Intervista di Cristina Biolcati ad Alessandro De Maddalena: uno dei maggiori esperti sugli squali

Intervista di Cristina Biolcati ad Alessandro De Maddalena: uno dei maggiori esperti sugli squali

Set 10, 2013

Chi è affascinato dagli squali e avverte nei loro confronti un profondo senso di rispetto, derivato anche dalla paura atavica verso l’abisso e l’ignoto, capirà cosa io possa provare nell’intervistare Alessandro De Maddalena.

Di origini milanesi, De Maddalena è uno dei maggiori esperti nello studio degli squali al mondo. È l’allieva che interloquisce col suo maestro poiché, nello scrivere il mio modestissimo saggio sugli attacchi di squalo in Italia, ho studiato anche i suoi libri, citandolo nella bibliografia.

Autore di diverse opere che parlano di squali, (potrei citare fra tutti “Squali nel Mare mediterraneo” edito nel 2010 da Classeditori, perché è quello che io ho letto), De Maddalena propone corsi e spedizioni in Sud Africa per osservare gli squali bianchi, al fine di riuscire a dare una corretta prospettiva su questi pesci.

Egli mette al servizio di chi ama queste creature tutta la sua esperienza, in qualità di studioso e soprattutto di divulgatore di informazioni corrette su questi famigerati quanto splendidi animali.

Lo squalo, nonostante l’immagine che ne ha dato nel 1975 Steven Spielberg, non è un mostro, bensì una specie che va rispettata e protetta. Quello di De Maddalena vuole essere un tentativo di dire basta alla carneficina ed allo scempio che ogni giorno si compiono ai danni di queste creature.

 

C.B.: Benvenuto Alessandro e grazie di essere qui con noi. Ho letto in una tua intervista che da piccolo sognavi di fare il paleontologo. Come mai, poi, hai scelto di occuparti di squali, che con i dinosauri hanno in comune solo le origini antichissime e il fatto di non essersi mai evoluti nel tempo, anche se, fortunatamente, non si sono estinti?

Alessandro De Maddalena: La passione per gli squali è nata immediatamente dopo quella per la paleontologia. Ero ancora un bambino quando ho potuto vedere il documentario “Uomini e squali” di Bruno Vailati, che per l’epoca era un’opera notevole. Fu allora che vidi per la prima volta le immagini filmate degli squali bianchi. Fu come vedere un animale preistorico, ma vivo. Quella visione mi folgorò all’istante. Curiosamente fu la medesima impressione che provai molti anni dopo quando per la prima volta potei finalmente vederne uno vivo nel suo elemento.

 

C.B.: Tu hai scritto, come abbiamo detto, molti libri sugli squali. Qual è il messaggio di fondo che cerchi sempre di dare al lettore?

Alessandro De Maddalena: I miei libri hanno una caratteristica comune. Non sono libri divulgativi. Sono libri altamente specialistici, ma sono scritti in modo tale che possano essere compresi da qualsiasi comune lettore. Credo che sia fondamentale portare la scienza alla portata di tutti. In tal modo i frutti della ricerca non restano avulsi dalla realtà.

 

C.B.: Penso che questa siauna domanda che tutti vorrebbero porti. C’è stato un momento, durante le tue numerosissime immersioni, in cui ti sei trovato in difficoltà?

Alessandro De Maddalena: Sì, non a causa degli squali, ma piuttosto della potenza dell’oceano. Questo è sempre in grado di ridimensionarci e farci sentire piccoli come realmente siamo. Trovarsi a ridosso di una scogliera, sospinti violentemente verso di questa da onde alte tre metri e rendersi conto che le proprie forze non sono sufficienti a contrastare la forza dell’oceano. Sono momenti che restano impressi nella memoria. Si impara che è fondamentale dare ascolto al proprio sesto senso e a non mettersi in condizioni che si avvertano come potenzialmente molto pericolose.

 

C.B.: Alessandro, parlaci un po’ di queste spedizioni in Sud Africa che organizzi annualmente per portare la gente a conoscere gli squali bianchi. Bisogna essere dei sub provetti per potervi partecipare?

