Maria Jole Serreli: l’inno alla vita e le sue forme sinuose e stilizzate

Sabato 10 novembre 2013, presso una sala dell’Hotel Regina Margherita a Cagliari, si è tenuta l’inaugurazione della mostra personale dell’artista Maria Jole SerreliDalla Terra i Primordi nell’Acqua la Gioia.

Una mostra impreziosita dalla volontà dell’accostamento della degustazione del vino Velludu della Cantina Su Cuppoi. Un vino che si è fatto subito amare dai presenti anche grazie alla curata degustazione guidata del sommelier Roberto Pisano.

Guardare il vino all’interno del bicchiere, considerarne il colore porpora in controluce, assistere alla sua corposità durante una cauta oscillazione, degustarne gli aromi ed assaporarlo pian piano.

Un boccone di coppa ed ancora vino, un morso di pecorino ed ancora vino Velludu.

Si è concretizzata nella sala una sorta di magia, pochi tra i presenti erano sommelier ma in tutti era presente l’interesse per le parole di Roberto Pisano che con grande passione eccelleva in excursus sulla storia del vino.

Intanto la curiosità sulla mostra dell’artista saliva di intensità, forse per il vino forse per la bella compagnia. Verso le 20:00 Fabio Costantino Macis è intervenuto per presentare l’artista e di lì a breve la sala della mostra gongolava di occhi estasiati.

Statue femminee, tele ingioiellate di colori ed una seggiola di legno che regge una colonia di fili rossi intrecciati fra loro e tesi verso il pavimento. Dei fogli ingialliti fittamente trascritti da una mano esperta e bisognosa di espressione. Un diarietto esposto e celato dalla coagulazione dei fili di lana rossa.

Ed ancora sculture che fluidamente si componevano, con il collo proteso verso l’alto, con gli arti dalle pose morbide ed intimamente coinvolgenti.

Ed ancora visioni di tinte accese ognuna delle quali segnava un discorso, un passo oltre ciò che metaforizza l’oscurità dell’animo.

L’attenzione nuovamente sulla sedia. L’attrice Noemi Medas, vestita di bianco, si dirige verso la sedia, Maria Jole Serreli l’aspettava con un gomitolo di lana. Davanti agli spettatori una performance esclusiva, un’immobile danza atta a simboleggiare l’imprigionamento della donna durante i secoli.

La commozione quando entra in scena  il neo deux ex machina, un bambino con in mano delle forbici. Una performance realizzata come inno alla rinascita, alla gioia, alla purezza del bambino che squarcia ogni filo, ogni chiusura sociale e culturale, ogni barriera che ostacola un collettivo abbraccio mondiale.

Maria Jole Serreli ringrazia per l’attenzione ed invita al ricco buffet imbandito nella sala adiacente.

 

Written by Alessia Mocci

 

Photo 2° 3° e 4° by Fabio Costantino Macis

 

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