Intervista di Pietro De Bonis a Daren Wood ed al suo “Babyl – Il Libro d’Oro”

Intervista di Pietro De Bonis a Daren Wood ed al suo “Babyl – Il Libro d’Oro”

Nov 13, 2013

Daren Wood è nato a Roma 35 anni fa, ha frequentato il liceo classico e laureato in ingegneria. Da circa dieci anni svolge la professione e nel tempo libero coltiva le sue principali passioni attuali: scrivere e viaggiare. “Attuali” perché nella vita ne ha avuto tante e si sono spesso alternate.

Se lo aveste incontrato qualche anno fa, per esempio, non avreste trovato uno scrittore in erba, ma un appassionato di musica che trascorreva i pomeriggi a comporre brani musicali. Poi coltiva la passione per il cinema che perdura dai tempi dell’infanzia, quella per gli animali, per le scienze, insomma la lista è lunga.

Il desiderio di scrivere nasce per caso nel settembre del 2006. Non si considera ancora uno scrittore a tutti gli effetti, ma un inventore di storie. Ha deciso di utilizzare uno pseudonimo per una questione di riservatezza, il nome Daren Wood è un omaggio al film Ed Wood di Tim Burton, uno dei suoi preferiti. Spazia dal fantasy alla fantascienza, dall’horror al romanzo storico, ma l’avventura è l’elemento chiave di tutte le storie che racconta e i suoi protagonisti sono generalmente bambini o ragazzi.

Babyl – Il Libro d’Oro” è il primo capitolo di una trilogia epic-fantasy, è auto-pubblicato e distribuito gratuitamente in formato e-book. Benché sia il primo libro che ha deciso di pubblicare, non è il primo che ha scritto in assoluto, ma il terzo. Infatti, quando gli venne l’ispirazione, stava lavorando da tempo a un’altra saga, ma ha scelto di esordire con “Babyl” perché ritiene l’opera più adatta ad “incuriosire” il pubblico. Attualmente sta portando avanti in parallelo le due saghe e lavorando alla realizzazione di altri due romanzi autoconclusivi. Impegni permettendo, spera prima possibile di “regalare” ai suoi lettori “Babyl – Le Sette Spade”, il seguito di “Babyl – Il Libro d’Oro”.

Mille anni fa nella terra di Anthesia l’umanità era schiava di Darthanos, un demone malvagio che traeva i suoi poteri dal Libro d’Oro, il depositario senza tempo dei segreti delle Arti Sacre (la Spada e la Magia). Un giorno un ragazzo di nome Leto rubò il manoscritto e guidò il suo popolo alla rivolta: Darthanos fu sconfitto, i suoi eserciti respinti oltre i confini di Anthesia e lo spirito del demone rimase intrappolato nel libro. Le Arti Sacre furono tramandate di generazione in generazione a un gruppo ristretto di eletti chiamati Sir che regnarono a lungo in Anthesia, ma la pace non durò altrettanto: attraverso le pagine del libro, il demone riuscì col tempo ad avvelenare le loro menti e l’umanità precipitò nel caos…”

 

P.D.B.: Ciao Daren! “Babyl – Il Libro d’Oro” è il primo capitolo di una trilogia epic-fantasy, perché la scelta di un’auto-pubblicazione? Scarsa fiducia nelle case editrici di oggi?

Daren Wood: Ciao Pietro e grazie per avermi concesso questo spazio. È vero, ho scelto di auto-pubblicarmi dopo aver ricevuto l’ennesima proposta editoriale insoddisfacente. Premetto che sono entrato a far parte di questo mondo da pochissimo tempo e che fino a quel momento ignoravo del tutto le complesse dinamiche che portano alla pubblicazione di un libro. Ignoravo anche l’esistenza delle cosiddette case editrici a pagamento e di tutte quelle persone senza scrupoli che si nutrono dei sogni della gente come me. E così, un bel giorno ho deciso di “regalare” il mio libro ai lettori, perché in fondo a me non era costato nulla scriverlo. La scelta apparentemente folle alla fine si è rivelata vincente perché Il Libro d’Oro è stato scaricato da moltissimi lettori, forse semplici curiosi, e viaggia ormai intorno ai duemila download in soli due mesi. Non so se involontariamente ho iniziato una piccola battaglia, e non sarei neppure l’unico, ma sono certo che, se tutti gli scrittori esordienti una mattina decidessero di auto-pubblicarsi e di distribuire le proprie opere gratuitamente, le case editrici a pagamento cesserebbero di esistere e tutte le altre dovrebbero cambiare radicalmente strategia, andando loro a scovare gli autori e non viceversa come accade oggi.

 

P.D.B.: Le tue grandi passioni attuali leggo sono scrivere e viaggiare, quanto le due cose sono complementari?