Alessandro De Maddalena: Dal 2010 ho iniziato a organizzare spedizioni/corsi di biologia degli squali in Sudafrica in collaborazione con Apex Shark Expeditions di Chris e Monique Fallows. Le spedizioni hanno luogo nella False Bay, il principale territorio di caccia dello squalo bianco al mondo. La durata di ogni spedizione è di sette giorni, con uscite quotidiane in mare per vedere gli squali bianchi mentre cacciano le otarie, fotografarli mentre saltano fuori dall’acqua, osservarli sott’acqua nella sicurezza della gabbia. Ciò che ho voluto fare con queste spedizioni è di offrire al pubblico la migliore esperienza possibile con gli squali bianchi. Ho scelto di lavorare con gli operatori migliori al mondo, vale a dire con i migliori professionisti nonché veri pionieri nella loro attività, nelle migliori aree del mondo, nei periodi migliori, con i migliori alloggi, con i programmi migliori, ai prezzi più contenuti possibili. Non voglio semplicemente portare le persone a vedere gli squali bianchi, ma piuttosto far vivere loro un’esperienza incredibile attraverso la quale arrivino a conoscerli realmente e in maniera approfondita. Francamente non avrei mai pensato di riuscire a realizzare questo progetto con tanto successo (con le spedizioni programmate per l’anno prossimo giungeremo ormai a sedici spedizioni di queste spedizioni/ corsi). Molti partecipanti di queste spedizioni dicono che prendervi parte è una delle cose più belle che abbiano mai vissuto. Questo è motivo di enorme soddisfazione per me. Tornando alla tua domanda, tutti si possono immergere in gabbia, non occorre brevetto sub. È un’esperienza che può fare chiunque. I nostri partecipanti includono studenti universitari, ricercatori, fotografi, subacquei, appassionati provenienti da tutto il mondo.

 

C.B.: Ho sentito che organizzi anche spedizioni in Norvegia per poter andare ad incontrare le orche. Ecco, al di là della differenza del tipo di animale, come avviene qui, nel concreto, l’avvicinamento con questi cetacei?

Alessandro De Maddalena: La spedizione/corso di biologia dell’orca in Norvegia avrà luogo soltanto a Gennaio 2014, e non sarà ripetuta. Nel periodo in cui si svolge la spedizione in quelle acque vi è la più alta abbondanza di orche. Ogni giorno si perlustra l’area per ore a bordo della nostra nave, e quando le orche vengono avvistate, dapprima vengono osservate dall’imbarcazione. In seguito se le condizioni del mare lo consentono, ci si avvicina ulteriormente ai cetacei per mezzo di un gommone e coloro che lo desiderano possono entrare in acqua con gli animali per fare snorkeling. L’acqua è solitamente cristallina, con stupefacente visibilità subacquea, e vi è la possibilità di scattare foto eccezionali. Talora gli animali vengono incredibilmente vicini. Le bombole non vengono utilizzate per immergersi con le orche poiché le bolle ed il rumore tengono a distanza gli animali.

 

C.B.: Quanto difficile è per te, parlare ogni giorno di squali, quando questo tipo di animale è letteralmente “ghettizzato” dalla cultura popolare?

Alessandro De Maddalena: Noto un grosso cambiamento di attitudine nella maggior parte delle persone. La gente comune sta comprendendo sempre più che questi animali devono essere rispettati e conservati. Ben più difficile è farlo comprendere ai politici, specialmente in Europa, dove in molte nazioni c’è una mancanza pressoché totale della cultura ambientale. Le risorse naturali sono viste come qualcosa da sfruttare malamente e senza alcuna intelligenza, come se il futuro non esista.

 

C.B.: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Alessandro De Maddalena: Oltre alle prossime spedizioni con gli squali bianchi in Sudafrica e con le orche in Norvegia, per Luglio- Agosto 2017 ho organizzato la mia prima spedizione con gli squali bianchi in Australia insieme a Rodney Fox Shark Expeditions, la compagnia dell’inventore del cage diving con gli squali bianchi. Probabilmente organizzerò ancora la spedizione sardine run con Apex Shark Expeditions, come abbiamo fatto quest’anno, un’occasione incredibile per osservare balene, delfini, squali e uccelli marini: Per Dicembre 2013 ho in programma un tour di conferenze “Gli squali bianchi del Sudafrica”, che porterò in molte città italiane. E’ inoltre imminente l’uscita del mio diciottesimo libro, “Great white sharks of South Africa”, che stavolta è un libro fotografico: una raccolta delle cento foto più belle degli squali bianchi e del loro ambiente naturale che ho potuto scattare in questi quattro anni di spedizioni.

 

C.B.: Grazie per essere stato con noi, Alessandro e ti aspettiamo presto, magari con resoconti di nuove avventure portati dai tuoi viaggi.

 

Written by Cristina Biolcati

Foto © Nicola Allegri, Gaspare Schillaci, Chris Fallows

 

http://youtu.be/zw7HoabqvMY

 

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