeselli

 

 

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