È morta la scrittrice britannica Doris Lessing: non amava l’idea di essere considerata un’autrice femminista

È morta la scrittrice britannica Doris Lessing: non amava l’idea di essere considerata un’autrice femminista

Nov 18, 2013

È morta nella sera del 17 novembre la scrittrice britannica Doris May Tayler famosa con il nome di Doris Lessing, premio nobel per la letteratura nel 2007  con la seguente motivazione: “cantrice dell’esperienza femminile che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa“. Al momento della morte aveva 94 anni.

Doris Lessing nasce in Iran, a Kermanshah il 22 ottobre del 1919. Le sue opere sono comunemente divise in tre periodi: Il comunismo (1944-1956) quando scrive radicalmente su temi sociali, Il tema psicologico (1956-1969) ed il Sufismo che viene esplorato nella serie di Canopus. Dopo i temi sufi, Doris Lessing ha lavorato in tutte e tre le aree.

Diretta, ribelle, impaziente, indipendente, appassionata, irascibile, anticonformista. Una scrittura di fuoco. Mai ferma, mai arresa. Negli ultimi anni aveva bersagliato il presidente americano George W. Bush che definiva “una calamità mondiale“, ma se la prendeva anche con l’immagine della donna moderna (“sfacciata, ma anche bigotta”).

Sosteneva che gli uomini non riuscissero più a tenere testa alle donne: “Dovrebbero ricominciare a farlo, essere all’altezza“, disse nel 2001 al festival del libro di Edinburgo. Non aveva paura di creare scompiglio. Come quando definì l’attacco terroristico dell’11 settembre in America “non così terribile“.

Il suo romanzo “Il taccuino d’oro”  è considerato un classico della letteratura femminista da molti studiosi, ma stranamente non dall’autrice stessa. Il romanzo è la storia della scrittrice Anna Wulf, i quattro quaderni in cui registra gli eventi della sua vita, e il suo tentativo di legarli tutti insieme in un quinto taccuino color oro.

Il libro alterna segmenti di un racconto apparentemente realistico della vita di Molly e Anna, dei loro figli, degli ex-mariti e amanti, intitolato “Donne libere“, con estratti dai quattro quaderni di Anna, di colore nero (con le esperienze di Anna nella Rhodesia Meridionale, prima e durante la seconda guerra mondiale, che ha ispirato il suo romanzo best-seller), rosso (della sua esperienza come membro del Partito Comunista), giallo (un romanzo che è in corso di scrivere basato sulla fine dolorosa della storia d’amore di Anna), e blu (diario personale dove Anna registra i suoi ricordi, i sogni, e la vita emotiva).

Ogni taccuino compare quattro volte, intervallate da episodi da “Donne libere”, creando così sezioni sezioni non cronologiche e sovrapposte che interagiscono tra loro. Questo stile postmoderno è tra le caratteristiche più famose del libro, anche se Lessing ha insistito che i lettori e recensori debbano prestare attenzione ai temi seri del romanzo.

Il romanzo la fece entrare nella cerchia dei possibili canditati al Premio Nobel, ma i suoi successivi romanzi di fantascienza la screditarono e fu eliminata dalla cerchia dei possibili vincitori.

Doris Lessing non amava l’idea di essere considerata un’autrice femminista, era qualcosa di più che una sola scrittrice per donne, era una scrittrice. Infatti  quando il 25 luglio 1982 il New York Times le chiese perché, rispose:

Quello che le femministe vogliono da me è qualcosa che loro non hanno preso in considerazione perché proviene dalla religione. Vogliono che sia loro testimone. Quello che veramente vorrebbero che io dicessi è “Sorelle, starò al vostro fianco nella lotta per il giorno in cui quegli uomini bestiali non ci saranno più”. Veramente vogliono che si facciano affermazioni tanto semplificate sugli uomini e sulle donne? In effetti, lo vogliono davvero. Sono arrivata con grande rammarico a questa conclusione.”

Doris Lessing è stata una scrittrice instancabile, infatti sono numerose le sue opere pubblicate dal 1950 al 2008. E numerosi sono anche i premi vinti tra cui voglio ricordare con grande orgoglio il Premio internazionale “Mondello Città di Palermo” vinto nel 1987.

Da un suo romanzo è stato tratto il film “Two Mothers” regia di Anne Fontaine del 2013.

 

Written by Rosario Tomarchio

 

 

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