Scoperto il colore della morte: è un’onda blu fluorescente

Scoperto il colore della morte: è un’onda blu fluorescente

Lug 31, 2013

Un’importantissima scoperta, effettuata di recente da un gruppo di ricercatori britannici, ha permesso di compiere un passo avanti verso la comprensione di ciò che si verifica al momento della morte.

 

È stata fotografata un’onda di luce che attraversa l’organismo durante il trapasso, un’onda azzurra e fluorescente che si sprigiona dalla cellula e, da una cellula all’altra, si propaga nell’intero organismo. Lo studio che ha permesso di fotografare l’”ombra della morte”, pubblicato sulla rivista Plos Biology e finanziato dal Wellcome Trust e dal Bbsrc, descrive l’onda azzurra mentre si propaga in un organismo semplice, come un minuscolo verme.

Il risultato della ricerca rappresenta un passo importante poiché permette di comprendere come la morte cellulare si diffonda in tutto il corpo, anche nel caso di organismi più complessi come l’uomo, dal momento che i meccanismi cellulari nei mammiferi sono simili a quelli dei vermi. Il coordinatore del lavoro, il professor David Gems dell’Institute of Health Ageing dell’University College London, afferma che la scommessa di questa ricerca sia identificare i geni che controllano l’invecchiamento e le malattie ad esso collegate.

Quando le singole cellule muoiono, si innesca una reazione chimica a catena che porta alla rottura dei componenti cellulari e ad un accumulo di detriti molecolari. Ma mentre queste reazioni sono ben comprese a livello cellulare, molto poco si sa di come la morte raggiunga tutte le cellule dell’organismo.

Il sopraggiungere della morte è stato osservato al microscopio, abbiamo detto, in uno degli organismi più semplici e studiati nei laboratori di biologia e genetica: il minuscolo verme Caenorhabditis Elegans. La morte appare come un’onda fluorescente, causata da un processo di necrosi, che si diffonde nelle cellule. Effetto che dipende da una sostanza chiamata acido antranilico la cui propagazione avviene tramite il calcio, che agisce come “messaggero” di cellula in cellula.

Inizialmente si sospettava che la fonte della fluorescenza blu fosse una sostanza chiamata Lipofuscina, che emetteva luce di un colore simile, anch’essa collegata all’invecchiamento poiché si accumula con l’età e causa danni molecolari. Ma in seguito è stato osservato che la Lipofuscina non è coinvolta nel processo. I ricercatori hanno provato a bloccare il percorso chimico che propaga la morte cellulare, ma sono riusciti a ritardare solo la morte indotta da uno stress come un’infezione e non la morte per vecchiaia.

Ciò suggerisce che il decesso dovuto a un’infezione è più facile da rallentare perché è innescato da un numero minore di processi, mentre la morte dovuta all’invecchiamento è più difficile da ritardare perché entrano in gioco numerosi processi che agiscono in parallelo e che risultano più difficili da contrastare.

Il professor Gems spiega:Abbiamo identificato il percorso chimico di auto-distruzione che propaga la morte delle cellule dei vermi, che vediamo nella forma di un blu fluorescente brillante che viaggia attraverso il corpo”. La fine biologica della vita di un verme rivela quindi come avviene la morte: un’onda che si diffonde da cellula a cellula finché l’organismo viene meno. Gems conclude, spiegando l’intento dello studio.

Abbiamo scoperto che quando blocchiamo questo percorso, possiamo ritardare la morte indotta da stress come infezioni, ma non siamo riusciti a fermare la morte per invecchiamento. Dobbiamo ora concentrarci sugli eventi biologici che si verificano durante l’invecchiamento e la morte per comprendere correttamente come potremmo interrompere questi processi”.

Ci si chiede se tutto questo sarà possibile. Se, attraverso una maggiore comprensione del processo della morte, si potrà operare su di esso e riuscire un giorno a bloccarlo. Stando così le cose, quella di questi studiosi inglesi, sarebbe davvero una scoperta rivoluzionaria. L’uomo che si sostituisce a Dio, l’uomo che vive in eterno e al tempo stesso riesce a dare una risposta alla domanda che si pone da sempre.

Cosa succede quando si muore? Nulla, sarebbe la risposta.

Niente perché non si muore più. Gli scienziati interromperebbero il processo cellulare, e si tornerebbe a vivere. Certo la cosa sarebbe inquietante, e la conclusione che ne possiamo trarre è una sola. La morte fa sempre paura, da qualunque prospettiva la si guardi. E per questo, purtroppo, non c’è cura.

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

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