Sweetie: la bambina filippina che ha messo in trappola i pedofili

Sweetie: la bambina filippina che ha messo in trappola i pedofili

Nov 7, 2013

Una bimba filippina di circa 10 anni che, come piccola “Lolita”, così si presenta sul web: “Il mio nome è Sweetie”. Sono subito in migliaia a contattarla, a volerla guardare, a desiderare il suo corpo “acerbo”.

Almeno per questa volta però, il mondo non sembra essere così dannato, perché la bambina non esiste, è virtuale. Possiamo definirla una sorta di “trappola” messa in atto da un’associazione per i diritti umani, volta a stanare pedofili. Si tratta della nuova iniziativa condotta dall’organizzazione olandese di “Terre des hommes”, che ha usato Sweetie come esca per studiare il fenomeno della pedofilia online.

Un esperimento che pone l’attenzione su una nuova forma di sfruttamento minorile ancora poco noto, ma che sta diventando la vera piaga dei nostri giorni: il turismo sessuale minorile tramite webcam. In appena due mesi e mezzo, Sweetie ha purtroppo attirato oltre ventimila persone, mille delle quali identificate mentre colloquiavano in chat.

Le richieste? Sesso. Squallide prestazioni sessuali online. Nelle isole Filippine sono già decine di migliaia i bambini vittime di questo fenomeno, ma non vi è motivo di credere che esso non abbia luogo anche in altri paesi. La natura di queste prestazioni varia in funzione delle richieste dei predatori.

I bambini solitamente posano nudi, mostrano parti intime, si masturbano e praticano sesso con altri, su richiesta dei pedofili che, da un altro paese, sono disposti a pagare. Studi effettuati proprio da “Terre des hommes” mostrano come il “turismo sessuale minorile tramite webcam” sia in grado di devastare la psiche delle vittime in modo analogo ad un abuso fisico.

I bambini coinvolti soffrono di depressione e mancanza di autostima, provano vergogna e hanno sensi di colpa per ciò che fanno, hanno comportamenti autodistruttivi, usano droghe e alcool per rilassarsi e cercare di evadere dai loro problemi. Il numero di bambini sfruttati attraverso le webcam è purtroppo destinato a salire.

Il crescente accesso a Internet a basso costo, nei Paesi in via di sviluppo, renderà sempre più facile questo tipo di sfruttamento. Le registrazioni video delle conversazioni con Sweetie sono state consegnate all’Interpol dall’organizzazione. Il presidente di “Terre des hommes”, Raffaele K. Salinari, afferma: “Quella di oggi è la dimostrazione di come pedofili e sfruttatori di bambini possano agire indisturbati nella rete, ma anche di come sia facile rintracciarli”.

Una petizione circola attualmente in Internet, allo scopo di fare pressione sui governi di tutto il mondo in tema di lotte contro il turismo sessuale minorile tramite webcam. Secondo le Nazioni Unite e l’Fbi, ad ogni ora del giorno ci sono almeno 750.000 pedofili connessi online. E la notizia ancora più sconvolgente è che, nonostante il turismo sessuale minorile tramite webcam sia proibito dalle leggi della maggior parte dei paesi, solo sei pedofili online sono stati messi in prigione per questo crimine.

Tutti gli altri, sono fuori e a piede libero! Non è un problema di mancanza di leggi, bensì del fatto che la polizia non intraprende azioni legali finché le vittime non sporgono denuncia. I bambini, com’è ovvio, non riescono quasi mai a denunciare questo tipo di crimini, poiché solitamente provengono da famiglie molto povere e sono costretti dagli adulti a prostituirsi online.

In questi mesi di indagini, gli operatori sono riusciti ad identificare mille pedofili senza violare i loro computer, ma semplicemente mettendo insieme, usando i social network e Google, gli stralci di informazione che i “clienti” si lasciavano sfuggire durante la chat con la Lolita virtuale.

E subito sono scattate le denunce all’Interpol. Sul sito olandese di “Terre des hommes” è pubblicato il filmato che mostra la “nascita” di Sweetie, un modello computerizzato, studiato per far apparire come reale la bambina di fronte alla webcam. Da una parte lei, la bimba filippina, pronta a lasciarsi andare ad atti sessuali davanti alla telecamera.

Dall’altra, migliaia di orchi. Pedofili connessi da ogni parte del mondo, pronti a pagare per non perdersi la scena. Talmente accecati dalle loro pulsioni da non accorgersi neppure che quella bambina era finta. Una Lolita virtuale che li aveva portati, in realtà, a cadere in trappola.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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