È morta la scrittrice giapponese Toyoko Yamasaki, famosa per i suoi romanzi di denuncia sui problemi sociali

È morta la scrittrice giapponese Toyoko Yamasaki, famosa per i suoi romanzi di denuncia sui problemi sociali

Ott 1, 2013

Oggi il mondo ha ricevuto una triste notizia: il 29 settembre, due giorni fa quindi, è morta ad Osaka la scrittrice giapponese Toyoko Yamasaki, famosa per i suoi romanzi a sfondo sociale.

Nata ad Osaka nel 1924, il prossimo novembre avrebbe compiuto 89 anni. Dopo un esordio come giornalista, e l’aver lavorato per il quotidiano Mainichi Shimbun dal 1945 al 1959, la Yamasaki era approdata alla narrativa nel 1957 col romanzo “Noren”, a cui era seguito, nel 1958 “Hana Noren” con il quale conquistò il Naoki prize, importante premio letterario semestrale, nato nel 1935 e intitolato alla memoria del romanziere Naoki Sanjugo.

Da un altro romanzo della scrittrice, “Il primogenito”, fu tratto un film. La scrittrice era famosa per i suoi romanzi bestseller dedicati ai problemi sociali, come ad esempio la corruzione e le ingiustizie perpetrate al genere umano. Proprio dalla sua esperienza di giornalista sono nati molti romanzi-inchiesta, basati su veri fatti di cronaca.

Nel 1965 aveva ottenuto popolarità grazie a “La torre d’avorio”, storia ambientata nel dipartimento di medicina di un’università giapponese, in cui vennero alla luce una serie di atti di corruzione durante il processo di selezione del personale medico.

L’opera mise in evidenza tutto il marcio che si nascondeva dietro alle pratiche per la scelta in particolare dei primari, legate più a logiche clientelari che di merito.

Il clamore suscitato dal libro disturbò a tal punto la sensibilità della casta sanitaria, oggetto della critica, da rendere difficile la realizzazione del successivo film diretto da Satsuo Yamamoto, impedendo ad esempio le riprese all’interno degli ospedali universitari di Osaka.

I romanzi della Yamasaki, tratti da storie reali, spesso sono diventati film, ma anche sceneggiati per la televisione. “La grande famiglia”, ad esempio, racconta una storia sulla corruzione nel mondo della politica, mentre “Una terra desolata” narra di un ex ufficiale militare di ritorno dalla Siberia.

Il romanzo “Figlio della terra” è incentrato sulla vita di un uomo sullo sfondo della Cina alla fine della seconda guerra mondiale. “Due senza casa” è ispirato alla biografia di tre figli di immigrati giapponesi cresciuti in California. Ed arriviamo a “Shizumanu Taijo”, romanzo basato sull’incidente aereo del Japan Airlines Flight 123: un volo di linea nazionale tra l’aeroporto di Tokyo e quello di Osaka che precipitò sul monte Takamagahara, in Giappone, il 12 agosto 1985.

In particolare, quel giorno il volo era pieno di famiglie, perché tornavano a casa dopo un’importante giornata di festività giapponese.

In seguito a questo incidente, la Boeing dovette prendere provvedimenti circa la manutenzione della paratia posteriore, squarciatasi appena 12 minuti dopo il decollo e la ridondanza del suo sistema idraulico, che era stato messo fuori uso da un problema la cui eventualità non era stata proprio presa in considerazione.

È stato l’incidente occorso ad un unico aeroplano che ha causato il maggior numero di vittime. Morirono 520 persone: tutti i 15 membri dell’equipaggio e 505 dei 509 passeggeri.

Addio a Toyoko Yamasaki, dunque. Una donna minuta ed all’apparenza fragile, che ha saputo denunciare realtà scomode con le quali era venuta in contatto. Una donna che ha avuto il coraggio di parlare e di dire la sua, laddove altri avrebbero certamente taciuto.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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