Intervista di Pietro De Bonis a Selene Pascasi ed al suo “Con tre quarti di cuore”

Intervista di Pietro De Bonis a Selene Pascasi ed al suo “Con tre quarti di cuore”

Ott 19, 2013

Selene Pascasi, Avvocato, Giornalista, Scrittrice e Poetessa, da sempre sensibile ai temi sociali, si occupa da anni di questioni legate alla famiglia, teatro di maltrattamenti e violenze. Dal 2007 è firma de Il Sole 24 Ore, con più di 450 pubblicazioni.

Coautrice di un lavoro per l’Accademia Americana di Scienze forensi, e di La Persona Oggetto di Reato (Giappichelli, 2011), nel 2013 vince il concorso indetto da Galassia Arte Editore, e pubblica un suo aforisma ne Il viaggio è nella testa. Così, se da Avvocato, combatte contro le ingiustizie nelle aule giudiziarie, come Giornalista tratta anche delle più attuali problematiche penali, e come Scrittrice pubblica un libro sui crimini contro la persona, come Poetessa lotta usando un foglio di carta ed una penna. Vincitrice del Concorso Internazionale per aforismi “Le più belle frasi di Facebook“, la sua frase sarà pubblicata nell’omonima antologia edita da Galassia Arte (a novembre in libreria).

Le mie poesie, parto inatteso di emozioni, mi sono scivolate via dall’anima nei momenti più bizzarri, svegliandomi di notte, interrompendo un sogno. Le ho sentite bussare nel cuore, come vento. Le ho protette nel mio ventre, nutrendole d’infinite sensazioni. In quei segni, ho rovesciato istanti im­percettibili, lacrime, sorrisi. Con quelle parole incontenibi­li ho litigato, le ho odiate. Poi le ho comprese, amate. Sono nate così le mie poesie, da uno scontro tra lune opposte e parallele, tessute sulla pelle”

Con tre quarti di cuore(Edizioni Galassia Arte, prefazione del noto scrittore e poeta Andrea Cacciavillani), è una raccolta di 47 liriche, dedicata per Tre quarti all’amore, e per Un quarto all’esigenza di affidare alla Poesia, il delicato compito di riaccendere i riflettori sulle ferite che la superficialità e l’anestesia del pensiero, stanno provocando nell’odierna società.

 

P.D.B.: “Con tre quarti di cuore” (Edizioni Galassia Arte) la tua nuova silloge poetica. L’amore nel cuore prende e pretende sempre la fetta più grande?

Selene Pascasi: Assolutamente sì. Con l’amore non si patteggia. Puoi provare ad essere razionale, a riflettere, a studiare la vita come fosse una partita a scacchi, ma poi l’amore mescola le carte e decide per te. E non parlo solo di amore come sentimento verso la persona con cui si ha una relazione, parlo di amore ad ampio spettro. Penso ad un anziano ormai solo che, nella sua dignità, cerca un nostro abbraccio, parlandoci con gli occhi. Penso ad un bimbo che è ancora seme, e chiama la luce. Penso ad un uomo che con dolore, e quasi per dovere, si affanna a nascondere l’universo di dolcezza che gli scorre nelle vene. È in questi casi, che l’amore prende e pretende sempre la fetta più grande, trasportandoci verso quel gesto, verso quella mano tesa, sfrattando all’occorrenza impegni e passioni. Del resto, quel che spesso ci muove l’anima, è il desiderio di amare, più che di essere amati. E riuscire a donare amore in maniera incondizionata, senza pretesa di contropartita, è meraviglioso.

 

P.D.B.:Sarà un istante,/un attimo e parlerai/con l’amore e col dolore/concorderai un futuro da vivere…”, così scrivi in “Accadrà”. Occorre quindi fare accordi con l’amore e con il dolore, entrambe sono entità distinte da noi?

Selene Pascasi: Sì, con l’amore e con il dolore occorre tessere accordi, ma non credo siano entità distinte da noi. L’amore ed il dolore sono complici, nella poesia e nella vita. Complici che ci portiamo dentro, che sono cresciuti, hanno compreso, lottato e sperato assieme a noi. E come buoni complici, chiuderanno il cerchio sulle loro incomprensioni, solo confrontandosi a cuore aperto. Mi piace pensare che sotto la nostra pelle, vivano i ricordi, le emozioni, le sofferenze, cittadini di un sottosuolo esistenziale che unico ci rappresenta. Così che – quando la porta del domani ci consegnerà le chiavi dell’amore – quell’estranea città sarà famiglia e rifugio di chi saprà comprenderci. Come spesso ripeto, solo chi nell’animo ha sempre avuto un po’ di noi, anche prima di incontrarci, può davvero affiancarci in questa eterna lotta/dialogo tra amore e dolore, tanto da fonderne e confonderne le entità.

 

P.D.B.: Prefazione del noto scrittore e poeta Andrea Cacciavillani, il quale afferma che la tua poesia va vissuta col giusto ritmo. Trovare accordi anche qui con un potenziale lettore non è semplice, quanto preservi il feeling con quest’ultimo? Quanto  con l’ego?

