Intervista di Pietro De Bonis a Jacopo Ratini ed al suo nuovo album “Disturbi di personalità”

Intervista di Pietro De Bonis a Jacopo Ratini ed al suo nuovo album “Disturbi di personalità”

Set 20, 2013

Jacopo Ratini, cantautore, scrittore di poesie e racconti e psicologo del lavoro, nasce a Roma il 17 Maggio 1982. Vincitore di molti Festival nazionali di musica d’autore, tra cui Musicultura, il Premio Lunezia, il Tour Music Fest e Sanremolab, partecipa alla sessantesima edizione del Festival di Sanremo (2010) nella categoria “Nuove Proposte”, con il brano “Su questa panchina ”, da lui scritto e composto e pubblica il suo primo album “Ho fatto i soldi facili” per la casa discografica Universal.

A Settembre del 2010 la Universal lancia il suo secondo singolo, con relativo Videoclip,della canzone “Ho fatto i soldi facili ”. Nel 2011 alcuni suoi brani vengono scelti da Claudia Koll per il musical “Vacanze Romane”. A Dicembre dello stesso anno la sua canzone “La Raccolta Differenziata” diviene la colonna sonora dello spot per il lancio della campagna pubblicitaria sulla raccolta differenziata dei rifiuti, prodotta dall’ “Ama Roma Spa”. Ne nasce un Videoclip che raccoglie molti consensi in rete.

A Giugno del 2012 esce il nuovo singolo, “Sei Distante”, per l’etichetta discografica “Rosso al Tramonto”, che anticipa il suo secondo album.

A Maggio del 2013 esce il suo secondo album “Disturbi di Personalità”, prodotto dall’Etichetta “Atmosferica Dischi “. A Giugno 2013 riceve il ”Premio Note Verdi”, istituito dalla Commissione Ambiente di Roma Capitale per le tematiche etico-sociali che caratterizzano le sue canzoni.

 

P.D.B.: Ciao Jacopo! “Disturbi di personalità” il tuo secondo album, la prima cosa che mi viene da domandarti riguarda  la copertina molto simpatica, di chi è stata l’idea?

Jacopo Ratini: L’idea è stata mia. L’idea di associare una canzone del disco, “Disturbi di personalità”, a un’idea grafica che avevo in mente già da un anno prima che uscisse l’album, e che ho fatto realizzare dal mio amico Marino D’Amore. Volevo giocare sull’ironia, sul pollice c’è la mia caricatura, dove rimango basito rispetto ciò che accade nel mondo, inoltre all’interno del libricino ci sono anche altri personaggi. È un modo per sdrammatizzare, le canzoni all’interno di fondo sono tutte abbastanza riflessive, tuttavia cercano di far sorridere l’ascoltatore. L’ironia è la mia chiave di volta un po’ in tutto ciò che faccio.

 

P.D.B.: “Sei distante” è il singolo che ha preceduto l’uscita del disco, parla di un amore a distanza, non solo distanza fisica, ma anche psicologica e affettiva, può durare un amore così?

Jacopo Ratini: Qui parlo di un amore molto faticoso, di un amore a intermittenza, l’ho scritta pensando al protagonista che ama questa persona, ma quest’altra persona purtroppo ricambia a momenti, un giorno fa l’amante, un altro giorno lo sconosciuto e si allontana proprio perché non vuole mettere radici con nessuno. Quindi la distanza è sia fisica che psicologia, un amore di questo tipo può durare anche nel tempo ma a mio avviso non credo risulti tra gli amori più salutari per una relazione.

 

P.D.B.: “Tempo che hai fatto i tuoi conti, poi passi alla cassa e non applichi sconti. Tempo preciso, deciso, cambi la sorte in pochi secondi. Tempo che dormi non pigli pesci, tempo che peschi non pigli soldi…”, così canti in “Maledetto il tempo”. Vorresti avere più tempo Jacopo? La vita spesse volte ci induce a correre troppo, a scegliere subito, per te la fretta soprattutto nel panorama artistico oggigiorno fa danni?

Jacopo Ratini: Fondamentalmente credo che la fretta, l’ansia, distrugga tutto in generale, e qualsiasi settore della vita, dall’amore al lavoro, ad un hobby, a una passione, fino a toccare le relazioni famigliari. Nel primo album avevo scritto una canzone che si intitolava “Non correre”, è una delle mie preferite, che riesco ancora ad ascoltare dopo tanti anni dal primo disco, parla proprio di questa fretta, è una canzone terapeutica, dove domando: il tempo va veloce e tu mi chiedi di non correre? Quello del tempo è un tema ricorrente, mi ritengo una persona ansiosa e istintiva, ma allo stesso tempo anche una persona che analizza molto, c’è questa grande diatriba dentro me che a volte mi fa vivere la vita troppo di corsa, non facendomi mai assaporare realmente le piccolezze che caratterizzano l’esistenza stessa. Quindi quando scrivo queste canzoni come “Maledetto il tempo”, invito per primo me a vivermela in primis e godere di più la vita in tutte le sue sfaccettature.

 

P.D.B.: “Disturbi di Personalità” è il brano che dà il titolo all’album, qui chiedi alla tua ragazza di farti saltare le cervella, tu hai studiato Psicologia, perché un testo così simpaticamente risolutivo?

Jacopo Ratini: Il testo di questa canzone nasce perché volevo riassumere in questo personaggio immaginario tutte le cose che mi avevano colpito nel mio percorso di studi. Nulla è stato costruito a tavolino, le sue caratteristiche, come il coltivare rapporti strani, anti sociali, alternarli con crisi depressive, insomma di un quadro clinico abbastanza spaventoso e disastroso, sono uscite fuori di getto. Per quanto riguarda il farmi saltare le cervella, non lo chiedo a nessuno in particolare,  è dedicata a un tu generico, nel senso puntami una pistola alla tempia, fammi una roulette russa come nel film con De Niro, vediamo che succede, vediamo se davvero mi salta il cervello. Parla di un borderline che ama immischiarsi in queste situazioni estreme, di una persona a cui non gliene frega niente del dolore. In fondo c’è una richiesta d’aiuto in questa canzone, una persona che è costretta a mettere il suo cuore sotto vuoto, perché sente troppo tutto.

 

P.D.B.: “Difendere un’idea è l’impresa più speciale…”, la canzone è “Ogni mio passo”. Quanto la realizzazione rende felice un artista? E’ nella realizzazione che si trova la felicità, un senso? O la felicità ha a che fare sempre e solo col fare pace tra il nostro “io” razionale e quello “irrazionale?

Jacopo Ratini: Credo renda tanto felice un artista la realizzazione , credo rappresenti il 97% della felicità per lui. Credo che chi produca arte lo fa sì per se stessi, a livello terapeutico, ma fondamentalmente lo fa per gli altri, per un feedback esterno, per suscitare un qualcosa, un’emozione. Non si fa mai l’arte esclusivamente per se stessi, e quindi la realizzazione intesa come popolarità in alcuni casi credo che renda molto felici. Sicuramente non è tutto, perché forse l’essere sereni è una componete più grande della felicità, come dicevi te è trovare l’equilibrio tra mente e cuore, mente e anima.

 

P.D.B.: In “Come ti Pare” parli come del sentirsi liberi dopo una storia vissuta col fiato sul collo non ha prezzo. La libertà per te è vivere senza stress? Come anche ribadisci in “Perditempo”, viva la notte e l’ozio giornaliero e del resto chi se ne frega? (sorrido)

Jacopo Ratini: “Perditempo” è l’estremizzazione di un’immagine dei trentenni d’oggi, certo tutti noi siamo pigri e a tutti andrebbe di dormire fino a mezzogiorno e non lavorare, però in questo brano c’è una estremizzazione della questione. In primis sono io a svegliarmi la mattina, a non fare gli orari da artista, massimo alle 9 sto in piedi, quindi sono una persona che ha scritto questa canzone a cui piacerebbe vivere in questo modo ma alla fine neanche più di tanto. Riguardo la domanda sull’amore sono per la libertà estrema in certi momenti, non esiste un amore libero come lo descrivo in “Come ti pare”, qui racconto una deviazione di  una storia che comunque ti toglie la serenità, storie che ti fanno vivere in maniera claustrofobica, ne ho  vissuta qualcuna e ogni volta è stata una liberazione!

 

P.D.B.: Grazie Jacopo per questa intervista, ti auguro il meglio! Ci lasci con un tuo motto?

Jacopo Ratini: “Ridi e lascia ridere”!

 

TRACKLIST 

1. Sei distante

2. Maledetto il tempo

3. Come mai come

4. Disturbi di personalità

5. Ogni mio passo

6. Ogni tuoi ventotto giorni

7. Buonanotte a te

8. Arrivederci a mai più

9. Come ti pare

10. Perditempo

11.Mi sono innamorato del tuo nome, purtroppo

 

 

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