Città abbandonate: Kayaköy, il museo a cielo aperto

Città abbandonate: Kayaköy, il museo a cielo aperto

Lug 28, 2013

Kayaköy, in greco Levissi, è un villaggio fantasma che si trova nel sud ovest della Turchia. Abitato fino agli anni ’20 oggi è un museo a cielo aperto che ospita centinaia di case in puro stile greco, perfettamente conservate. Costruito nel 1700, è stato abbandonato definitivamente alla fine della guerra greco turca nel 1923, in seguito ad un accordo tra i due paesi che prevedeva uno scambio di cittadini.

Cosa dire di questa città abbandonata? Presenta un’architettura singolare costituita da circa 200 case in pietra, ed è un luogo surreale.

Un insieme dato da un senso di pace, magia e atmosfera da sogno. Girovagare per i sentieri del paese è rilassante, un piacevole “perdersi” tra le vecchie case.

Sorprendentemente il villaggio non trasmette un senso di solitudine e di abbandono: forse a causa della vegetazione circostante tipicamente mediterranea fatta di alberi sempreverdi, arbusti e rampicanti. L’attuale popolazione si concentra ai piedi del colle dove sorge il vecchio centro in rovina.

La storia della città ci informa che Kayaköy fu costruita sulle macerie dell’antica città di Karmylassos nel XVIII secolo. Quando Fethiye, il noto centro che si trova a 8 km a sud, allora chiamata Makri fu distrutta da un grande incendio nel 1885 e da un terremoto nel 1856, la popolazione si spostò a Kayaköy.

Dopo la guerra greco-turca ed il susseguente trattato di Losanna, nel luglio del 1923, Kayaköy fu abbandonata dalla popolazione di origine greca che dovette trasferirsi in patria.

I turchi che invece tornarono dalla Grecia, in seguito allo “scambio di cittadini” di cui si parlava all’inizio, preferirono vivere ai piedi della collina per coltivare il terreno più piano. Di qui l’abbandono della città e il suo conseguente degrado.

Nel 1900 ci abitavano 2000-3000 persone, e la maggioranza di loro erano cittadini ortodossi. A parte qualche venditore di souvenirs, adesso non ci vive più nessuno. Anche se, ultimamente, alcune case sono state ristrutturate, allo scopo di essere nuovamente abitate.

Oggi Kayaköy è un museo all’aperto, dove sono rimaste circa 500 case in rovina e due chiese ortodosse che si possono visitare. Nella città si trova un museo privato e una sorgente del XVII secolo. L’Unesco ha nominato Kayaköy villaggio simbolo dell’amicizia e della pace nel mondo.

Luogo un tempo fiorente, ora spettrale, la cui popolazione è diminuita drasticamente a causa della guerra greco turca. Abbandonato esclusivamente per motivi bellici, dunque.

Le notizie che circolano in rete, riguardo a questa città purtroppo non sono molte. Le recensioni in Internet parlano di persone soddisfatte delle loro vacanze in una Kayaköy considerata città tranquilla e rilassante. Il villaggio è considerato la cornice ideale per coloro che sono interessati alle arti.

Vengono promossi scambi interculturali e si organizzano non solo campi di volontariato ma anche campi propriamente artistici.

Nell’arco di due settimane i partecipanti frequentano, a scelta, laboratori di fotografia, pittura turca tradizionale, ceramica, lavorazione del legno, disegno, cortometraggio e altro ancora.

Si comunica in inglese e si dorme in tenda.

Questo rappresenta senza dubbio un aspetto che rende “attuale” la città di Kayaköy. Il fatto di riuscire a risorgere dalle proprie rovine, per tornare ad essere ancora un utile e, in un certo senso, fiorente la rende moderna. Rimangono i resti di una civiltà propositiva, che non si è fermata al proprio abbandono, ma al contrario, offre spunti continui per evolversi ed andare avanti.
Written by Cristina Biolcati

 

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