Lago Natron in Tanzania: trasforma gli animali in statue di pietra

Lago Natron in Tanzania: trasforma gli animali in statue di pietra

Ott 16, 2013

Nella Tanzania settentrionale, nella Rift Valley africana, a circa 600 metri di altitudine, esiste una distesa d’acqua che riesce a trasformare gli animali in statue di pietra.

Non stiamo parlando di un passo della Divina Commedia, oppure di un luogo che nasce da una visione di Dante Alighieri. Questo lago esiste veramente, ed è conosciuto come “lago della morte”, trasposizione terrena, per alcuni, dello Stige. Il lago Natron, questo il suo vero nome, nasconde in realtà un terribile segreto.

Esso contiene un composto naturale letale per moltissimi animali, che rischiano di restare letteralmente pietrificati: è il carbonato idrato di sodio, conosciuto appunto come Natron. Se non siete un Alcolapia alcalica, cioè un pesce adattato alle condizioni di vita difficili del lago, vi consigliamo di tenervi alla larga da queste acque.

Le temperature possono raggiungere i 60 gradi centigradi, e la sua alcalinità si presenta tra ph 9 e ph 10.5, praticamente simile all’ammoniaca. Si tratta di un ambiente caustico a cui nessun animale può resistere. Il Natron proviene dalla cenere che sgorga dalla Grande Rift Valley che sfocia, a sua volta, nel lago.

Il carbonato di sodio un tempo era utilizzato nel processo della mummificazione egizia, poiché agisce come “conservante”, grazie alle sue proprietà di assorbimento dell’acqua. Le uniche creature che possono sopravvivere nel lago Natron sono una singola specie di pesce, l’Alcolapari latilabris, ed i Cianobatteri, un tipo di alghe blu-verdi.

Queste ultime sono ampie colonie di batteri che contengono un pigmento rosso vivo, e danno al lago un tipico aspetto color ruggine. Oltre a questi batteri, l’unico essere vivente che può sopravvivere presso queste acque è il fenicottero, grazie ad uno strato protettivo corneo su zampe e becco, che non sempre però lo salva.

Non appena gli uccelli ed i pipistrelli toccano le acque del lago Natron, i minerali cominciano a trasformarli in pietra, intrappolandoli per sempre nella posizione assunta negli ultimi istanti di vita. Il fotografo Nick Brandt ha catturato le immagini inquietanti del lago e del suo “cimitero di statue” in un libro intitolato “Across land. “Non ho potuto fare a meno di fotografarli” dichiara.

Nessuno sa per certo come muoiano esattamente, ma sembra che il riflesso della superficie del lago li confonda e, come gli uccelli si schiantano contro le vetrate, così essi precipitano nel lago”. Il fotografo ha raccolto queste creature e le ha collocate in posizioni “viventi”, nel tentativo di rianimarle e farle vivere dopo la morte.

È proprio il caso di affermare che egli ha dato vita ad un macabro esempio di “natura morta”. Morta come la pietra, che nulla ha più a che fare, purtroppo, con la vita.

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

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