Daren Wood: Chi scrive trasmette emozioni e le emozioni te le regala soltanto la vita. Viaggiare ti aiuta a crescere, ti fa scoprire culture diverse e il confronto con esse a distinguere le cose importanti da quelle prive di valore. Il luogo che è riuscito a darmi di più in questo senso è l’Africa. Girare il mondo mi ha fatto capire che la schiavitù l’abbiamo inventata noi occidentali e che poi però ce la siamo auto-inflitta con la nostra cultura folle che ci porta in ogni momento a desiderare tutto, a rovinarci la vita per il denaro e a essere alla fine degli eterni insoddisfatti. Siamo schiavi degli oggetti che possediamo e dimentichiamo troppo spesso le cose che riescono a renderci felici veramente, che alle volte sono banali, sono vecchie come il mondo e le abbiamo a portata di mano senza rendercene conto. Tornando alla tua domanda, direi che viaggiare stimola la mente e che scrivere la soddisfa.

 

P.D.B.: Secondo te qual è la differenza tra inventa-storie cui ti ritieni e scrittore? Quanto è labile?

Daren Wood: Per la maggior parte degli scrittori la passione di scrivere nasce in piena adolescenza e matura con gli anni. Nel mio caso invece è sbocciata quando ne avevo quasi trenta. Prima di allora coltivavo altre passioni, su tutte la musica, e all’epoca scrivere era addirittura più un peso che un divertimento. La fantasia e la creatività però le ho sempre avute e forse dovevo soltanto trovare il veicolo giusto per dare sfogo a questa parte di me. Non nego che fatico ancora a considerarmi uno scrittore vero e proprio, ma soprattutto per una questione di rispetto nei confronti di chi fa questo mestiere da molti anni e che ha tanta più esperienza di me. Oggi mi sento come un bambino che ha appena cominciato a camminare e che non vede l’ora d’imparare a correre.

 

P.D.B.: Ma ora parliamo del tuo libro, “Babyl – Il Libro d’Oro”, più fatica o divertimento nel metterlo iscritto? La storia è nata subito o si è sviluppata man mano che scrivevi?

Daren Wood: Divertimento nel metterlo per iscritto e fatica nel correggerlo. Non sono un amante dell’editing, ma lo ritengo indispensabile. L’unica cosa negativa di questo hobby o mestiere è che viene sempre prima il piacere e poi il dovere. La saga di Babyl nacque per caso nel dicembre 2009 e a quei tempi sconvolse totalmente i miei progetti di scrittore alle prime armi. Stavo lavorando infatti a un’altra saga, una tetralogia che ruotava attorno ai misteri dell’archeologia, e avevo già scritto i primi due romanzi. Poi una notte feci un sogno strano e avventuroso e la mattina dopo avevo nella testa una nuova trama da sviluppare, un fantasy classico, un genere che mai avevo neppure sfiorato fino a quel momento. E così, rapito da qualcosa di diverso che era precipitato nei miei pensieri come una meteora, accantonai temporaneamente i primi lavori letterari e mi lasciai trasportare dall’ispirazione. Del resto sono un creativo e programmare il domani non è mai stato il mio forte.

 

P.D.B.: C’è un messaggio finale, un insegnamento, in questo primo capitolo? Quanto ti interessa se ti interessa il messaggio alla fine per chi ti legge?

Daren Wood: Nell’intera saga il duello fra Bene e Male non è così semplice e lineare come può sembrare: gli stessi “buoni” hanno i loro peccati e le loro colpe da espiare. Del resto il libro magico, da cui il titolo del romanzo, è proprio la sintesi fra il bene e il male e simboleggia l’indole umana che sa essere generosa e al tempo stesso malvagia. L’eterna antitesi fra le due facce della nostra anima si traduce nello scontro fratricida fra Babyl e Coltrain che è il leitmotiv di tutta la storia. Come i due ragazzi un tempo erano identici fra loro, così tutti noi lo siamo prima che il destino, la fortuna o semplicemente il caso ci spingano sulla strada che percorreremo per il resto della nostra vita. Se la strada sarà buia o piena di luce, il più delle volte non siamo noi a deciderlo. Per riprendere una frase del libro a me tanto cara, “siamo tutti vittime e complici del nostro destino“.

 

P.D.B.: Grazie Daren, mi auguroBabyl – Il Libro d’Oro” possa venir letto da più persone possibili e te diventare uno scrittore o inventa-storie riconosciuto dal grande pubblico! Ci vuoi lasciare con un tuo motto?

Daren Wood: Ti ringrazio ancora e ringrazio tutti quelli che hanno dedicato o che dedicheranno un po’ del loro tempo per leggere i miei libri. A chi ha già letto Il Libro d’Oro e spero si sia appassionato alla saga, dico che il secondo capitolo (Babyl – Le Sette Spade) è quasi pronto, tempo qualche mese. Ricordo inoltre che Il Libro d’Oro è sempre disponibile gratuitamente in formato e-book al sito dell’autore. A questo punto non mi resta che salutarvi e lo faccio con una frase di Christopher McCandless che rispecchia molto il mio modo di essere e di concepire la vita, ricordandovi che “per l’animo avventuroso di un uomo non esiste più nulla di devastante di un futuro certo“. Ciao a tutti!

 

Written by Pietro De Bonis

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