Resoconto del Concerto Made In Cagliari con il live dei Sikitikis

Resoconto del Concerto Made In Cagliari con il live dei Sikitikis

Ago 8, 2013

01/08/2013 Parco Ex Vetreria, Pirri, Cagliari

Slim Fit, Lobokassam, Roundella , Sikitikis

 

Che botta di culo, scoprire nella mattinata del giorno libero, prima della tirata agostana, che quella stessa sera suonano a due (anche tre) tiri di schioppo i Sikitikis…

L’unica band della quale non ricordo quanti concerti ho visto ma ogni concerto lo ricordo bene.

In quasi dieci anni che li ascolto, li ho visti tante volte, e ognuna è stata un’altra storia, uno spettacolo diverso, con pezzi e arrangiamenti nuovi, atmosfere che cambiano ogni volta, novità e ospiti vari, e soprattutto sempre un gran bel pubblico.

Perché i Sikitikis non sono una band impostata per fare sempre i Sikitikis, nel senso che son loro, ma mutano, tanto da risultare sempre rinnovati: è lo stesso concetto musicale però con un umore, un esperienza, una maturità diverse.

Evolvono, spiazzano, a volte ti deludono per qualche giorno per poi farti capire che hanno ragione loro, che le loro strade non sono quelle di diventare più appetibili alle masse, ma che si trasformano per seguire una maturazione, verso un sound che nessuno, almeno in Italia ha, ed i testi: quelli son qualcosa d’intimo ai quali ognuno da un importanza ed un significato ed io ci trovo veramente tante cose da imparare, tante cose da cantare.

Testi anarchici, ingenui, sani, sobri, e canzoni d’amore, con verità amare e avventure piacevoli. Canzoni vere.

Non conosco la reazione del pubblico fuori, ma a Cagliari devo dire che niente riesce a far ballare, cantare e muovere i culi e le mani della gente come i Sikitikis.

La carica di energia che sprigionano è davvero notevole, con il consueto groove esplosivo alternato con alcuni, indovinatissimi momenti dub, e dei divertenti e sentiti monologhi di Diablo. Ottimi anche i suoni dell’impianto.

Non ricordo esattamente la scaletta, ma si parte a bomba e i classici, ormai parecchi, non mancano, “Le belle cose”, “Umore nero”, “Tiffany”, “Voglio dormire con te”, “La mia piccola rivoluzione”, “Donna vampiro”, la stupenda “Aria” (“fai ciò che vuoi di me giovane commercialista” -cit.), il bellissimo medley che trasforma “Onde Concentriche” in “Glory Box” dei Portishead poi in “Piove deserto”, il momento grind dopo “Rock and Roll Contest”, “Cowboys and Indians”.

Novità la cover di “Suona ancora”  dei Casino Royale, forse eccessivamente orfana della parte rappata (o reppata, ndr)

I Siki piacciono, la gente balla e si diverte. A un certo punto sale sul palco per duettare con Diablo su “Soli” anche Sista Namely, già presente sull’ultima produzione di studio, poi il chitarrista degli Slim Fit, che ha anche scritto “Tiramisù” e la esegue con loro.

Meriterebbero una visibilità più ampia, ma siamo in questa Italia in grave crisi, culturale molto più che economica, ed è difficile averla con questi media della finzione per chi non propone sciatteria da discount ma contenuti o semplicemente arte.

Un’oretta e mezzo di rock and roll e pop a manetta piacevolissimo, divertentissimo e sicuramente di spessore, che mi fa venire voglia di vedere presto un altro loro concerto.

Nota negativa, non sono arrivato in tempo per poter apprezzare i tre progetti che hanno aperto la manifestazione.

 

Written by Daniele Mei

 

 

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