Inaugurato in Sardegna il Telescopio più grande d’Europa dopo 12 anni di progettazione

Inaugurato in Sardegna il Telescopio più grande d’Europa dopo 12 anni di progettazione

Ott 3, 2013

È stato inaugurato la mattina del 30 settembre scorso il Sardinie Radio Telescope, ovvero il secondo telescopio più grande al mondo e il primo in Europa.

Dopo 12 anni di progettazione, in una valle di San Basilio, a 40 km da Cagliari, è stato inaugurato il Radiotelescopio Srt. La parabola misura 64 metri di diametro ed è costato 60 milioni di euro. È frutto di un lungo lavoro di ricerca scientifica effettuata in Sardegna, poiché si tratta di uno dei più evoluti e potenti strumenti per lo studio delle emissioni radio provenienti da corpi celesti e per applicazioni di geodinamica e di scienze spaziali.

Si è dichiarato: “L’evento di oggi rappresenta un momento di grande importanza per il paese, e soprattutto per la Sardegna perché certifica quanto la nostra regione sia all’avanguardia nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica, non solo grazie al radiotelescopio, ma grazie ai centri di ricerca, alle università e all’imprenditoria. Grazie a queste eccellenze la Sardegna appare su tutte le graduatorie italiane come l’unica regione in costante miglioramento, in questi campi”.

Taglio del nastro a San Basilio, quindi, per quella che per la scienza in Italia si è certamente presentata come una giornata storica. La parabole potrà osservare i segnali più deboli che arrivano dallo spazio e oggetti celesti che inviano frequenze molto deboli e che si trovano in angoli reconditi del cosmo. L’impianto ha già iniziato ad operare nel campo scientifico, ma dal 30 settembre e per due anni, avrà un’attività di validazione dello strumento, una sorta di “calibrazione” che servirà per collaudare l’antenna che potrà essere utilizzata come nodo delle reti, oltre che per il tracking di sonde planetarie.

Il radiotelescopio è alto come un edificio di 20 piani, e ha una superficie costituita da mille pannelli in alluminio che si estendono per 3.200 metri quadrati. Le tonnellate di ferro utilizzate per la costruzione sono 15.000, tenute insieme da 10.000 saldature. Tra le applicazioni pratiche, il rilevamento delle placche nella litosfera, che sono la causa dei terremoti. La parabola permetterà inoltre di tenere collegate via radio sonde interplanetarie in viaggio nello spazio, anche a miliardi di km dalla Terra.

L’impianto è stato finanziato dal ministero dell’Istruzione, dall’Agenzia Spaziale Italiana e dalla Regione Autonoma della Sardegna. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio al presidente dell’Istituto nazionale di Astrofisica, Giovanni Fabrizio Bignami. Ne ha dato notizia un comunicato del Quirinale.

“Questo prestigioso esempio di altissima e qualificata specializzazione scientifica e tecnologica si inserisce a pieno titolo nella lunga e illustre tradizione del nostro paese nel campo della ricerca astronomica ed astrofisica e potrà promuovere il raggiungimento di nuovi traguardi, impensabili non molto tempo fa, nello studio e conoscenza dell’universo”, ha sottolineato Napolitano.

E noi vogliamo unirci ai complimenti del presidente a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questo straordinario strumento astronomico.

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

One comment

  1. Bello, ma la sua architettura non richiama i modelli dei nostri cari nuraghi…povero LILLIU

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