“Una vita bizzarra”, il nuovo libro di Elisabetta Villaggio: alla fine quello che rimane è l’amicizia

“Una vita bizzarra”, il nuovo libro di Elisabetta Villaggio: alla fine quello che rimane è l’amicizia

Ott 13, 2013

“Rosa Furlan era arrivata a Roma all’inizio dell’autunno del 1969. Pochi mesi prima l’uomo aveva conquistato la luna e l’aria che si respirava nel mondo era che tutto, o quasi, potesse essere possibile.”

Con queste parole inizia la storia di Rosa nel libro “Una Vita Bizzarra” di Elisabetta Villaggio, edito dalla Città del Sole Edizioni.

È anche l’inizio di un viaggio incantato della piccola Rosa che attraverserà i periodi più intensi della nostra storia degli ultimi decenni. Gli anni ’70, l’impegno politico, gli entusiasmi e le delusioni, la voglia di esserci, tutto raccontato con lo sguardo inedito e appassionato di una ragazzina arrivata a Roma dalle valli del nord ed è questo sguardo, nella sua intimità silenziosa e travolgente, che coinvolge il lettore.

Gli anni delle ribellioni, della politica, dell’amore libero, dei primi viaggi in autostop, del motorino, delle domeniche a piedi, dei film d’autore, della musica, il primo bacio.

Tutto è raccontato attraverso i suoi occhi, come anche le delusioni e le tragedie di ragazzi che, come lei, avevano vissuto l’epoca dell’onnipotenza, del: ”che tutto o quasi  sarebbe stato possibile” e, poi, dell’AIDS, della droga, delle morti, di vite alla deriva, di famiglie distrutte, di miti che lentamente si dissolvevano nel nulla.

Alla fine, quello che rimane è l’amicizia. Rosa incontra Benedetta, sua compagna di banco, lei la figlia del portiere, Benedetta la figlia di uno psichiatra famoso. La narrazione segue un’ellissi che costringe  le due amiche a fare oggi i conti con il passato a ruoli ribaltati. Rosa ce l’ha fatta con la vita, Benedetta no.

 “Una vita bizzarra” è un viaggio nel profondo di una generazione, una storia piena di amore e di amicizia narrata col candore dell’innocenza di una adolescente e la sincerità onesta di una adulta, di quei momenti nei quali ci si deve vedere dentro se stessi, quando si affronta la resa dei conti con la propria vita e ci si rende conto che l’unica cosa da salvare e’ l’amicizia come un’ancora a cui tenersi stretti, per non perdersi.

Rosa, alla fine, farà l’unica cosa possibile: ricostruire dalle incomprensioni e le amare vicissitudini del tempo, una famiglia, inedita, inconsueta, “bizzarra”, ma certamente piena di emozione e affetti a lungo ricercati. Come l’uomo che nel 69 conquistò la Luna, anche Rosa, riesce a conquistare la sua di “luna”, con caparbietà, determinazione, sofferenza ed onestà.

 

Written by Carmine Fornari

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: