“Educazione siberiana” di Gabriele Salvatores: il film di un codice di onesti criminali

“Educazione siberiana” di Gabriele Salvatores: il film di un codice di onesti criminali

Set 18, 2013

Educazione siberiana” diretto da Gabriele Salvatores non è soltanto un film, ma quasi il vangelo ed il codice d’onore della comunità Urka  che vive in Transnistria, l’attuale Moldovia. Un codice cui il capo della comunità, nonno Kuzja, rimane fedele sino alla morte e che trasferisce al nipote, Kolyma.

Un codice che viene inciso attraverso il tatuaggio da un suo amico, artista d’eccezione e che viene appreso dall’amico e giovane Kolyma.

Il codice stabilisce regole ferree per la difesa dei più deboli,  e per  i più forti invece è possibile anche uccidere nel tentativo strenuo di difendere il debole.

Ma tutto deve avvenire nel rispetto delle regole del clan e nella volontà di conservare la propria identità. Racconta un fatto il vecchio nonno, un branco di lupi durante l’inverno rischia di morire di fame, un giovane si staccherà dal branco e preferirà diventare un cane da caccia vivendo con gli uomini.

Un giorno mentre corre ad afferrare una preda s’imbatte nel capobranco che è stato ferito a morte e lui deve portarlo dal padrone. Il capobranco sta morendo e lui deve afferrarlo e consegnarlo all’uomo. Quel lupo lo guarda con rabbia e il lupo ,diventato cane,  ormai ha perso la sua dignità.

I fatti descritti sono quelli che si svolgono tra il 1985 e il 1995, un lasso di tempo in cui accadono due eventi eclatanti, la caduta del muro di Berlino ed il crollo del vecchio regime sovietico.

Il giovane Kolyma , che raccoglierà l’eredità morale della comunità,  eseguirà alla lettera gli ordini del nonno, ma poi dovrà cercare altre strade per ricominciare un’altra vita e sarà proprio la strada a fornirgli l’occasione per farlo.

Indimenticabili sono le scene dei colombi bianchi e del Fiume Freddo  intorno cui si svolgono le vite dei quattro giovani amici.

Ma quel fiume, un po’ come la Storia, la Grande Storia, straripa e trascina via gli oggetti e le suppellettili di tutti.

Le regole d’onore difronte ai grandi eventi della storia vengono spazzate via in un baleno e tutto svanisce nel nulla.

Dovrà proprio l’eroe Kolyma riuscire a resistere all’onda malefica degli eventi e ricominciare da un’altra parte.

Film indimenticabile, perché il messaggio che porta ha valore universale, e la lezione vale per tutti gli esseri viventi. Si può conservare una identità anche nel marasma della storia, senza lasciarsi corrompere dal potere del denaro.

Indimenticabili le interpretazioni di John Malkovich e dell’attore che interpreta la parte del protagonista.

Il film è la trasposizione dell’omonimo romanzo di Nicolai Lilin.

 

Written by Elisabetta Marchetti

 

 

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