“La casa tonda”, libro di Louise Erdrich: un viaggio nella storia e nel presente

“La casa tonda”, libro di Louise Erdrich: un viaggio nella storia e nel presente

Ott 4, 2013

“Nello stesso tempo scoprii, mentre mi alzavo dalla sedia, che ero invecchiato insieme a loro. Ero spezzato e fragile. Avevo perso le scarpe nell’incidente. Camminavo tra loro, inciampando. Mia madre mi prese per mano.”

North Dakota, fine anni ’80, Joe Coutts, un tredicenne residente con la famiglia in una riserva indiana, attende con impazienza le vacanze estive quando un terribile avvenimento frantuma il suo desiderio di spensieratezza. Geraldine, la madre, è rimasta vittima di un orribile stupro da parte di uno sconosciuto rischiando inoltre di essere bruciata viva.

La donna si chiude in sé stessa e tutta la famiglia Coutts, compreso il padre, giudice di professione, vive un periodo così buio da non riuscire ad intravederne la luce. Ma Joe è nel pieno della sua adolescenza e si ritrova a vivere una doppia vita, quella in stallo che vede sua madre sofferente e quella più spensierata in compagnia dei suoi amici. Ma nessuna delle due vite è così semplice, crescere non lo è mai e talvolta si è costretti a divenire adulti prima di quanto si dovrebbe.

La casa tonda” (Feltrinelli, 2013) non è un giallo come tanti portali Internet lo descrivono fuorviando il lettore. È senza dubbio più adeguato definirlo romanzo di formazione dalle tinte gialle. Louise Erdrich (un’indiana Chippewa) ha descritto l’estate di un ragazzo diviso tra il dolore per ciò che è accaduto ai suoi familiari e la voglia di divertirsi e trascorrere giornate liete. Ed è la voce dello stesso protagonista a narrare ogni vicenda, in un modo semplice e forte al tempo stesso.

L’adolescenza non è un periodo così felice per nessuno e tantomeno per un ragazzo che deve combattere con i bianchi che cercano di dettar legge nelle loro riserve dove la vita si svolgerebbe altrimenti in modo molto più semplice. E quest’ultimo è certamente l’aspetto che distingue il romanzo da tanti altri.

Louise Erdrich ci porta all’interno di un modo a lei ben noto fatto di tante questioni ancora irrisolte e di tristi vicende che tante donne di origine indiana si ritrovano a vivere quotidianamente.

Lo fa senza risparmiarsi, scacciando i tanti luoghi comuni impressi nelle menti di coloro che hanno appreso nozioni errate sugli indiani d’America senza conoscere i reali fatti. Ricordando le ingiustizie subite da coloro che si sono appropriati delle terre di chi già le abitava nel tentativo di convertire i “selvaggi” e convincerli ad appoggiare una religione che non apparteneva loro.

E lo fa ancora senza scordare le tradizioni con le quali la scrittrice è cresciuta, tra leggende e storie narrate dagli anziani, dando importanza ai sogni e a tanti elementi della natura che per altre popolazioni non sono così rilevanti.

La casa tonda” è un viaggio nella storia e nel presente, è un tornare bambini e risvegliarsi tra le oscurità dell’età adulta.

È un romanzo che in parte ci riconduce a “Ricordi di un’estate” di Stephen King perché se ne respira la stessa atmosfera ma che in qualche modo risulta ancora più duro ed incisivo.

Ed è senza dubbio uno dei più bei libri degli ultimi anni che in tanti dovrebbero leggere per essere condotti, quasi magicamente, in una profonda riflessione.

 

Written by Rebecca Mais

 

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