Stelle cadenti nella notte di San Lorenzo: il fenomeno slitta di 48 ore

Stelle cadenti nella notte di San Lorenzo: il fenomeno slitta di 48 ore

Ago 8, 2013

Quest’anno l’appuntamento con lo spettacolo celeste delle “lacrime di San Lorenzo”, ovvero le meteore appartenenti allo sciame delle Perseidi, che tradizionalmente si colloca nella notte del 10 agosto, slitterà di 48 ore.

Il picco massimo delle stelle cadenti avverrà nella notte tra il 12 e il 13 agosto e sarà uno spettacolo grandioso che si potrà apprezzare, nei cieli italiani, anche ad occhi nudo. A dare questa notizia è la ricercatrice di fisica dell’atmosfera presso il Cnr (Centro Nazionale Ricerche), Maria Chiara Moriconi.

Quest’anno la visuale sarà ottimale dato che in quei giorni la luna tramonterà nelle prime ore della notte – spiega la studiosa – Le ore migliori per osservare il cielo sono quelle che vanno da mezzanotte fino all’alba, in direzione nord-est del cielo, nella regione della costellazione del Perseo”.

Le Perseidi sono uno sciame meteorico che la Terra si trova ad attraversare durante il periodo estivo nel percorrere la sua orbita intorno al Sole. La pioggia meteorica si manifesta dalla fine di luglio fino oltre il 20 agosto ed il picco di visibilità è concentrato attorno al 12 agosto, con una media di circa un centinaio di scie luminose osservabili ad occhio nudo ogni ora.

Ciò rende questo sciame tra i più rilevanti, in termini di osservabilità, tra tutti quelli incrociati dal nostro pianeta nel corso della sua rivoluzione intorno al Sole. Le Perseidi sono anche chiamate “lacrime di San Lorenzo”. Ogni anno, nella notte del 10 agosto, gli italiani nel mondo si rivolgono speranzosi al cielo, per cercare di “cogliere al volo” una stella cadente.

Se scientificamente la caduta delle stelle è da imputarsi al passaggio, all’interno dell’orbita visiva terrestre, degli asteroidi della costellazione del Perseo, detti appunto Perseidi, culturalmente la pioggia di stelle è stata elaborata in un modo più poetico.

La notte del 10 agosto è infatti, da tempi innumerevoli, dedicata al martirio di San Lorenzo, dal III secolo sepolto nell’omonima basilica di Roma e le stelle cadenti rappresentano le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un’atmosfera magica e carica di speranza. In questa notte, infatti, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermano a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca: “Stella, mia bella stella, desidero che…”, e si aspetta, augurandosi che l’evento agognato tutto l’anno possa presto avverarsi.

Celebre la poesia di Giovanni Pascoli, che interpreta la pioggia di stelle cadenti come lacrime celesti, intitolata appunto X agosto, dal giorno dedicato al santo: “San Lorenzo, io lo so perché tanto / di stelle per l’aria tranquilla / arde e cade, perché si gran pianto / nel concavo ciel sfavilla…”.

Per vedere meglio il fenomeno delle stelle cadenti, gli esperti consigliano di allontanarsi dalle luci della città. “Se si vuole osservare bene il fenomeno” – sottolinea la studiosa Moriconi – “occorre recarsi in un posto buio e con un discreto livello di altitudine”. La formazione delle Perseidi inizia quando una cometa, al suo passaggio al perielio, nel punto dell’orbita più vicino al sole, lascia dietro di sé intere fasce di frammenti e polvere che possono diventare “sciami di meteore” se incontrano l’atmosfera terrestre.

Le scie luminose che potremo osservare nei prossimi giorni – spiega Moriconi – sono prodotte da piccolissimi frammenti di cometa che incrociano la nostra orbita. Entrando con grandissima velocità nell’atmosfera terrestre, queste particelle, grandi anche solo come un granello di sabbia, lo ionizzano, creando le caratteristiche scie luminose”.

Nonostante il picco massimo sarà raggiunto nella notte tra il 12 e il 13 agosto, già dalle prossime sere sarà possibile osservare sempre più meteore nel firmamento. A patto di non trovarsi sotto cieli fortemente inquinati, oppure che non ci sia brutto tempo. Il dubbio rimane. Non resta altro che “vivere” questa esperienza, ed augurarsi di riuscire a scorgere quante più stelle cadenti possibili.
Written by Cristina Biolcati

 

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