Selene Pascasi: Il feeling con il potenziale lettore, nel momento in cui scrivo, lo preservo tanto quanto l’ego. Credo si bilancino inconsapevolmente. E credo anche, che uno scompenso dell’uno in favore dell’altro, finirebbe per assassinare la spontaneità della poesia. Sì, perché se nell’esatto istante in cui la poesia mi scrive dentro, le mie mani stipulassero accordi con il lettore – calcando anche un solo passo verso la sua anima – quei segni neri su carta non sarebbero più frammenti di cuore ed impulso, ma merce in vetrina e progetto. Senso del poetare, che il Cacciavillani – che colgo l’occasione di ringraziare per l’intensa e sincera prefazione – magistralmente esprime quando afferma che la poesia va “vissuta con il giusto ritmo, con una melodia leggera ma abitata da quelle note che non stonano mai perché si comprendono e si adeguano volta per volta all’esistenza”.

 

P.D.B.: “Fiaba e poesia” condanna uno stupro, “Quella vita la chiama/ lei ne sente la forza/ si alza, l’abbraccia,/ e si pettina al sole., dopo aver letto questa poesia mi è giunta addosso una forza femminile mostruosa. Noto che a Quella vita attribuisci solo cose belle, le cose brutte, come uno stupro, a quale vita?

Selene Pascasi: Alla stessa vita. È proprio la mostruosa forza femminile di cui parli, la chiave che consente ad una donna umiliata, maltrattata, stuprata, di rialzarsi, lottare, sperare e vivere ancora. Eventi che sarebbe un errore cancellare, o riporre nella scatola dei brutti ricordi. Così facendo, quella violenza, quelle mani dense sul nostro corpo, e quelle ore di sequestro del cuore, non riusciremo mai a viverle con la coerenza che il nostro futuro esige. È per questo che sono convinta – e la mia professione di avvocato, spesso chiamata a tutelare donne violate, me lo conferma – che l’unico modo per superare episodi tanto dolorosi, è proprio quello di non dimenticare (sarebbe impossibile) ma di guardare al passato con occhi più forti e consapevoli.

 

P.D.B.: La ragazza di prima si pettinava al sole, in “Anime Nude” ti pettini il cuore sciogliendo i nodi dell’anima. Pettinando ti liberi?

Selene Pascasi: Pettinandomi, cuore e capelli, libero i pensieri più profondi, si. È un gesto che mi rassicura, apre spazi a riflessioni, scioglie nodi e perplessità. Come scrivo in Anime Nude, è un attimo meraviglioso, quello in cui, sola con me stessa, “stringo patti con le mie fragilità”, vivendo istanti “nudi di falso e di ipocrisie/nudi di finte allegorie”. Un equilibrio sofferto, dunque, frutto della forza di chi, nella nostra società, ha lo stesso mio coraggio di non indossare maschere, improntando vita, affetti e professione su canoni estranei ad ipocrisia e mediocrità.

 

P.D.B.:  Il dolore finirai per amarlo/ per la forza che avrai/ Col dolore comprenderai/ le nascoste virtù,  la poesia è “Le virtù”. Il dolore l’unico tramite a consegnarci l’integrità?

Selene Pascasi: Il dolore non è l’unico tramite, ma è parte essenziale del gioco della vita. Senza dolore non cresci, non comprendi, non impari a fronteggiare le difficoltà. Con il dolore, a mio parere, ti ci devi scontrare, lo devi saper amare, per poter stringere tra le mani l’essenza di te stesso. In un certo senso, l’integrità è figlia e madre del dolore, anelli di una catena che non possiamo spezzare. Credo che la sofferenza sia una specie di lente, che ci consente di guardare oltre ed attraverso l’anima, di osservarla meglio, a risoluzione più definita, veicolati dalla luce dell’esperienza. E cos’è l’integrità se non il risultato di un equilibrato compromesso tra dolore e vita?

 

P.D.B.:  La purezza che porta ad amare di cui parli nella poesia omonima, giunge dopo questa integrità?  Bisogna saper vedere oltre per amare?

Selene Pascasi: Indubbiamente sì. Bisogna saper leggere con il cuore, prima che con gli occhi. E prima ancora, è necessario ascoltare la propria sensibilità, e farlo con la purezza di un bambino. Purezza che l’amore, quello vero, denso e intenso, porta con sé, sempre e comunque. La purezza, in fondo, è la voce dell’amore. E se amare, a volte è saper entrare in punta di piedi nella vita dell’altro, altre volte, invece, è restarne sull’uscio, ad osservarla senza interferire, rispettando tempi, spazi e sentimenti.

 

P.D.B.:  Grazie di “tutto” cuore per questa intervista Selene, dove possiamo acquistare “Con tre quarti di cuore”? Hai in vista presentazioni?

Selene Pascasi: “Con tre quarti di cuore” si può acquistare sul sito della Galassia Arte, nelle librerie Feltrinelli, e tramite i più noti canali di vendita on line. Quanto a presentazioni ricevo diverse proposte. Per ora, però, l’unico dato certo, è che la prima sarà organizzata in Abruzzo, dal mio editore Andrea Mucciolo, che ringrazio per la fiducia e professionalità. In primavera, ne seguiranno altre. Grazie a te per la disponibilità e per la bellissima intervista!

 

Written by Pietro De Bonis

pietrodebonis.com

 

 

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